La Carta

La carta, supporto principale per la primitiva stampa venne introdotta in Italia dai commerci con l’Oriente. Infatti l’invenzione della carta è attribuita al popolo Cinese, che iniziò a produrla fin dal primo secolo dopo Cristo, diffondendola a poco a poco nel mondo allora conosciuto.

La carta, supporto principale per la primitiva stampa venne introdotta in Italia dai commerci con l’Oriente. Infatti l’invenzione della carta è attribuita al popolo Cinese, che iniziò a produrla fin dal primo secolo dopo Cristo, diffondendola a poco a poco nel mondo allora conosciuto.

Una delle prime descrizioni in lingua italiana sull’abilità dei Cinesi di fabbricare la carta è fornita da Marco Polo in un passo del suo Milione. Egli accenna alla materia con cui viene fabbricata la carta valori riferendosi alla particolare qualità di fibra vegetale impiegata in quei tempi: paglia di tè o di riso, canna di bambù e stracci di canapa.

bq. La prima cartiera italiana, come riportano testi antichi, è sicuramente quella di Fabriano fondata nel 1276. Al tempo dell’invenzione della stampa i cartai marchigiani furono considerati i migliori in Europa, esportando i loro prodotti in tutto il mondo.

Sino alla fine del diciottesimo secolo, la carta fu fabbricata a mano, ovvero, triturando e sciogliendo in acqua stracci di lino e cotone. Questa amalgama semi liquida stesa su un telaio ed asciugata al sole, disidratandosi assumeva lo stato solido. Ecco il foglio di carta.

Per distinguere i propri prodotti, i cartai usavano utilizzare dei marchi stampigliati in filigrana attraverso il telaio su cui erano apposti i fogli, gli artigiani attivi a Fabriano, ad esempio, usavano contraddistinguere la propria produzione con marchi di filigrana.
Oggi le filigrane rappresentano una importante testimonianza della perfezione raggiunta dalle cartiere fabrianesi in questo settore.

Con il XVII secolo e l’introduzione del cilindro olandese, le cui lame metalliche riducevano gli stracci in poltiglia, la preparazione dell’impasto divenne più rapida, non necessitando più di lunghi tempi di macerazione. Nell’800 con l’invenzione della macchina piana per carta ideata da L. N. Robert e della macchina in tondo ideata da M. Leistenschneider iniziò la produzione industriale della carta.

Aumentando in modo notevole la produzione della carta, e per sopperire alla mancanza di materia prima per la sua produzione, nel 1850 si introdusse l’utilizzo della pasta di legno meccanica, ottenuta sfibrando il legno delle latifoglie con delle mole di pietra; la pasta chimica, o comunemente detta cellulosa, ottenuta dalla cottura del legno delle conifere con soluzioni di bisolfito di calcio o solfato.

??Alcune fonti??
“Museo della Carta di Fabriano”:http://www.museodellacarta.com/
Il Museo ha la sua sede all’interno di uno dei più bei complessi monumentali della città di Fabriano, l’antico convento di San Domenico. Qui è stata ricostruita fedelmente una cartiera medievale dove mastri cartai illustrano le antiche tecniche di produzione della preziosa carta filigranata a mano. Un viaggio affascinante nel mondo della carta, nella Città che ne è stata e resta la sua capitale (olim cartam undique fudit).

“Carta&Cartone”:http://www.cartaecartone.it/

5 comments
  1. io sarei molto interessata al file con nota sulla storia della carta offerto da Franco Mariani. Come posso averlo?

  2. Quando si affacciano esperti al mondo della comunicazione on-line il discorso si innalza nei toni e si fa interessante. Io non mi farei sfuggire quel file che Franco ha gentilmente offerto.
    E mi prenoto per una copia.

  3. All’attenzione del Sig. D. Falchetti.

    “La prima cartiera italiana, come riportano testi antichi, è sicuramente quella di Fabriano fondata nel 1276.”
    Non è esatto; sicuramente le cartiere italiane sono più antiche, solo che a tutt’oggi sono molto rari i documenti che lo dimostrino. I documenti più antichi sono: un atto notarile genovese del 1235, nel quale i proprietari di due cartiere genovesi assumono in compartecipazione un cartaio; un atto, sempre ligure, del 1255 nel quale un proprietario di cartiera e un cartolaio milanese formano una società per impiantare una cartiera in Lombardia.
    Fabriano ha la sua importanza perché, stando alla tradizione, quei cartai modificarono le procedure per far carta ottenendo un prodotto che si impose sui mercati. Sembra che dotando le teste dei magli della macchina per sfibrare gli stracci di chiodi, abbiano avuto come risultato una migliore pasta da carta. Inoltre si attribuisce ai fabrianesi l’impiego di colla animale per la collatura, al posto di quella d’amido, usata da arabi e arabi-spagnoli; la colla animale dava migliori risultati intrinsechi e non era facilmente attaccata da batteri e muffe come quella di amido.
    La filigrana: anch’essa attribuita ai fabrianesi, compare a fine 1200 e non erano “marchi stampigliati in filigrana attraverso il telaio su cui erano apposti i fogli”. La filigrana si otteneva (e si ottiene) applicando un filo di metallo, piegato a formare un disegno (campana, fiore, colomba, ancora…), sulla “forma” (telaio) con il quale si preleva la sospensione di fibre dal tino. Quando si forma il foglio, lì dove c‘è il disegno a filo metallico si deposita meno pasta e quindi lo spessore del foglio è minore, tanto che si può vedere il disegno in controluce. Questa è la filigrana.
    Non è poi per niente esatto dire “Questa amalgama semi liquida stesa su un telaio ed asciugata al sole, disidratandosi assumeva lo stato solido”. L’amalgama in effetti è una sospensione e non viene stesa sul telaio ma prelevata dal tino con il telaio.

    Mi dispiace per le osservazioni, ma so benissimo che la conoscenza della storia della carta e della tipografia è piuttosto approssimativa, in Italia; del resto come è possibile migliorarla se non ci sono testi esaurienti e l’informazione è scarsa? Mi fermo qui, il discorso sarebbe forse interessante ma troppo lungo per affidarlo a una e-mail.
    Se le interessa l’argomento le posso spedire un file con una nota sulla storia della carta che ho utilizzato all’università di Urbino.

    Grazie per l’attenzione e mi perdoni ancora l’intrusione. Sono arrivato sul suo sito cercando un’immagine della olandese, che ho perso e mi serve entro lunedì per una conferenza.

    Cordiali saluti.

    Franco Mariani

    ps. chi le scrive ha fatto il grafico per quaranta anni, ha insegnato storia del libro all’Isia e all’Università di Urbino. Si occupa di storia delle cartiere pubblicando qualcosa ogni tanto. Vive a Fabriano (!!!)

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