Sicurezza Stradale

Sicurezza stradale: ci risiamo con la nostra incapacità e le polemiche

In Italia – e lo scriviamo ormai da tempi immemori – non siamo proprio capaci a fare degli spot in grado di mostrare realmente la verità sugli incidenti stradali e la sicurezza stradale; zeppi di paternalismo e di italico “alla fine va tutto bene” non siamo proprio in grado di realizzare delle campagne informative degne di questo nome.

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La recente campagna pubblicitaria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) volta a promuovere la sicurezza stradale ha scatenato un’ondata di polemiche. Al centro delle critiche vi è la mancata rappresentazione dell’uso delle cinture di sicurezza da parte dei giovani protagonisti degli spot, nonostante le situazioni di pericolo rappresentate. Gli spot mirano a mettere in luce comportamenti a rischio come il fumo di sostanze stupefacenti, la distrazione dovuta all’uso del cellulare e la guida ad alta velocità, proponendo al contempo esiti alternativi in cui i giovani adottano scelte responsabili.

Campagna di comunicazione sulla sicurezza stradale – Spot dell’uso del telefonino “distrazione” – Fonte MIT

Nonostante l’intento educativo, l’assenza delle cinture di sicurezza ha attirato l’attenzione e le critiche di utenti dei social network e figure politiche, sollevando questioni sulla coerenza e l’efficacia del messaggio trasmesso. Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in commissione vigilanza Rai, ha richiesto l’intervento del dipartimento per l’editoria per bloccare la diffusione della campagna, mentre esponenti del Movimento 5 Stelle hanno ironicamente commentato la scelta creativa, evidenziando una presunta incompatibilità tra le politiche di sicurezza stradale promosse dal ministero guidato da Salvini e le pratiche effettive di prevenzione degli incidenti.

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La polemica sui nuovi spot italiani sulla sicurezza stradale del MIT, incentrati su comportamenti errati e pericolosi senza mostrare l’uso delle cinture di sicurezza, solleva nuovamente l’attenzione sulla varietà e l’efficacia delle campagne di sicurezza stradale a livello internazionale.

Esempi provenienti da tutto il mondo dimostrano come diverse strategie e messaggi vengano utilizzati per sensibilizzare il pubblico sui rischi stradali.

  • In Australia, la Transport Accident Commission ha prodotto uno spot dal forte impatto emotivo, incentrato sulle conseguenze del guidare in stato di ebbrezza. Il messaggio mira a far comprendere il peso della responsabilità verso se stessi e i propri cari.
  • HP Lubricants, in India, ha introdotto un’iniziativa innovativa per affrontare il problema degli incidenti stradali causati dalla pericolosità di strade strette e tortuose, installando pali dotati di tecnologia radar che emettono suoni simili a clacson per avvisare i conducenti.
  • Nel Regno Unito, il Department of Transport ha lanciato la campagna “Think!” per evidenziare l’importanza dell’uso delle cinture di sicurezza anche per i passeggeri seduti sui sedili posteriori, mostrando le tragiche conseguenze che possono derivare dal non indossarle.
  • In Belgio, Michelin, Renault, Ethias e Europcar hanno collaborato in un’iniziativa per sensibilizzare i giovani sui pericoli dell’uso del cellulare alla guida, facendo loro sperimentare direttamente i rischi associati.
  • Anche in Argentina, Volkswagen ha realizzato uno spot che utilizza l’umorismo tipico argentino per affrontare il tema delle distrazioni alla guida causate dall’uso del cellulare, sottolineando la serietà del problema.

Questi esempi internazionali dimostrano un ampio spettro di approcci e strategie nella realizzazione di campagne per la sicurezza stradale, evidenziando l’importanza di messaggi chiari e incisivi che promuovano comportamenti sicuri alla guida. Mentre gli spot italiani hanno scatenato polemiche per la mancata rappresentazione dell’uso delle cinture di sicurezza, le campagne di altri paesi evidenziano diverse modalità di affrontare temi critici legati alla sicurezza stradale, spesso puntando sull’impatto emotivo o sull’innovazione tecnologica per catturare l’attenzione del pubblico e promuovere un cambiamento positivo nel comportamento dei conducenti.

In Italia abbiamo realizzato l’ennesimo spot dove si demonizza lo spinello, dimenticandoci di far indossare agli attori le cinture di sicurezza. Giusto un dettaglio.

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