Storia di Illustrator, il software migliore del mondo

Fan di CorelDraw, nostalgici di Freehand: questo post non è per voi.

Da tempi non sospetti (per capirci: c’era ancora Macromedia, tutti amavano Freehand e si impaginava solo con Quark XPress) sostengo che Adobe Illustrator sia un software potentissimo, facilissimo da usare, zeppo di risorse eppure intuitivo, veloce e profondamente adatto alla creatività. D’accordo, negli anni è migliorato molto: ai tempi non supportava il multipagina e mancava di parecchie funzioni – ma già da parecchi anni (faccio una stima: almeno dal 2004), lo ritengo uno strumento indispensabile anche per lavorazioni complesse.

La sua facilità di gestione e combinazione delle forme, la rapidità nella gestione di colori, gli strumenti potentissimi di gestione del testo e le funzioni di modifica non distruttiva (filtri, warp, effetti 3D) lo hanno reso, per me, il primo strumento in assoluto. Quando progetto brand, packaging, idee, layout, headline, caratteri e quant’altro, la prima fase creativa (quella che una volta si faceva con carta e penna, per capirci) avviene oggi sempre e solo in Illustrator: disattivo la visione dei fogli, e ho un enorme stage di lavoro dove copiare, modificare, sperimentare, appuntare idee che poi sviluppo nei rispettivi software. Non saprei progettare un logo o un packaging, gestire una fustella per un’etichetta, costruire icone, modificare font o assemblare piccoli layout senza Adobe Illustrator.

Vi consiglio la visione di questo breve filmato (20 minuti): gustatevi la nascita del software nelle parole del grande John Warnock, cofondatore di Adobe, creatore del prototipo dei file PDF ed ispiratore di Adobe Illustrator.

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