L'intelligenza artificiale nella grafica metterà a rischio il nostro posto di lavoro?

L’intelligenza artificiale nella grafica farà sparire il nostro lavoro?

L’intelligenza artificiale nella grafica metterà a rischio il nostro posto di lavoro? Probabilmente sì ma non tutto è perduto.

Nel dinamico panorama del design, dove l’unica costante è il cambiamento stesso, l’intelligenza artificiale (IA) sta prepotentemente emergendo, lo abbiamo visto discutendo del ruolo che avrà nel mondo della tipografia, ad esempio. Come lo scalpello del maestro scultore che rivela lentamente la forma all’interno del marmo, l’intelligenza artificiale sta rimodellando la tela della grafica, del design e più o meno tutti i lavori in modi profondi e pervasivi.

L’intelligenza artificiale nella grafica metterà a rischio il nostro posto di lavoro? Probabilmente sì ma non tutto è perduto e vediamo perché. Per chi lavora nel campo del design, è ora di abbracciare l’IA e di inserirla nelle proprie competenze. Mentre l’orizzonte del design si allarga, coloro che sono dotati di acume per l’IA non solo navigheranno nel futuro, ma guideranno la carica. Certo i guadagni in produttività dell’IA cancelleranno molti posti di lavoro, ma le persone si adattano e creano nuovi lavori. 

L'intelligenza artificiale nella grafica metterà a rischio il nostro posto di lavoro? Questione di tempo.

Secondo Goldman Sachs, 300 milioni di posti di lavoro spariranno in tutto il mondo grazie all’IA generativa. Dato l’aumento medio della produttività del 66% che abbiamo già misurato nei primi studi su strumenti di IA piuttosto primitivi (ChatGPT 3.5 ecc.), non mi sorprenderebbe se entro la fine del decennio l’aumento della produttività raggiungesse il 100%, con mezzo miliardo di lavoratori resi superflui nei loro attuali impieghi. 

Ciò è particolarmente probabile se la prossima generazione di strumenti di IA specifici per l’industria sarà guidata dalla ricerca e dal design UX, anziché dal “design” puramente ingegneristico che affligge gli attuali strumenti di IA.

ADVERTISING

L'ARTICOLO CONTINUA SOTTO

Quando si leggono queste previsioni economiche sui posti di lavoro “rubati” da parte dell’intelligenza artificiale, la prima reazione naturale è la preoccupazione per la disoccupazione. Seguita, pochi minuti dopo, da un senso di panico quando ci si rende conto che probabilmente il proprio lavoro sarà il prossimo a essere messo in gioco. 

L’intelligenza artificiale nella grafica metterà a rischio il nostro posto di lavoro?

A differenza dei precedenti cicli di automazione che colpivano solo il lavoro manuale, i nuovi strumenti di IA generativa si rivolgono ai lavoratori altamente istruiti. I primi dati suggeriscono che i guadagni di produttività potrebbero essere tanto maggiori quanto più complesso è il lavoro dal punto di vista cognitivo.

Gli esseri umani desiderano sempre di più, inventando nuovi prodotti, servizi ed esperienze. Molti lavori scompariranno entro 10 anni, troppo velocemente perché i lavoratori possano andare in pensione o riqualificarsi con calma. Tuttavia, l’IA accelera la riqualificazione e gli strumenti di IA aumenteranno i tassi di apprendimento e consentiranno un tutoraggio personalizzato su scala.

Non tutto è perduto. Per il nostro lavoro servirà sempre la creatività e l’essere umani. 

Al centro del design si trova l’esperienza dell’utente, un terreno dove la funzione incontra la forma. L’intelligenza artificiale funge da ponte, collegando le esigenze degli utenti con le esperienze digitali. Sfruttando l’intelligenza artificiale, la personalizzazione si eleva, assomigliando alla direzione di un maestro d’orchestra che si sintonizza in modo unico con ciascun ascoltatore. Per esempio, l’uso dell’IA da parte di Spotify per curare playlist personalizzate è una testimonianza di come gli algoritmi possano soddisfare i gusti individuali, stabilendo un punto di riferimento per il design intuitivo.

Ma nel quotidiano dobbiamo affrontare anche e sovente la noia: i compiti ripetitivi che spesso bloccano la creatività di un designer sono simili all’eterna lotta di Sisifo, ma l’intelligenza artificiale offre una liberazione. È l’equivalente del tornio di un vasaio, che trasforma l’argilla grezza in forma con il minimo sforzo. Gli strumenti di intelligenza artificiale, come Adobe Sensei, semplificano la vita quotidiana, consentendo ai designer di raggiungere nuove vette creative gestendo il laborioso compito di ordinare gli elementi o generare animazioni, come se fosse una mano invisibile.

Ma nel campo del design, i dati sono il nuovo terreno da cui crescono le intuizioni. La capacità dell’intelligenza artificiale di analizzare e interpretare i dati è simile a quella di un alchimista che “trasforma il piombo in decisioni d’oro”. Lo dimostrano piattaforme come Google Analytics, che mettono i progettisti in condizione di conoscere le interazioni degli utenti, trasformando i dati in una bussola che guida il percorso di progettazione.

L'intelligenza artificiale nella grafica metterà a rischio il nostro posto di lavoro?

Non solo, l’intelligenza artificiale ci offre anche le capacità predittive, una sorta di sfera di cristallo del mondo del design, in grado di offrire uno sguardo al futuro di come gli utenti interagiranno con le creazioni. Strumenti come Aero di Adobe offrono la possibilità di prototipare esperienze in realtà aumentata, fornendo ai designer una sandbox per iterare e perfezionare le loro visioni con la lungimiranza che un tempo si riteneva magica.

Nell’incessante marcia del progresso, la tecnologia è il ritmo a cui tutti i settori devono muoversi. Per i designer, l’intelligenza artificiale non è più il battito di un tamburo lontano, ma una risonante chiamata all’azione. L’intelligenza artificiale ha già cambiato il volto dell’architettura, l’IA ora promette di ridefinire il panorama del design.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale in Adobe Photoshop, con funzioni come “Content-Aware Fill”, dimostra come per essere rilevanti sia necessario abbracciare l’intelligenza artificiale. Questa funzione riempie in modo intelligente gli spazi vuoti quando alcune parti di un’immagine vengono rimosse, comprendendo il contesto e fondendolo senza soluzione di continuità, un compito che tradizionalmente richiederebbe un grande sforzo manuale da parte di un designer.

L’intelligenza artificiale non sostituisce ma integra il tocco del designer. È il pennello moderno nella mano dell’artista digitale, che amplia il tratto e arricchisce la tavolozza. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nel design non è solo una tendenza passeggera, ma un cambiamento fondamentale, proprio come il passaggio dal disegno a mano al CAD.

Related Posts