La creatività italiana vale 48 miliardi, ma può fare di più

Italia Creativa
Italia Creativa

L’Italia crea, valore e fatturato e lo realizza con la creatività. Il bel Paese in particolare, vanta un passato creativo e culturale prestigioso, unico al mondo. A darcene nuovamente una fotografia reale e tangibile è tornato nella sua seconda edizione lo studio di Italia Creativa. Un rapporto che si propone di offrire una visione complessiva dell’Industria della Cultura e della Creatività italiana, ovunque sinonimo di eccellenza, ancora oggi non sufficientemente valorizzata.

Italia Creativa nasce con l’obiettivo di identificare il valore riconosciuto attualmente al comparto, così da tendere ad una adeguata valorizzazione del medesimo. Ad oggi creatività e cultura hanno un valore economico e sociale importante, in termini sia di volume d’affari sia di occupazione, ma vanno sostenute e messe in condizione di esprimere tutto il potenziale ancora non sfruttato.

A un anno di distanza dal primo studio, Italia Creativa ripropone le analisi quantitative e qualitative in continuità con l’approccio metodologico e i criteri adottati in precedenza. La nuova edizione, inoltre è più propositiva, ponendo maggiormente l’attenzione su due temi d’interesse comune per l’intera Industria Culturale e Creativa italiana: minacce per il settore e opportunità di crescita ancora da sfruttare. Inoltre, lo studio propone nuovi approfondimenti sugli attori coinvolti e sulla catena del valore per ciascun settore analizzato.

Italia Creativa ha analizzato questa industria attraverso lo studio di dieci settori principali: Architettura, Arti performative, Arti visive, Audiovisivo, Libri, Musica, Pubblicità, Quotidiani e periodici, Radio ed infine Videogiochi.

La filiera creativa vale quasi 48 miliardi di euro


Nel 2015 l’Industria della Cultura e della Creatività in Italia registra un valore economico complessivo pari a 47,9 miliardi di euro. L’86% di questi è rappresentato da ricavi diretti, derivanti cioè da attività legate direttamente alla filiera creativa, quali la concezione, la produzione e la distribuzione di opere e servizi culturali e creativi. Il 14% rimanente, invece, deriva da ricavi indiretti, relativi ad attività collaterali o sussidiarie.


Impiega più di un milione di persone


La filiera creativa occupa nel 2015 oltre un milione di persone, di cui l’86% nelle attività economiche dirette dell’industria. Con circa 880.000 posti di lavoro, gli occupati diretti nell’Industria della Cultura e della Creatività rappresentano quasi il 4% dell’intera forza lavoro italiana.

Le stime sul potenziale inespresso del settore sono incoraggianti


Le stime effettuate mostrano che il valore economico odierno è pari a due terzi del valore che l’industria potrebbe generare, se riuscisse a sfruttare le opportunità di crescita e a contrastare le minacce che incombono su di essa. Se nel 2015 il valore economico è pari a circa 48 miliardi, il valore potenziale raggiunge 72 miliardi di euro. Ciò significa che il valore ancora inespresso è pari a circa 24 miliardi di euro. Inoltre, se l’Industria della Cultura e della Creatività riuscisse a raggiungere una maggiore valorizzazione, potrebbe contare oltre 500 mila posti di lavoro addizionali, passando da 1,03 milioni a 1,6 milioni di occupati: una crescita superiore alla metà dei posti di lavoro attuali in Italia.


I ricavi dell’Industria Culturale e Creativa crescono più del PIL


Nel 2015 i ricavi del settore crescono rispetto all’anno precedente più del PIL. Si evidenzia infatti, un aumento del 2,4% dei ricavi diretti (+951 milioni di euro) del comparto culturale e creativo, a fronte di una crescita dell’1,5% del PIL italiano.

Gli occupati diretti evidenziano una crescita doppia rispetto alla media italiana


Gli occupati diretti dell’Industria Culturale e Creativa registrano un aumento dell’1,7% (+ 15 mila) rispetto all’anno precedente, evidenziando una crescita maggiore rispetto a quella complessiva degli occupati in Italia, pari a più 0,8%.