Logo Erreà, il doppio rombo diventa protagonista

Erreà porta il doppio rombo oltre il nome: il logo diventa racconto

Erreà apre una nuova fase della propria identità visiva e lo fa partendo dal punto più antico del marchio: il doppio rombo. Il brand sportivo parmense ha presentato un progetto di comunicazione realizzato con Sport Media House, costruito attorno alla storia del logo, alla corretta pronuncia del nome e al ritorno del solo pittogramma sulle terze maglie della prossima stagione.

Il dato più interessante non riguarda solo la grafica, ma la sua origine familiare. Il doppio rombo nasce dalla sovrapposizione delle lettere R e A: Roberto e Annalisa, figli dei fondatori. Un dettaglio rimasto per anni dentro la storia privata dell’azienda, che oggi entra nel racconto ufficiale del marchio. Da qui anche la pronuncia corretta: Erreà, con l’accento sulla A finale, come lettura delle due lettere in sequenza.

Per un marchio sportivo, il logo non è mai solo un segno da applicare su una maglia. È memoria, riconoscibilità, appartenenza. Nel caso di Erreà, quel simbolo nasce dentro una storia familiare e poi cresce sui campi, nelle palestre, negli spogliatoi, sulle divise di squadre professionistiche e dilettantistiche. La scelta di raccontarlo ora dà al pittogramma un peso diverso: non più semplice abbreviazione del marchio, ma elemento capace di stare da solo.

Il percorso non si ferma alla campagna digitale. Dalla prossima stagione sportiva, le terze maglie delle squadre sponsorizzate da Erreà presenteranno soltanto il pittogramma, senza lettering. È un ritorno a una soluzione già vista nei primi anni dell’azienda, tra il 1988 e il 1992, quando il doppio rombo compariva autonomamente sulle divise.

La direzione è chiara: rendere il simbolo immediatamente riconoscibile anche senza il nome scritto accanto. È una scelta che molte identità mature prima o poi affrontano. Quando un marchio può separare il proprio segno dal lettering, significa che punta a costruire una memoria visiva autonoma. Nel caso di Erreà, il passaggio ha un valore ulteriore perché recupera una traccia già presente nella sua storia.

Sport Media House cura la produzione dei contenuti e la strategia editoriale del progetto. La campagna prende forma attraverso video e contenuti digitali diffusi sui canali social del brand, con l’obiettivo di dare voce all’origine del nome, all’evoluzione del logo e al ruolo del doppio rombo nell’identità futura di Erreà.

Il lavoro sulla brand identity, qui, non nasce da una rottura grafica. Parte da un elemento che esiste dal 1988 e lo rimette al centro, con una lettura più esplicita e internazionale. Il logo Erreà viene presentato dall’azienda come un simbolo legato a Parma, al Made in Italy e alla cultura del teamwear sportivo.

Per Draft, il caso è interessante proprio per questo: mostra come una marca possa aggiornare il proprio linguaggio senza cancellare la propria origine. Il doppio rombo non viene ridisegnato per sembrare nuovo. Viene raccontato meglio. E nel mercato sportivo, dove le maglie sono superfici mobili, viste dal vivo, in televisione e sui social, la capacità di un simbolo di vivere da solo diventa una leva di riconoscibilità.

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