Un approfondimento sugli standard FSC e PEFC

Le certificazioni FSC e PEFC sono standard internazionali rivolti ad aziende che operano nel settore del legno e dei suoi derivati. Questi schemi sono stati sviluppati con l’obiettivo di diffondere nella società civile ed industriale principi di corretta gestione forestale. Per ognuno dei due schemi (FSC® e PEFC®) si possono identificare due standard di certificazione: uno è rivolto a chi opera nell’ambito della gestione delle foreste (aziende, consorzi enti pubblici) ed ha lo scopo di assicurare che le stesse siano gestite nel rispetto di rigorosi standard ambientali sociali ed economici.
Il secondo schema è basato sul principio della rintracciabilità dei materiali provenienti da foreste certificate ed è rivolto alle aziende che trasformano i prodotti derivati dal legno. Interessa quindi, segherie, mobilifici, aziende che producono imballaggi in legno e chi produce prodotti contenenti legno per l’edilizia e l’arredo ma anche cartiere, tipografie, cartotecniche, ecc…

Il possesso di una valida certificazione di tracciabilità è condizione necessaria per poter vendere un prodotto certificato FSC o PEFC. Questo consente all’azienda di dimostrare al mercato che i prodotti realizzati usano del legname o della carta proveniente da foreste gestite in maniera responsabile.

Cosa rappresentano FSC e PEFC

A questo punto viene da chiedersi cosa sono e che significato hanno questi due acronimi: FSC e PEFC. FSC sta per Forest Stewardship Council, si tratta di un’organizzazione composta da gruppi ambientalisti e sociali (Greenpeace, WWF, Legambiente, Amnesty International, etc.), comunità indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, aziende della grande distribuzione organizzata (B&Q, Castorama, Ikea, etc.), ricercatori e tecnici, enti di certificazione, cittadini e chiunque condivida gli obiettivi dell’organizzazione.

PEFC sta per Programme for Endorsement of Forest Certification schemes, si tratta di un organo nato come iniziativa volontaria del settore privato e senza fini di lucro, che ha avuto origine da una serie di incontri dei rappresentanti di proprietari forestali di alcuni Paesi promotori (Austria, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia e Svezia).

Entrambi gli organismi hanno l’obiettivo di promuovere una gestione sostenibile del patrimonio boschivo del pianeta e per fare questo   si sono dotati di uno strumento pratico: un sistema di certificazione volontario e di parte terza (indipendente), specifico per il settore forestale e i prodotti che derivano dalle foreste. Questi schemi di certificazione sono diffusi e conosciti a livello mondiale.

Che differenza c’è tra una certificazione e l’altra?
Gli schemi definiscono il livello delle pratiche di gestione forestale che deve essere raggiunto; e sostanzialmente si dividono in due diverse tipologie di standard:

  • Standard di prestazione che identificano i livelli o risultati che devono essere raggiunti nella gestione di una foresta.
  • Standard di sistema in questo caso non viene definito un livello minimo di risultati ma degli obiettivi e il modo con il quale l’organizzazione intende raggiungerli.

FSC è uno standard che definisce dei livelli di prestazione applicati a livello internazionale e valido in tutti i paesi in cui le aziende o gli enti che decidono di adottare questo schema. PEFC approva e riconosce schemi nazionali e contiene elementi propri di uno standard di sistema.
Anche nei due schemi di rintracciabilità dei prodotti certificati ci sono differenze. Tuttavia in questo articolo non si ha la pretesa di esprimere un giudizio sui due schemi di certificazione.

Come si ottiene il certificato

Dobbiamo innanzitutto dire che entrambi gli schemi sono standard di certificazione volontaria di terza parte. Il significato di volontario non ha bisogno di spiegazioni, ma cosa si intende per certificazione di terza parte? Questo termine indica che l’azienda che intende certificarsi lo deve fare tramite un ente accreditato a rilasciare questo tipo di certificazione. In Italia esistono diverse società autorizzate a rilasciare certificazioni FSC o PEFC, le stesse società tuttavia non possono svolgere attività di consulenza, motivo per cui si consiglia alle aziende di farsi accompagnare in questo progetto da personale qualificato.

Per ottenere il certificato i passi da fare sono i seguenti:

  1. Prendere visione delle richieste dello standard di certificazione che si vuole ottenere
  2. Definire un manuale e delle procedure operative che rispondano allo standard dello schema di certificazione
  3. Adottare le regole di gestione conformi alle procedure definite
  4. Prevedere dei piani di formazione per le figure professionali coinvolte.
  5. Terminata la fase di implementazione dello schema di certificazione sottoporsi all’audit da parte dell’ente di certificazione
  6. Se l’audit ha esito positivo l’azienda ottiene la certificazione.

