Nel 1953, quando il Type Directors Club tenne la sua prima competizione tipografica, la comunicazione visiva era ancora un mestiere rigorosamente locale: le famiglie di caratteri viaggiavano con i torchi, i lettering artist lavoravano per editori e agenzie nella stessa città, e l’eccellenza si misurava su scala nazionale. Settant’anni dopo, il volume Typography 46 – pubblicato da Slanted Publishers nell’ottobre 2025 – raccoglie in 288 pagine il lavoro premiato da 33 paesi differenti, dalla Georgia all’Ucraina, dal Perù alla Thailandia, e dimostra quanto quella scala si sia capovolta.
Il TDC (Type Directors Club) pubblica ogni anno questo annuario con l’obiettivo dichiarato di spingere la comunità del progetto verso l’eccellenza tipografica; ma Typography 46, curato da Carol Wahler, Griffin McCabe e Joe Newton, è qualcosa di più di una rassegna competitiva. È una mappa dello stato dell’arte nella comunicazione visiva contemporanea, articolata su tre domini: communication design, lettering e typeface design; tre aree che ricoprono praticamente l’intera gamma di ciò che un progettista può fare con un carattere, dalla scelta editoriale alla costruzione del glifo.
La sezione Judges’ Choices è probabilmente la più utile per chi lavora nel settore: ogni membro della giuria seleziona il proprio progetto preferito e lo commenta con un testo personale, a cui si aggiunge la dichiarazione del designer premiato. Il risultato è un formato raro nella letteratura di design, in cui il processo decisionale critico viene esplicitato invece di restare implicito nella selezione finale. Si capisce non solo cosa ha vinto, ma perché, e con quale sistema di valori.
Altrettanto significativa è la sezione dedicata ai Young Ones TDC, il programma riservato agli under che il Club porta avanti da anni: in un campo come quello tipografico, dove la reputazione si costruisce decennio per decennio e i grandi nomi tendono a occupare stabilmente la scena, osservare cosa producono i progettisti più giovani ha un valore prospettico che nessuna antologia di maestri potrebbe offrire.

Sul piano materiale, il volume è stampato su carta Fedrigoni e impaginato da Lars Harmsen e Marian Misiak di Slanted, con caratteri disegnati da Threedotstype (Heneczek Pro, Radius, Extract Semislab): scelte che trasformano il libro stesso in un oggetto coerente con il proprio contenuto, piuttosto che in un semplice contenitore. Il formato 21 × 28,5 cm. garantisce una resa adeguata ai progetti più complessi, e l’indice dei typeface con i nomi dei rispettivi designer chiude il volume con uno strumento di consultazione concreto.
Typography 46 esce in un momento in cui la tipografia attraversa una fase di trasformazione accelerata: i modelli generativi stanno cambiando il modo in cui i caratteri vengono progettati e distribuiti, la proliferazione degli strumenti digitali ha abbassato la soglia di accesso alla type design, e la globalizzazione dei sistemi di scrittura ha reso l’eccellenza tipografica un problema genuinamente multiculturale. Il fatto che i lavori premiati provengano da 33 paesi non è un dettaglio folkloristico: è la conseguenza diretta di questi cambiamenti, e il volume lo registra senza enfasi, semplicemente mostrandolo.
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