Kodak dichiara fallimento e accede al Chapter 11

Nel giro di poche ore l’attenzione si sposta dalla Germania agli Stati Uniti, a tenere banco sono sempre le crisi aziendali.
Poco fa le agenzie stampa hanno battuto la notizia che Eastman Kodak ha chiesto il Chapter 11.

Il Capitolo 11 è una parte della legge fallimentare statunitense che permette alle imprese che lo utilizzano una ristrutturazione a seguito di un grave dissesto finanziario. È grossomodo equivalente all’amministrazione controllata un tempo prevista nella legislazione italiana.

L’azienda è giunta fino a questo punto dopo un prolongato periodo di crisi che ha messo in ginocchio la società Statunitense fondata nel 1888, un simbolo della fotografia nel mondo e inventore della odierna “fotografia digitale”, Kodak pur detenendone il brevetto non è ha mai capito le potenzialità trovandosi a rincorrere i concorrenti proprio su un mercato che ha visto il boom nel corso degli ultimi anni.

La notizia di accesso alla ristrutturazione ha inoltre permesso all’azienda di accendere una linea di credito garantita da Citigroup che erogherà a Kodak 950 milioni di dollari per i prossimi diciotto mesi.

Ora, per l’azienda controllata da Antonio Perez si prospettano mesi di pesanti ristrutturazioni e vendite: anzitutto verranno messi sul mercato buona parte dei brevetti detenuti e su cui profeticamente articolava Giacomo Dotta nel luglio dello scorso anno, indicandola come soluzione per le attuali crisi: Dalla parte dei venditori siedono gruppi in difficoltà, le cui risorse rimanenti sono rappresentate da brevetti di grande valore e troppo poco denaro per poter ambire a nuovi investimenti, nuovi rilanci e nuovi piani industriali.

Adesso si vedrà se il C.d.A. dell’azienda ridarà fiducia all’attuale CEO per la ristrutturazione o se vi sarà un cambio ai vertici; non dimentichiamo che durante la gestione Perez, Kodak ha bruciato qualcosa come 7 miliardi sul mercato.
Dal 2007, anno di insediamento dell’attuale direttore generale, l’azienda non è stata in grado di chiudere un bilancio in attivo, anche se nel 2010 in un’intervista ci disse che non andava poi così male per Kodak.

Le ipotesi per il futuro vedono una Eastman Kodak, dopo la vendita dei brevetti che alcuni stimano in un valore di 600 milioni di dollari, dire addio al settore fotografico concentrandosi sui settori fotocopatrici, arti grafiche e stampanti; con i necessari ridimensionamenti operativi e occupazionali.

Rispondi