Il gruppo Fedrigoni avrebbe l’intenzione di mettere in vendita le carte Fabriano, una notizia diffusa dai media che l’azienda non ha smentito, pur definendo “altamente improbabile” la cessione di tutti gli asset indicati. Questi includono lo stabilimento di Fabriano e i due impianti nel maceratese, a Pioraco e Castelraimondo, oltre ad alcune attività in Spagna. La controllata Ritrama di Sassoferrato, in provincia di Ancona, che produce carta adesiva, rimarrebbe fuori dall’operazione.
Il Corriere della Sera ha riportato che Fedrigoni ha avviato una revisione strategica, denominata “Progetto Michelangelo”, che potrebbe portare alla cessione del marchio storico marchigiano, le cui radici risalgono al XIII secolo. Il progetto prevede la vendita delle carte per arte, disegno e ufficio, commercializzate con il brand Fabriano. Il perimetro dell’operazione includerebbe i siti di Fabriano, Pioraco e Castelraimondo, oltre ad alcune attività in Spagna, coinvolgendo circa 600 dipendenti e generando un fatturato di circa 200 milioni di euro.
Fabriano, leader in Italia nei prodotti di carta per le scuole, opera anche attraverso nove boutique, di cui sei in Italia, e distribuisce oltre 5.000 prodotti in più di cento paesi. Il gruppo Fedrigoni, controllato dai fondi Bain e BC Partners, ha avviato sondaggi e si attendono nei prossimi giorni le prime manifestazioni di interesse. Non è garantito che l’operazione vada a buon fine né che il perimetro della cessione resti quello delineato.
Fedrigoni si sta concentrando sulla fascia alta del mercato, producendo carte speciali per applicazioni industriali, come etichette anticontraffazione e confezioni di lusso. In questa direzione, a maggio l’azienda ha acquisito la maggioranza del gruppo tedesco Poli-Tape, specializzato in applicazioni grafiche per il tessile, portando a 16 le acquisizioni negli ultimi quattro anni.
Parallelamente, Fedrigoni sta valutando la dismissione delle attività dove il prezzo prevale sulla qualità, come i fogli per fotocopiatrici. Nei mesi scorsi, ha scorporato la produzione di carta per ufficio nella società “Giano 1264”, che potrebbe anch’essa essere messa in vendita. L’obiettivo del piano al 2032 è migliorare la redditività del gruppo, che ha chiuso il 2023 con 1,8 miliardi di euro di ricavi e un margine operativo lordo di 338 milioni.
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