La Pizzeria Tipografica ispirata a Giambattista Bodoni

Pizzeria Tipografica

Torino si dimostra sempre più la capitale italiana della grafica, in questo caso della tipografia. Dopo aver dato i natali a Bodoni ed aver “prodotto” innumerevoli iniziative legate alla comunicazione visiva, in Via Mazzini è possibile imbattersi nella prima Pizzeria Tipografica – “Alla Lettera“, la scommessa gastronomica di Marco Bonomi, imprenditore torinese della ristorazione e ideatore di alcuni dei locali più noti agli appassionati cittadini della pizza come Amici Miei e Il Padellino.

La pizzeria tipografica “Alla Lettera” ha tra i suoi punti di forza la rigorosa selezione delle materie prime ed un’offerta di piatti nel segno della migliore tradizione partenopea, tuttavia il vero punto centrale per noi grafici è che questa “particolare pizzeria” ha preso a piene mani ispirazione dalla figura del noto stampatore piemontese, inventore dell’omonino carattere.

La cucina e la grafica sono due mondi con dinamiche progettuali accomunabili, in cui vive la commistione tra sensi e necessità. Proprio da questo parallelismo nasce il tema allestitivo del locale, l’utilizzo dell’ingrediente carattere tipografico in qualunque sua forma grafica o fisica, attraverso la realizzazione di elementi ex-novo o il riutilizzo di elementi preesistenti. Del resto in un momento in cui l’editoria abusa della cultura del cibo per vendere, perché una pizzeria non può utilizzare il linguaggio editoriale per connottare i propri spazi?

Pizzeria Tipografica

Il progetto d’immagine, che ha il compito di presentare ed introdurre l’intero progetto, utilizza il carattere Bodoni nel suo logotipo, ed introduce il tema allestitivo nel logo, attraverso l’utilizzo di “O” di famiglie diverse, a rappresentare il prodotto principale dell’attività, la pizza. Perché ogni pizza è simile a tutte le altre, ma sempre differente, perché realizzata artigianalmente.

Grazie alla progettazione dello studio yet|matilde è stato creato un omaggio al mondo della stampa a caratteri mobili che si ritrova nell’arredamento delle singoli ambienti, pensato per variare periodicamente proprio come le matrici tipografiche, e in un menu/magazine che è un piccolo manuale di composizione grafica, dove i piatti sono affiancati alla descrizione dei font che hanno fatto la storia dell’editoria.

Molti sono gli oggetti simili, ma sempre diversi, caratterizzanti l’allestimento: le lampade, progettate per l’occasione dagli Operai del Design, sono realizzate evitando che l’operatore, durante le fasi artigianali del processo produttivo, tenti di omologarne la forma; le sedie sono “strappate” alla produzione industriale ancora grezze, venendo quindi singolarmente personalizzate.

È stata svolta un’attenta ricerca funzionale per la progettazione delle attrezzature necessarie al corretto svolgimento delle attività all’interno del locale, dallo studio delle panadora (destrutturate per una migliore flessibilità) al tovagliolo (che presenta un’asola e ne permette quindi l’aggancio al bottone della camicia).

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