Il raggiungimento di questo obiettivo consente all’azienda di produrre prodotti certificati e di etichettarli usando dei loghi che spesso si trovano anche su prodotti di largo consumo. Il certificato ha una durata di 5 anni, annualmente devono essere fatte delle verifiche periodiche per il mantenimento dello stesso. I tempi per ottenere la certificazione variano dai 4 ai 6 mesi in funzione della dimensione dell’Azienda e dell’impegno che si dedica al progetto.

Perché un azienda dovrebbe certificarsi FSC?

I motivi che spingono un azienda a intraprendere questo percorso progettuale sono insiti nello scopo che si propongono entrambi gli schemi di certificazione, vale a dire garantire e dimostrare un uso corretto dei prodotti di origine forestale. La certificazione rilasciata da un organismo indipendente è uno strumento credibile e trasparente a garanzia di una gestione responsabile delle foreste e delle piantagioni e dei prodotti derivati

Per i proprietari e i gestori forestali è un’opportunità per migliorare la gestione e per valorizzare il proprio patrimonio boschivo, per consolidare e migliorare i rapporti con i diversi soggetti interessati (ditte boschive, clienti, ma anche ambientalisti, autorità di controllo, turisti), per rafforzare il legame tra foresta ed elevata qualità ambientale di un territorio

Per le aziende che trasformano o commercializzano prodotti di derivazione legnosa, tra cui anche la carta è uno strumento credibile per dimostrare il proprio impegno ad un uso corretto del legname da cui deriva la materia prima e quindi per migliorare la propria reputazione aziendale.

Ad esempio realizzare un prodotto con carta riciclata FSC o PEFC fornisce all’utente la garanzia delle origini della materia utilizzata, aspetto non sempre dimostrabile in altri contesti produttivi non certificati.
Oltre a questi aspetti si deve tenere conto di una crescente sensibilità da parte dell’opinione pubblica a tematiche di sostenibilità ambientale che induce aziende ed enti pubblici a richiedere prodotti “green”.
Questo lo si riscontra negli appalti o dalle richieste di alcune multinazionali che esigono prodotti certificati secondo gli scemi FSC o PEFC. Ma non solo, anche i singoli cittadini dimostrano una sensibilità per politiche produttive che possano garantire una corretta gestione delle risorse del pianeta.

A dimostrazione della sensibilità per prodotti che rispondono agli standard di buona gestione forestale, anche il mondo della cultura si è mosso in questa direzione; molti scrittori di fama hanno sottoscritto un impegno che prevede di pubblicare le loro opere su carta amica delle foreste.

Costi per ottenere la certificazione

L’investimento che l’azienda deve sostenere per ottenere questi certificati si può suddividere in due tipologie di costi. Da una parte ci sono i costi relativi all’impiego del personale interno che deve essere coinvolto nel progetto, in particolare l’azienda deve identificare un responsabile dello schema di certificazione il quale ha la responsabilità nell’ambito della propria organizzazione di fare applicare le prescrizioni normative.
Oltre a questo le persone sono coinvolte in un processo di formazione che è spesso costituito da un affiancamento al consulente che supporta l’azienda nel processo di certificazione.
Questo impegno ha dei costi contenuti soprattutto se l’azienda dispone di un sistema informativo in grado di supportarla nell’estrazioni di dati ed informazioni richieste per applicare lo schema relativo alla rintracciabilità dei prodotti certificati.

Costi dell’ente certificazione e della società di consulenza – Oltre a questi aspetti si deve mettere in conto un costo una tantum per la consulenza FSC spesso necessaria per affrontare un progetto di questi tipo. Una volta ottenuta la certificazione di schema l’azienda può decidere di non avvalersi di un supporto esterno.

L’altra componente di investimento riguarda il costo dell’ente che rilascia il certificato che ha un costo iniziale un po’ più alto e dei costi di mantenimento contenuti.
Rispetto ad altri schemi di certificazione sia i costi di consulenza sia i costi dell’ente di certificazione sono contenuti, in ogni caso rapportati alla dimensione e complessità dell’Azienda.
Per dare dei parametri puramente indicativi per un azienda di piccole medie dimensioni il costo dell’ente di certificazione si aggira sui 6-7.000,00 € da suddividere in 5 anni. Il costo per la consulenza può variare dai 4 ai 5 mila Euro.

_Davide Bariselli_ è consulente aziendale nell’ambito delle certificazioni FSC e PEFC