Unione di caratteri

Unione di caratteri

Si chiama “Unione di caratteri” il progetto, senza fini di lucro, che ha come obiettivo dare una seconda vita ai caratteri mobili, ossia la tecnica di stampa basata sull’uso di elementi mobili per riprodurre testi su un supporto di carta.

L’arte della stampa a caratteri mobili, una tecnica introdotta per la prima volta in Cina intorno al 1041 e prosperata nel mondo per oltre nove secoli, è al centro del progetto “Unione di caratteri”. Questa iniziativa senza scopo di lucro mira a rinvigorire una delle più antiche forme d’arte e di comunicazione, conferendo una nuova vita ai caratteri mobili. Un tale obiettivo non solo celebra un’eredità culturale, ma si inserisce anche in un più ampio contesto di sostenibilità ambientale.

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All’interno di questa cornice storico-culturale, la Tipografia Unione di Vicenza emerge come un faro di tradizione e innovazione. Fondata nel 1960 da Bruno Bertoldo e successivamente gestita dalla figlia Fiorella e dalla nipote Giulia Manea, questa tipografia rappresenta un ponte tra passato e futuro. Sebbene oggi sia focalizzata sulla progettazione creativa e sulla produzione di packaging, al suo interno conserva gelosamente gli antichi strumenti di stampa, divenuti fonte di ispirazione per appassionati e giovani studenti interessati a carriere nel design grafico.

L’incontro tra la tradizione secolare della Tipografia Unione e le visioni innovative di Ariel Brandolini, graphic designer di origine argentina trasferitosi in Italia, ha dato vita al progetto “Unione di caratteri”. Brandolini, affascinato dalla vasta collezione di caratteri mobili durante una visita alla tipografia, ha intravisto la possibilità di coniugare passato e presente attraverso la digitalizzazione di questi strumenti storici. Il suo lavoro, sostenuto dall’impegno dei membri dell’associazione culturale “Tipi Strani” di Marano Vicentino, ha portato alla selezione e digitalizzazione di 12 tipi di caratteri mobili, custoditi negli antichi cassettoni in legno della tipografia.

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Il progetto ha rappresentato una sfida complessa e lunga, durata oltre un anno, ma è culminato nella creazione di un volume commemorativo. Questo libro, anch’esso senza fini di lucro, non solo documenta la storia internazionale dei caratteri mobili ma serve anche come agenda culturale, presentando ogni mese un carattere diverso, il suo creatore e la storia della sua diffusione. Si tratta di un omaggio vivente alla creatività e all’importanza storica della stampa a caratteri mobili, sottolineando al contempo l’importanza della conservazione e della sostenibilità.

Unione di caratteri

In quest’ottica, la collaborazione con la Cartiera Favini di Rossano Veneto diventa emblematica. La Cartiera Favini, attiva dal 1906 e pioniera nell’adozione di pratiche di economia circolare, ha introdotto sul mercato Alga Carta, un prodotto innovativo e ecologico che riutilizza le alghe in eccesso della laguna veneta. Questa partnership sottolinea l’attenzione del progetto “Unione di caratteri” verso l’impatto ambientale, proponendo un modello di produzione sostenibile che rispetta la tradizione pur innovandola.

“Unione di caratteri” rappresenta un esempio di come il patrimonio culturale possa essere valorizzato e preservato attraverso l’innovazione e la sostenibilità. L’iniziativa dimostra che è possibile onorare le tradizioni del passato mentre si guarda al futuro, creando un legame indissolubile tra arte, cultura e ambiente. Questo progetto non solo ha riscoperto un pezzo di storia, ma ha anche aperto la strada a nuove possibilità creative e sostenibili, dimostrando che l’antica arte della stampa a caratteri mobili può ancora avere un ruolo significativo nel mondo moderno.

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