Il Web Design è da ridiscutere perché non accessibile: la causa legale contro Domino’s Pizza I siti web dovrebbero essere accessibili a tutti, compresi i non vedenti? Questa è la domanda al centro di una causa legale in corso contro la catena americana di pizzerie Domino's

Web Design: i siti Internet e le App dovrebbero essere accessibili a tutti, compresi i non vedenti? Questa è la domanda al centro di una causa legale in corso contro la catena americana di pizzerie Domino’s – a riportare la notizia è stata la CNBC evidenziando come il signor Guillermo Robles abbia intentato una causa già dal 2016 dopo che non è stato in grado di ordinare le pizze attraverso il sito web dell’azienda, nonostante l’utilizzo di un software di lettura dello schermo – Robles è un non vedente.

Poiché non poteva fare un ordine, ha sostenuto (come riportato nella denuncia) che il sito non era accessibile ai non vedenti e di conseguenza Domino’s stava violando la legge americana del 1990 sui cittadini con disabilità, l’Americans with Disabilities Act (ADA).

Ora a distanza di tre anni l’azienda ha chiesto alla Corte Suprema di esaminare il caso, dopo che una corte d’appello federale ha stabilito che l’azienda dovrà rendere il suo sito web accessibile per conformarsi all’ADA rivoluzionandone il Web Design. Se la Corte Suprema decidesse di ascoltare le argomentazioni sul caso, la sentenza potrebbe costituire un precedente per il futuro del web design, decidendo se le aziende debbano rendere le loro presenze digitali accessibili come già sono obbligati a fare con le loro sedi. Si chiama accessibilità.

Sito Domino's Pizza (versione italiana)

Domino’s sostiene che l’ADA non obbliga specificamente le aziende a creare siti e applicazioni accessibili perché è stata scritta prima dell’arrivo del ‘moderno Internet’ e il costo per progettare il web design e le applicazioni per essere più accessibili sarebbe di milioni di euro. Tuttavia, i giudici federali che finora hanno sentenziato già in due gradi di giudizio, non sono stati d’accordo con la posizione dell’azienda.

Escludendo gli utenti non vedenti dall’economia digitale non diamo loro la possibilità di fruire di servizi online basilari e semplici come ordinare una pizza.

“Se alle imprese è permesso di dire: non dobbiamo rendere i nostri siti web accessibili ai non vedenti, ciò significherebbe escludere i non vedenti dall’economia del XXI secolo, ha detto Christopher Danielsen, un rappresentante della Federazione Nazionale dei non vedenti, alla CNBC.

Ma la situazione è complicata dal fatto che, mentre il governo Statunitense è molto chiaro sull’aspetto di un edificio conforme alle direttive sull’accessibilità delle persone portatrici di disabilità, questo non ha però mai emanato regole chiare sull’aspetto di un sito web accessibile – a differenza dell’Italia dove almeno esiste una regolamentazione per quelli della Pubblica Amministrazione e si tenta di coinvolgere i cittadini per migliorare i servizi.

Domino’s sostiene quindi che poiché non ci sono regole su cosa significhi accessibilità per un sito online, la sentenza attuale aprirebbe per molte aziende numerosi e ulteriori contenziosi.

Web Design per la disabilità

Tuttavia, ci sono già degli standard internazionali di accessibilità, come le Web Content Accessibility Guidelines stabilite dal WWWC – World Wide Web Consortium. Un altro modo per affrontare questo problema sarebbe che il Dipartimento di Giustizia creasse una guida alla progettazione accessibile, un progetto che il DOJ (Dipartimento della Giustizia USA) ha iniziato nel 2010 per poi abbandonarlo 2017 perché l’agenzia ha detto che stava ancora valutando se tali regolamenti fossero “necessari e appropriati”.

Il numero di cause legali incentrate su siti web inaccessibili è in crescita: la posta in gioco è se tutti debbano essere inclusi nell’economia digitale, indipendentemente dal fatto che la transizione verso siti web accessibili sia onerosa per le aziende.

Ultimo aggiornamento 2019-08-25

Rispondi