Dettaglio di carta speciale e packaging premium legato ai risultati 2025 di Fedrigoni

Fedrigoni chiude il 2025 in crescita: ricavi a 1,9 miliardi e più peso ai mercati internazionali

Fedrigoni ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 1,9 miliardi di euro e un EBITDA adjusted di 303 milioni, in crescita rispettivamente del 3% e del 5% rispetto all’anno precedente. Il gruppo veronese, attivo nelle carte speciali, nei materiali autoadesivi, nelle etichette premium e nei supporti RFID, presenta il risultato come una prova di tenuta in un anno segnato da incertezza macroeconomica e tensioni geopolitiche.

Il dato non racconta soltanto una crescita numerica. Dice qualcosa sul modo in cui Fedrigoni sta cercando di bilanciare settori diversi, mercati geografici differenti e una struttura industriale cresciuta molto negli ultimi anni anche attraverso acquisizioni. Il gruppo resta legato alla carta, ma non coincide più solo con la carta: oggi il suo perimetro comprende il packaging di lusso, le etichette per il vino, le belle arti attraverso Fabriano, gli autoadesivi e le tecnologie RFID.

La dimensione internazionale pesa in modo netto. L’Italia ha generato il 18,4% dei ricavi, mentre l’81,6% arriva dai mercati esteri: il 45,2% dal resto d’Europa e il 36,4% dal resto del mondo. È uno dei passaggi più rilevanti dei risultati 2025, perché mostra un’azienda italiana che conserva radici produttive e culturali forti, ma costruisce la propria crescita soprattutto fuori dal mercato domestico. Lo stesso dato è stato ripreso anche da Corriere Economia e Radiocor.

Anche la ripartizione tra le aree di business conferma questa trasformazione. Self-Adhesives e RFID hanno contribuito per il 64% dei ricavi, mentre Special Papers ha generato il restante 36%. Il rapporto fra queste due piattaforme dice molto del posizionamento attuale di Fedrigoni: da una parte il patrimonio storico delle carte speciali, dall’altra settori legati a packaging, tracciabilità, etichettatura e materiali funzionali.

Non è un dettaglio secondario per chi osserva il mondo della comunicazione visiva, del packaging e del design. I supporti materiali non sono più semplici superfici. Nel lusso, nel vino, nell’editoria di pregio e nella comunicazione di marca, la scelta della carta o dell’etichetta partecipa alla costruzione dell’identità del prodotto. Fedrigoni cresce proprio in questo spazio: dove il materiale non è solo contenitore, ma parte del linguaggio.

Il gruppo indica tra le priorità strategiche il completamento dell’integrazione delle 17 acquisizioni concluse dal 2018, il rafforzamento della qualità di prodotto e servizio, la crescita nei mercati consolidati e in quelli adiacenti, insieme al lavoro sulla struttura dei costi. Sono passaggi che spiegano il senso industriale della crescita: Fedrigoni non si limita ad aggiungere volume, ma prova a rendere più coerente un insieme di attività ormai molto ampio.

C’è poi il capitolo sostenibilità, ormai centrale anche per il settore dei materiali. Nel 2025 Fedrigoni ha proseguito il percorso legato alla propria agenda ESG al 2030, con interventi su riduzione delle emissioni, ecodesign, economia circolare, approvvigionamento responsabile, biodiversità e sicurezza sul lavoro. Il gruppo segnala l’ingresso nella CDP A List, la medaglia Platino EcoVadis per il 4° anno consecutivo e un punteggio di 74 nel Corporate Sustainability Assessment di S&P Global.

Il punto, per un’azienda che lavora su carta, packaging ed etichette, non è solo reputazionale. La sostenibilità entra direttamente nel prodotto, nella filiera e nelle scelte dei clienti. Un’etichetta o un supporto per il packaging devono parlare al mercato, ma devono anche reggere controlli, normative, richieste di tracciabilità e aspettative ambientali sempre più precise. È qui che la crescita di Fedrigoni intercetta una trasformazione più ampia del settore.

Fondata a Verona nel 1888, Fedrigoni dichiara oggi quasi 6.000 persone in 28 Paesi, 73 sedi tra stabilimenti produttivi, centri di taglio e centri di distribuzione, oltre 25.000 prodotti venduti in 132 Paesi. Numeri che collocano il gruppo in una fascia internazionale, ma con un elemento ancora riconoscibile: l’idea italiana della carta come materia nobile, tecnica e culturale allo stesso tempo.

I risultati 2025 vanno letti dentro questa doppia traiettoria. Da una parte la solidità economica, con ricavi ed EBITDA adjusted in crescita. Dall’altra un riposizionamento ormai evidente: Fedrigoni non è più soltanto un nome storico della carta, ma una piattaforma globale che lavora sul rapporto tra materiale, identità, packaging, sostenibilità e tecnologia.

Spiegamelo in breve

Vuoi capire subito il punto centrale di questo articolo?

Related Posts
carta per ufficio
Leggi di più

Fedrigoni annuncia l’uscita dal settore della carta per ufficio e chiude Giano

Il mercato della carta da fotocopie è in declino da anni. La decisione non facile arriva dopo una lunga ricerca infruttuosa di partner e consente al Gruppo di focalizzare investimenti e risorse sul segmento delle carte speciali per il packaging e la comunicazione creativa, tra cui l’arte e il disegno, in linea con il piano industriale. Continua a leggere Fedrigoni annuncia l’uscita dal settore della carta per ufficio e chiude Giano