La tecnologia Flexo HD Plus a Drupa con KBA-Flexotecnica e UTECO

A drupa 2016 test di stampa con tecnologia Flexo HD Plus di Digital Flex negli stand di KBA-Flexotecnica e UTECO.

I maggiori costruttori di macchine da stampa flexo italiane hanno scelto, ancora una volta, di lavorare con Digital Flex, società specializzata nella prestampa flessografica, per la realizzazione degli impianti stampa in uso a Drupa. Digital Flex impiegherà la sua tecnologia Flexo HD Plus, per realizzare lastre flessografiche di altissima qualità, con risoluzione a 4000 dpi, su sistemi CTP Esko CDI HD ed espositori Nyloflex NEXT Flint Group.

Flexo HD Plus è il marchio registrato da Digital Flex a livello europeo. Certifica che la lastra flessografica è prodotta con sistemi digitali ad alta definizione ed ha la prerogativa di avere il punto  a ‘testa piatta’. I vantaggi di questo sistema comprendono la perfezione cromatica e tonale delle immagini, la nitidezza dei logotipi e la leggibilità dei testi, la gestione delle sfumature con una maggior gradualità per ottenere una gamma cromatica più ampia, un trasferimento d’inchiostro eccezionale nei fondi pieni e nei retini, costanza di stampa durante tutta la tiratura, miglior controllo del dot gain.

“In Digital Flex abbiamo sviluppato questo sistema per offrire ai clienti una qualità comparabile a quella ottenuta nei processi rotocalco”, spiega Andrea Vergnano, socio e Senior Executive Vice President di Digital Flex. “La produzione delle lastre Flexo HD Plus avviene in due fasi: la fase di ablazione della lastra – I CDI Esko installati in Digital Flex utilizzano ottiche a 4000 dpi con lenti Pixel Plus grazie alle quali è possibile avere una messa a fuoco più precisa e praticare delle micro-ablazioni sul lam, che si traducono poi nella presenza di micro-celle sulla lastra finita; la fase di esposizione tramite LED UV – La tecnologia Nyloflex NEXT di Flint Group consente una riproduzione precisa del dato digitale. Con un primo passaggio dei LED UV si ottiene la polimerizzazione della superficie, prima che si diffonda l’ossigeno; si ottiene quindi una corretta struttura del punto piatto e delle micro-celle presenti su di esse. Nei passaggi successivi viene creato il rilievo.

I due costruttori mondiali di macchine flexo li hanno testati a lungo e, avendone verificata la qualità del risultato, hanno deciso di utilizzarli per le dimostrazioni a drupa. “La collaborazione è stretta sia con KBA-Flexotecnica che con UTECO,” commenta Andrea Vergnano. “Le due aziende ci hanno richiesto di sviluppare anche lo studio creativo dei test presenti a drupa, che è stato realizzato da Futurflexo, l’agenzia grafica di Nuova Roveco Group ”.

Immagine di Copertina © Hans Christiansson su Shutterstock.com


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