Investimenti pubblicitari maggio a -41,1% su tutti i mezzi. «il cigno nero del 2020 in tutti i suoi aspetti»

investimenti pubblicitari maggio 2020

Aprile con il suo – 44,2% doveva rappresentare il mese più critico dell’emergenza COVID-19, ma gli effetti della crisi economica indotta dal confinamento sul mercato degli investimenti pubblicitari e sull’economia italiana si fanno sentire anche a maggio; all’orizzonte timidi segnali di ripresa delle attività produttive e un recupero della fiducia da parte di imprese e consumatori.

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia registra nei primi cinque mesi dell’anno un valore complessivo di poco inferiore ai 2 miliardi di euro, con una pesante contrazione (-732 milioni di euro) rispetto ai valori dello stesso periodo dell’anno scorso (-28,3%).

Nel singolo mese di maggio il dato si attesta a 322 milioni di euro circa con un decremento del 41,1% rispetto ai valori dello stesso mese nel 2019. Si tratta delle ultime stime pubblicate da Nielsen relativamente a Quotidiani e Periodici, Televisione, Radio, Internet, Cinema, Outdoor, Transit, Out of Home TV e Direct Mail nel mese di allentamento delle limitazioni per l’emergenza COVID-19.

Qualora si consideri il perimetro Nielsen “esteso”, includendo principalmente le componenti Search, Social e Classified di Internet, il valore degli investimenti pubblicitari nazionali registra, nel periodo gennaio-maggio, un -23,8% rispetto al 2019, flessione più contenuta rispetto a quella rilevabile sul perimetro “tradizionale”, anche se sempre a doppia cifra.

Investimenti pubblicitari maggio

Gli investimenti in Radio


La Radio dopo la forte battuta di arresto in aprile (-77,8%) continua a perdere drammaticamente terreno. Nel mese di maggio, infatti, il mezzo registra una flessione del 69,7%, attestandosi ad un valore di 14,1 milioni di euro circa. Questo risultato porta gli investimenti complessivi nei primi cinque mesi dell’anno, ad un valore complessivo pari a 109 milioni di euro, a -39,2% dall’inizio dell’anno.

Gli investimenti pubblicitari in Televisione


Secondo quanto riportato da DataMediaHub l’andamento investimenti pubblicitari televisivi per broadcaster nei primi 5 mesi dell’anno, e confronto con pari periodo anno precedente ha visto “bruciati” oltre 400 milioni di euro dei quali 233 solo per Mediaset. La Televisione registra pertanto nei primi cinque mesi una contrazione del 24,5% (-403 milioni di euro rispetto al 2019). Il calo è significativo, ma la televisione mostra una maggiore capacità di tenuta rispetto a tutti gli altri mezzi “tradizionali”. Nel singolo mese di maggio il valore degli investimenti è pari a 223 milioni di euro, con un calo del 42,1% rispetto a maggio 2019.

Andamento investimenti pubblicitari televisivi per broadcaster nei primi 5 mesi dell'anno, e confronto con pari periodo anno precedente. "Bruciati" oltre 400 milioni di euro dei quali 233 solo per Mediaset

Posted by Datamediahub on Tuesday, July 28, 2020

Gli investimenti pubblicitari sui quotidiani e sui periodici


I quotidiani e i periodici nel singolo mese perdono rispettivamente il -38,5% e -68,6% (-27,4% e -41,5% l’andamento nei primi cinque mesi).

Gli investimenti pubblicitari su Internet


Le conseguenze negative del confinamento hanno segnato gli investimenti pubblicitari anche sul Web dove, secondo le stime Nielsen, a maggio la raccolta dell’intero universo del web advertising, comprendente search, social, classified (annunci sponsorizzati) e i cosiddetti “Over The Top” (OTT), segna un calo del -28,6% e porta la perdita dei primi cinque mesi a -14,4%.

Per quanto riguarda i settori merceologici, l’elaborazione realizzata da Confindustria Radio Televisioni mostra come siano in flessione tutte le aree sia a maggio che nei primi cinque mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel singolo mese, relativamente ai settori con una maggiore quota di mercato, calano in particolar modo automobili (-65,7%), farmaceutici (-49%) e alimentari (-48,3%). Sul periodo cumulato si evidenziano gli andamenti negativi di toiletries, cura persona e abbigliamento che perdono rispettivamente il -26,4%, -49,5 e -42%.

“Era noto che il trimestre marzo – maggio sarebbe stato il peggiore nell’era della pubblicità moderna” – ha dichiarato Alberto Dal Sasso, AIS managing director di Nielsen. “Così come successo per gli indicatori macroeconomici anche il nostro osservatorio ha individuato il cigno nero del 2020 in tutti i suoi aspetti: tensioni sui prezzi, effetti dovuti alla cancellazione degli eventi e alle quantità di spazi pubblicitari commercializzati in questo periodo. Le aziende sono ancora alle prese con l’incertezza della ripresa: il ritardo nella attuazione di misure concrete di stimolo e aiuto da parte delle istituzioni nazionali ed europee non favorisce le scelte di investimento”.