La stampa Offset

La stampa offset si basa sullo stesso principio della litografia, infatti, anziché stampare il foglio a contatto diretto con la pietra o la lastra di zinco, la stampa avviene attraverso l’impiego di tre cilindri a contatto tra loro.

Il primo cilindro porta avvolta la lastra, che viene bagnata dai rulli umidificatori ed inchiostratori; il secondo di caucciù, riceve la stampa e la riporta sul foglio, fatto girare dal terzo cilindro (cilindro di pressione). Questo metodo è anche chiamato: stampa indiretta.

Esistono vari modelli di macchine per la stampa offset: quella cilindrica a foglio è la più diffusa e disponibile in diversi modelli in grado di stampare su diversi formati di carta, dal 35×50 centimetri al 140×200.
L’inserimento del foglio in macchina avviene mediante una serie di aspiratori che, alzando il foglio lo staccano dai sottostanti, ponendolo su un piano di scorrimento. Su quest’ultimo, il foglio viene posizionato grazie ad una squadra per consentire poi alle pinze di agganciarlo, sempre nel medesimo punto.
L’operazione serve per assicurare che la stampa avvenga, per tutti i fogli, ad una distanza costante ed univoca; il cosiddetto registro. (la parte “presa” dalle pinze non può essere chiaramente stampata, cosa da tener conto nella progettazione dello stampato).
La maggior parte delle macchine offset possono stampare a più colori e se il metodo dei “tre cilindri” era descrittivo per un colore, all’aumentare dei colori aumentano anche i cosiddetti “castelletti di stampa”. Ovvero la struttura in grado di stampare un colore per volta.

Per capire meglio il funzionamento di questo processo, si può osservare l’immagine sottostante che mostra una macchina da stampa 4 colori. Come possiamo notare è composta essenzialmente da 6 elementi:


  • I castelletti di stampa, uno per colore, che contengono al loro interno i 3 cilindri della stampa offset.

  • Ad inizio macchina ci sono gli “aspiratori” e le squadre di registro

  • A fine macchina la raccolta dei fogli ed eventualmente altri macchinari di finitura

Il foglio, preso dagli aspiratori e messo a registro, passa nel primo castelletto dove verrà stampato il primo colore per poi passare nei successivi (attraverso cilindri) per ricevere gli altri, ed uscire a stampa completata. Riassumendo, ogni castelletto è un colore ed ogni colore una lastra.

Nelle macchine attuali molte operazioni sono state automatizzate: tra queste i cambi di formato e lastra, il lavaggio e la regolazione degli inchiostri tramite sofisticate centraline di controllo.


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Per approfondire potresti leggere uno dei libri fondamentali per le arti visive, ovvero “Il nuovo manuale del grafico. Guida alla progettazione grafica del prodotto editoriale” scritto da Giorgio Fioravanti.

18 commenti

  1. il disegno sembra raffigurare lo schema di una vecchissima heidelberg della serie K (kors-kord) ovvero la trasformazione di una macchina tipografica in offset.

  2. Il disegno e’ inesatto o per lo meno viene preso di riferimento un genere di macchina con i cilindri rovesciati. Il 99% delle macchine ha come primo cilindro il portalastra, subito sotto il cilindro caucciu, e poi il cilindro stampa come contropressione al foglio. Infatti se guardate la foto della quattro colori vedrete che per andare ai calamai si deve salire sulla pedana; dato che il cilindro piu’ vicino al calamaio e’ quello portalastra, lo schema e’ inequivocabilmente al contrario. Scusate la pignoleria ma uno schema alla rovescio mi sembra un po troppo. Arrivederci

  3. ciao colleghi stampatori, mi chiamo Giorgio a come voi sono alla prese con una macchina da stampa da ben 36 anni.Volevo chiedervi se qualcuno di voi si è mai cimentato nella stampa di carta di riso, ma non 100 copie bensì migliaia, e come è andata.grazie, rispondetemi per favore.

  4. veramente il disegno non e sbagliato,ma e buono per farsi un idea: il cilindro stampa si trova sotto il caucciù e non sopra,e la carta in uscita di solito si pareggia dall’altra parta cmq credo che maurizio abbia detto le cose più giuste (per stampare ci vogliono le palle monumentali)

  5. un saluto a tuti gli apassionati di stampa hoffset :ok il messaggio è chiaro di come funziona praticamente la stampa ma solo a grandissime linee ma tra il disegno e stampare veramente c‘è nè a che dire come ho letto correttemente alti mess. confermo che:tra registri eqilibri acqua colore e chi più ne a più ne metta c‘è nè da faticare sopratutto se mandi avanti una 6 colori con vernici varie ecc.

  6. veramente il disegno è 1 pò sbagliato,la carta nn passa sopra il cilindro lastra ma tra il cilindro caucciù e il cilindro stampa
    il disegno è totalmente sbagliato
    poi nn si chiama rullo umidificatore ma sono tanti rulli e si chiamano gruppo bagnatura e la lastra va in contatto con 4 rulli inchiostratori…se posso vi dò io l’immagine corretta…ci lavoro ogni lunedi 5ore,saprò come è fatta la macchina

  7. A savè non fa troppo il saccentone!! Ognuno la vede in modo diverso! Credo che damiano si riferiva alla descrizione fatta…Su su..alleggerisciti un pò savè!! _

  8. bhe damiano definire una macchina offset una stupidata mi sembra azzardato…soprattutto se puo costare svariati milioni di euro

  9. Sostanzialmente al grafico queste cose non devono importare. Senza offesa, ma ad ognuno il suo mestiere 😀

  10. Prima di dire che è semplice, prova a metterti a stampare su una macchina e poi ne riparliamo. La spiegazione sicuramente è stata ridotta ai minimi termini, ma l’amico non ha parlato di bilanciamento acqua-inchiostro, di regolazione di un mettifoglio a squame, controllo colore, di regolazione pila uscita, squadra, registro frontale, martelletti, pinze oscillanti, antiscartino, pressione ecc. ecc. La stampa non è un gioco… è un’arte.

  11. Comunicazione ben concepita ed efficace.Bravi.

    Vi suggerisco di pensare a: – un secondo livello per chi vuole approfondire l’argomento – riferimenti al Color Management

    grazie

    Riccardo

  12. Una spiegazione generica, ma molto ben fatta, utile a dare un’idea della stampa offset.

    Complimenti

  13. Sostanzialmente è una stupidata, complicarla inutilmente rende solo più difficile la comprensione. Tre rulli, una lastra e dell’inchiostro. Questa è la Offset…

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