Martina Caironi: una protesi può essere (anche) uno strumento di comunicazione L’atleta paralimpica Martina Caironi indosserà a Tokyo 2020 due protesi decorate per lei da due studentesse dello IED di Milano

Sono stati presentati al festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo (svoltosi di recente sul macro tema Macchine) i risultati dello speciale contest condotto dall’area Postgraduate IED Milano fra gli studenti di diversi Master. L’obiettivo era realizzare una decorazione personalizzata per le due protesi dell’arto inferiore impiegate nei 100 metri e nel salto in lungo) che saranno utilizzate in gara a Tokyo 2020 da Martina Caironi, atleta paralimpica fra le favorite, detentrice di record mondiali.

Tra i diversi progetti presentati sono stati scelti quelli di Silvia Borri (Master in Creative Direction) – che ha realizzato una gamba in versione optical per i 100 metri – e quello di Maddalena Pavanello (Master in Graphic Design) – con una gamba in veste etno pop per il salto in lungo. Menzione speciale a Farhat Sharif (Master in Fashion Design), che ha trasposto le atmosfere del suo Pakistan sulla speciale protesi dell’arto ad uso sportivo. Il contest ha prodotto in totale 18 progetti realizzati da studenti di 5 diversi Master IED, tutti in mostra a Modena.

L’atleta paralimpica Martina Caironi indosserà a Tokyo 2020 due protesi decorate per lei da due studen-tesse dello IED di Milano

Un modo per raccontare in maniera diversa la sofisticata tecnologia impiegata nella protesica, specie se legata alla dimensione della performance sportiva. “Gli studenti hanno prodotto una serie di soluzione decorative per fare in modo che la protesi diventasse a tutti gli effetti anche uno strumento di comunicazione, tenendo conto dell’impiego nel contesto pubblico sportivo che ne verrà fatto e dei limiti di utilizzo e strutturali, come le dimensioni dell’arto e la velocità di movimento – commenta Carlo Branzaglia, Coordinatore Scientifico dell’Area Postgraduate IED Milano -. In linea generale e soprattutto in un ambito così particolare è fondamentale che le ‘strumentazioni’ di cui ci si serve diventino colloquiali, umanizzandole il più possibile: è quanto si è cercato di fare in questo contest con un approccio multidisciplinare, che ha coinvolto studenti internazionali con backgorund culturali e di formazione diversi tra loro. I giovani designer hanno accolto la sfida di cogliere e interpretare la personalità di Martina: il progetto investe un decor che l’atleta deve indossare in un contesto pubblico, ed è fondamentale che esprima la sua persona”.

L’atleta paralimpica Martina Caironi indosserà a Tokyo 2020 due protesi decorate per lei da due studen-tesse dello IED di Milano

Soddisfatta l’atleta paralimpica 31enne, originaria della bergamasca: “E’ stato emozionante trovarmi a guardare tutti i progetti, uno più bello dell’altro, così come aver avuto la possibilità di conoscerne gli autori di persona al festivalfilosofia: ci hanno messo davvero in imbarazzo nella scelta – racconta Martina Caironi.- Le decorazioni saranno applicate attraverso sticker sulla struttura in carbonio della protesi, solitamente di colore nero: visto che mi piacciono i colori e mi piace esprimermi attraverso essi, ho chiesto ai giovani designer IED di fare qualcosa che facesse al caso mio. Sono riusciti con la loro professionalità a rispecchiare il mio desiderio. Un oggetto di design come questo è un qualcosa di duraturo e potrà avere un impatto non solo sulla mia vita, ma anche sulle persone che mi vedranno in gara e alle quali potrò comunicare qualcosa di diverso.”

Martina Caironi, è un’atleta paralimpica pluricampionessa, di Alzano Lombardo (BG); alle Paralimpiadi di Rio 2016 ha ottenuto ben due successi: un argento nel salto in lungo T42 e ancora un oro nei 100 m della stessa categoria.