VolareArte e le sculture monumentali di Park Eun Sun negli aeroporti toscani Lo scultore coreano Park Eun Sun e le opere monumentali allestite negli Aeroporti di Pisa e Firenze. Le opere resteranno esposte fino al 2020

Park Eun Sun, l'opera Accrescimento Infinita Colonna

Anche quest’anno si rinnova la collaborazione fra Henraux e Toscana Aeroporti che insieme hanno inaugurato ieri la quinta edizione di VolareArte con opere dell’artista coreano Park Eun Sun negli aeroporti di Pisa e Firenze: le due aerostazioni, luogo di incontro e transito di oltre otto milioni di passeggeri all’anno, si confermano così vetrine privilegiate dell’arte e della scultura in marmo e si confermano musei a cielo aperto nelle bellezze della Toscana.

VolareArte vede ora per la seconda volta l’installazione delle opere di Park Eun Sun in un nuovo percorso espositivo composto totalmente da sculture monumentali, alcune di esse superano i dieci metri di altezza, allestite fino alla fine del 2020.

All’esterno dell’Aeroporto Internazionale “Galileo Galilei” di Pisa sono installate le opere “Accrescimento Infinita Colonna”, “Duplication II” e “Colonna Infinita”. Sempre all’esterno, nella rotonda di arrivo all’aerostazione, è collocata “Colonna Infinita II”, in granito verde e nero. All’interno della stazione passeggeri, sempre a Pisa, si trova la scultura “Moderazione 50” in granito nero e verde. Firenze ospita, invece, all’ingresso dell’aerostazione la scultura “Colonna Infinita-continua” in granito nero e giallo.

“Quando sono venuto a conoscenza delle due mostre alle quali si stava dedicando, una in Corea del Sud e l’altra negli Stati Uniti, a Houston, non ho potuto fare a meno di pensare che il decollo del suo progetto artistico dovesse avvenire dalla Toscana ed ecco perché l’artista torna negli aeroporti fiorentini per la seconda volta. Scegliere un artista coreano, che vive in Versilia, che ama la Toscana e che rappresenta al contempo il suo mondo e il nostro mondo, l’oriente e l’occidente, è il nostro modo di vivere con passione l’opportunità che l’Aeroporto di Pisa e di Firenze rappresentano per questo progetto: rendere l’arte un bene comune, rendere fruibile l’arte in uno spazio pubblico dove ogni cultura vede il suo passaggio”, ha commentato Paolo Carli, Presidente di Henraux, società leader del settore lapideo della Versilia.

Park Eun Sun, affermato artista coreano collabora da oltre vent’anni con l’azienda Henraux. L’artista risiede da molti anni in Versilia per assecondare il suo desiderio di lavorare con i marmi apuani, che richiedono grandi competenze tecniche.

Le sue opere, esposte e conosciute in tutto il mondo, spiccano per la purezza delle forme geometriche la cui lavorazione è sempre caratterizzata dalla bicromia dei materiali lapidei che le compongono e dalle fratture. Una stratificazione cromatica che riporta alle facciate delle grandi architetture rinascimentali ma che incontra, altresì, la raffinatezza delle suggestioni visive orientali.

Gli aeroporti sono luoghi internazionali, così si devono intendere in virtù del transito dei milioni di passeggeri che da tutto il mondo toccano annualmente una destinazione. Nel caso degli aeroporti di Pisa e Firenze, dunque della Toscana, siamo di fronte a due destinazioni fra le più conosciute al mondo, così la mostra di Park Eun Sun è a tutti gli effetti destinata ad un pubblico internazionale, oltre che nazionale.

La valenza internazionale della mostra e dell’artista si conferma sia per ciò che concerne il percorso espositivo di Pisa e Firenze sia in virtù del completamento e arricchimento degli altri progetti mondiali che vedono protagonista Park Eun Sun in questo periodo. L’artista coreano, presenterà, infatti, sei opere monumentali nella grande mostra a lui dedicata, dalla Contea di Sinan, in Corea del Sud in occasione della festa nazionale del Paese e che sarà inaugurata il prossimo 9 di agosto. Queste opere compongono il primo nucleo del Museo di oltre trentamila metri quadrati che la città di Sinan, su progetto dell’Architetto Mario Botta, sta realizzando.
Il Museo che aprirà fra tre anni è interamente dedicato ad accogliere le opere di Park Eun Sun, celebrando così un legame di grande pregnanza culturale fra la Corea del Sud e la Toscana. Park, non da ultimo, esporrà venti opere dal 28 di agosto ad Houston, presso “Art Of The World Gallery”.


Park Eun Sun


L’artista coreano è arrivato in Italia per via della sua passione per il marmo che l’ha poi portato a vivere a Pietrasanta. Il marmo e il granito sono entrati a far parte della sua vita dal secondo anno accademico dell’Università Kyung Hee in Corea del Sud; all’arrivo in Italia ha sentito l’esigenza di compiere un percorso ancora più completo ed approfondito nella conoscenza dei marmi e della loro lavorazione, per questo ha proseguito gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara.

I marmi apuani e versiliesi, il cui pregio e bellezza sono riconosciuti da molti secoli, hanno caratteristiche uniche e richiedono, nella lavorazione, considerevoli competenze tecniche.

I tanti viaggi compiuti in Italia, per comprendere e assorbire i codici estetici e il senso più profondo della bellezza antica e moderna, hanno indirizzato l’artista verso una visione caratterizzata dalla stratificazione dei materiali lapidei, nelle sue sculture l’unione di marmi diversi crea un netto bicromatismo.

Un’attività di scultore iniziata grazie alla partecipazione, nei primi anni 1990, ad alcune mostre collettive e al successo ottenuto in alcuni prestigiosi concorsi internazionali. Dopo le prime mostre personali (Firenze nel 1995, Monaco di Baviera nel 1996 e Seoul nel 1997) l’abilità di Park Eun Sun è progredita nella progettazione delle sculture con un concetto spaziale espresso dall’orientalismo che è parte imprescindibile della sua cultura.

Attraverso l’abrasione della superficie e il perpetuo dialogo tra spaccature e aperture del marmo nelle sue opere viene ricercata l’interiorità, il pensiero dell’uomo. La distruzione e la trasformazione della materia sono, al contempo, la ricerca del respiro della materia stessa.

Nelle forme, la sfera rappresenta la genuinità e la purezza. Il cubo, invece, è uno spazio delimitato, rigido. Dalla loro interazione emerge una rinnovata concezione spaziale che non è più riconoscibile in nessuna delle due dimensioni iniziali.
In una teoria più diretta e semplice, la sfera mi ricorda l’infanzia, mentre il cubo corrisponde all’individuo adulto, rigido e intransigente nelle sue posizioni. Ma non si può prescindere dalla propria infanzia, né dai ricordi del nostro “io bambino” per trovare o ritrovare il proprio equilibrio.

Le opere di Park Eun Sun hanno viaggiato in molteplici Paesi del mondo e in molte nazioni europee, Gallerie e Musei d’arte contemporanea hanno ospitato le sue sculture.

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