Via libera alla nuova Legge sull'editoria, le testate online non si registrano.

La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il decreto legge che riordina il sistema di finanziamento pubblico alle imprese editoriali. I voti favorevoli sono stati 454, i contrari 22 (Idv e minoranze linguistiche) e 15 gli astenuti.
Le linee su cui si sviluppa il provvedimento messo a punto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Peluffo, sono relative ai nuovi requisiti di accesso ai contributi pubblici per la stampa di partito, le società cooperative e le nuove norme sulla rete di distribuzione della stampa quotidiana e periodica.
Nel provvedimento è confermato anche il contributo di 2 milioni di euro annui per i periodici italiani pubblicati all’estero.

La legge prevede che i contributi vengano concessi sulla base delle effettive copie vendute e non più in proporzione alle tirature (25% della diffusione), nel rispetto della reale capacità delle aziende di stare sul mercato; difende l’occupazione di giornalisti e poligrafici, legando l’erogazione del contributo alla presenza stabile di un loro numero minimo in azienda; incentiva il passaggio delle testate all’online, dando sostegno alle imprese editrici, per raccogliere la sfida della modernità in un mercato completamente rivoluzionato dalla tecnologia digitale e dai social network. Una legge che vuole contribuire alla difesa della cultura e della lingua italiana, alla promozione della lettura, a difendere il nostro patrimonio di conoscenze.
La Legge ora considera testata nazionale quella distribuita in almeno tre regioni e con una percentuale di distribuzione in ciascuna regione non inferiore al 5% della propria distribuzione totale.

Riviste inoltre le Cooperative Editrici che dovranno essere composte, esclusivamente, da giornalisti, poligrafici, grafici editoriali, con prevalenza di giornalisti e dovranno avere la maggioranza dei soci dipendente della cooperativa con contratto di lavoro a tempo indeterminato, mantenendo il requisito della prevalenza dei giornalisti.

Il punto più importante di questa Legge è la tutela per l’editoria digitale, che per ricevere gli eventuali contributi dovrà garantire un’informazione quotidiana composta da informazione autoprodotta per almeno dieci articoli al giorno con un aggiornamento pari ad almeno 240 giorni per i quotidiani, 45 per i settimanali e plurisettimanali, 18 uscite per i quindicinali e 9 per i mensili.
Se edita solo online, la testata non dovrà sottostare alla registrazione presso il ROC (registro degli operatori di comunicazione) come previsto dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62. La medesima esenzione si applica anche con riferimento agli obblighi di registrazione della testata presso il Tribunale (articolo 6 della legge 8 febbraio 1948, n. 47).

Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni – L’articolo 3 bis introduce inoltre delle importanti semplificazioni per quanto riguarda i piccoli editori, ovvero le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro derivanti da abbonamenti, contenuti a pagamento, pubblicità, ecc… Queste edizioni non sono soggette agli obblighi di registrazione della testata presso il tribunale provinciale (Art. 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47), non debbono sottostare all’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416 sulla titolarità delle imprese editoriali e alla registrazione presso il ROC (l’iscrizione come condizione per l’inizio delle pubblicazioni), e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni.