A Fespa Global Print Expo 2026, andata in scena alla Fira Barcelona Gran Via, Kyocera Document Solutions ha puntato su due fronti strategici della produzione visiva: la stampa tessile sostenibile e il getto d’inchiostro per il print di produzione. La presenza dell’azienda ha richiamato operatori europei e internazionali interessati non solo alle prestazioni delle macchine, ma anche al modo in cui queste tecnologie stanno cambiando i processi produttivi e i criteri con cui si valuta oggi una soluzione di stampa.
Un pubblico alla ricerca di processi più flessibili
Lo spazio espositivo di Kyocera è stato animato per quattro giorni da dimostrazioni da remoto, incontri con esperti e approfondimenti tecnici. L’interesse, secondo quanto emerge dal bilancio della presenza in fiera, è arrivato da profili diversi: aziende attive nella stampa su poliestere e intenzionate ad allargarsi ai tessuti naturali, professionisti in cerca di macchine adatte a cicli produttivi brevi con pretrattamento integrato e realtà specializzate in applicazioni particolari. È un segnale che parla a un settore sempre più attento alla flessibilità, oltre che alla qualità del risultato finale.
Per chi lavora nella comunicazione visiva e nella produzione di contenuti stampati, il punto non è soltanto la resa cromatica o la velocità di esecuzione. Conta anche la possibilità di intervenire su materiali diversi, con flussi più lineari e minori passaggi intermedi. In questo senso, la partecipazione di Kyocera a Fespa si inserisce in una discussione più ampia sul futuro della stampa: meno dipendente da infrastrutture complesse, più vicina a esigenze di personalizzazione e produzione su misura.
Forearth e il modello della stampa senza acqua
Una parte centrale delle dimostrazioni ha riguardato il sistema Forearth Experience Studio di Milano, collegato in live session con la fiera. Il centro viene presentato come un riferimento per la regione europea e come uno spazio immersivo in cui professionisti della moda, produttori tessili e designer possono valutare da vicino la tecnologia water-free sviluppata da Kyocera. Il sistema Forearth è descritto come una stampante tessile digitale sostenibile basata sul concetto “Triple FREE”, cioè Water Free, Creative Free e Location Free.
La logica è chiara: consentire la stampa su cotone, seta, poliestere, nylon e tessuti misti senza fare affidamento sui tradizionali impianti di pretrattamento e post-trattamento. In questo schema entra in gioco l’inchiostro a pigmenti proprietario Picfy, certificato ECO PASSPORT per la sicurezza ambientale. Il sistema supporta fino a otto colori su una larghezza massima di 1.800 mm e, proprio perché non richiede infrastrutture dedicate, può essere installato anche fuori dai distretti produttivi convenzionali. Per chi progetta filiere più agili, questo elemento non è secondario: apre scenari di produzione distribuita e di maggiore prossimità tra progettazione, campionatura e realizzazione.
La sostenibilità come dato industriale, non come slogan
Nella stampa tessile, il tema ambientale non è più un capitolo accessorio, ma un parametro tecnico da misurare. Kyocera indica per Forearth una riduzione drastica del consumo idrico: a fronte dei fino a 153 litri d’acqua per chilo di tessuto richiesti dalla tintura tradizionale, il sistema arriva a 0,02 litri. Il risultato viene ottenuto attraverso un processo di stampa e asciugatura in due sole fasi e grazie a un sistema di pulizia del nastro a circuito chiuso.
Per il mondo del design e della comunicazione di prodotto, questi dati pesano più della semplice narrazione green. Significano ripensare il rapporto tra qualità, tempo e impatto ambientale. In un settore dove la sostenibilità è spesso raccontata in termini generici, la possibilità di associare la riduzione dei consumi a un processo industriale preciso aiuta a leggere in modo più concreto la trasformazione in corso. Anche per questo, le tecnologie presentate in fiera risultano interessanti non soltanto per i produttori tessili, ma per tutta la filiera creativa che ruota attorno al tessuto come supporto visivo e narrativo.
Taskalfa Pro 15000c e la continuità del print di produzione
Accanto a Forearth, Kyocera ha portato a Fespa anche TASKalfa Pro 15000c, il sistema a getto d’inchiostro a foglio singolo pensato per combinare qualità di stampa e robustezza operativa. In questo caso il focus è sulla continuità dei cicli produttivi, un aspetto centrale per chi lavora nel print on demand, nella produzione editoriale o in contesti dove la tenuta della macchina incide direttamente sui tempi di consegna.
Il sistema raggiunge una velocità massima di 146 pagine al minuto e un volume di lavoro mensile di un milione di pagine. Si appoggia alle teste di stampa Kyocera, da tempo associate all’affidabilità e alla stabilità dell’immagine, con un livello di manutenzione ridotto. L’adozione di un sistema di essiccazione che utilizza parti ceramiche contribuisce inoltre a contenere i consumi energetici, un dettaglio che si inserisce bene nell’attuale attenzione dell’industria della stampa verso efficienza e controllo dei costi.
Per agenzie, service di stampa, editori digitali e professionisti del visual, soluzioni di questo tipo rappresentano un indicatore preciso: il mercato continua a premiare sistemi capaci di tenere insieme produttività, qualità e sobrietà operativa. Non si tratta soltanto di aumentare la velocità, ma di rendere più affidabile l’intero flusso, dalla gestione dei volumi alla stabilità del risultato finale.
La fiera come spazio di verifica, non solo di vetrina
La presenza di Kyocera a Barcellona conferma il ruolo delle fiere di settore come luoghi in cui le tecnologie vengono testate sul campo, davanti a un pubblico competente e non soltanto esposte come prodotto finito. Le dimostrazioni dal vivo, i campioni di stampa e i collegamenti con il Forearth Experience Studio di Milano hanno offerto ai visitatori un’occasione concreta per valutare materiali, applicazioni e processi.
In un comparto in cui la scelta di una macchina dipende sempre più da fattori incrociati, dalla sostenibilità al posizionamento produttivo, dalla compatibilità con i supporti alla facilità di installazione, eventi come Fespa restano un osservatorio utile per capire dove si sta spostando l’industria della stampa. Kyocera ha scelto di portare proprio qui il dialogo tra tessile e produzione digitale, mostrando come l’evoluzione tecnica stia ridisegnando anche il linguaggio con cui si parla di stampa.
La direzione, almeno per ora, sembra chiara: meno complessità nei processi, più controllo sulle applicazioni e maggiore attenzione all’impatto dei singoli passaggi. È su questo terreno che si giocherà una parte importante del rapporto tra stampa, design e produzione visiva nei prossimi anni.
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