Il servizio di impaginazione automatica di cataloghi piace alle imprese. Ai grafici invece?

Presentata dalla società di servizi 3c-evolution, la nuova soluzione nextPage consente la creazione di tutti i tipi di cataloghi in sole 6 fasi utilizzando un semplice navigatore Web, liberando l’utente da tutti i vincoli grafici (layout) e tecnici (compatibilità dei supporti e portabilità). Conseguenze: i costi per la pubblicazione su carta o su Web subiscono una riduzione significativa e la durata del ciclo di produzione è enormemente abbreviata.

Presentata dalla società di servizi 3c-evolution, la nuova soluzione nextPage consente la creazione di tutti i tipi di cataloghi in sole 6 fasi utilizzando un semplice navigatore Web, liberando l’utente da tutti i vincoli grafici (layout) e tecnici (compatibilità dei supporti e portabilità). Conseguenze: i costi per la pubblicazione su carta o su Web subiscono una riduzione significativa e la durata del ciclo di produzione è enormemente abbreviata.

La grande facilità di utilizzo di nextPage e la sua struttura evolutiva ha immediatamente convinto importanti Gruppi internazionali come Schneider Electric, ABB, l’Istituto Francese del Tessile-Abbigliamento, SOCOMEC, ecc., che lo hanno adottato per l’impaginazione di documenti cartacei (brochure, cataloghi, schede prodotto e listini) o elettronici (cataloghi elettronici o interattivi, espositori dinamici, applicazioni PDA o anche iPhone).

Composto da diversi moduli, nextPage si adatta alle esigenze di ogni azienda e propone strumenti innovativi che semplificano il lavoro in gruppo, quali la rilettura on line, o ancora gli aggiornamenti successivi. Inoltre, la soluzione nextPage è compatibile con l’interfaccia dei sistemi operativi esistenti e consente di recuperare i dati a partire da un gran numero di formati diversi: immagini, testi o grafici, per creare il vostro catalogo pronto per la stampa in formato PDF.

Soluzione “full-Web”, nextPage non richiede alcuna installazione sulle postazioni dell’utente. È accessibile da diversi operatori simultaneamente e da qualunque computer. Seguendo un percorso (workflow) intuitivo, la soluzione nextPage permette di creare modelli InDesign, di gestire prodotti e le loro famiglie, di tradurre e fare riletture, di comporre in pochi click un indice del documento e, soprattutto, impaginare le informazioni in formato InDesign.

A complemento della soluzione d’impaginazione automatica nextPage, 3c-evolution propone anche servizi di formazione, di supporto o di metodologia di lavoro che consentono di ottimizzare i progetti dei cataloghi.

“NextPage”:http://www.3c-e.it/ è una soluzione che rivaluta la creatività ed il lavoro di preparazione per la stampa dei documenti, prima, nel momento della creazione dei modelli e, dopo, con la possibilità d’effettuare miglioramenti manuali.

nextPage consente di semplificare la creazione di cataloghi in 6 fasi:

1) Gestione dell’informazione attraverso una compilazione informatica o l’importazione delle referenze;
2) Importazione delle gabbie delle pagine (layout) create direttamente con InDesign;
3) Preparazione dell’indice;
4) Impaginazione;
5) Condivisione, traduzione, validazione da parte di tutti gli operatori abilitati;
6) Finalizzazione

4 comments
  1. Direi che la percezione del nostro lavoro proprio non esiste!!!!
    Questi sono solo strumenti… come l’avvento del computer che ha autorizzato migliaia di stampatori a estendere il servizio a tutto campo, dalla progettazione alla stampa, esulando dalle competenze specifiche del loro benemerito mestiere.
    Il tutto per abbindolare il cliente, che pur di – forse – risparmiare (ah, il Dio denaro!!) si rivolgono a loro e non a chi ha studiato a fondo la grafica, la comunicazione, e tutte le implicazioni visive del nostro lavoro.
    Adesso poi che potranno confezionarsi in proprio il catalogo, soddisferanno così il loro orgoglio estetico mai valorizzato a fando (quanti ne ho conosciuti!).

  2. Tutto questo dimostra, ancora una volta, quanto povera sia la percezione vera del nostro mestiere. Siamo sempre più visti come semplici tecnici, con competenze simili ad un qualunque informatico (con il massimo rispetto, beninteso) e una punta di conoscenze teoriche (tipo: più piccolo di così il font è meglio non farlo o, nella migliore delle ipotesi, il rosso è meglio del blu).
    Strumenti. Questi sono strumenti. E non basta un qualunque ragazzino in grado di manovrarli perchè il risultato sia gradevole ma, prima di tutto, efficace dal punto di vista della comunicazione.

  3. premetto che ho 29 anni. ma ho studiato grafica anche alle scuole superiori, perciò il discorso della “nostalgia” della vera progettazione visiva mi colpisce, anche se, per quanto nostalgica dei volumi letraset, sono un’accanita sostenitrice del digitale. e dico solo che certo, non si poteva restare con i caratteri mobili in eterno.. ma dove finiremo tutti noi poveri creativi? :)

    se continua così, a breve le aziende saranno formate da due persone che utilizzerano software e basta… da quelli gestionali a quelli “creativi”… senza neanche parlare tra loro. nella stessa stanza, comunicheranno attraverso skype… “hey qui mi segnala che il fatturato è cresciuto” “eh ci credo, paghiamo solo due stipendi al mese! … ora con un click ci faccio pure la brosciurina”

    che tristezza!!!

  4. La creatività di certo non potranno ricrearla attraverso nessun tipo di software, questo genere di prodotti non faranno altro che standardizzare la produzione editoriale, contribuendo nella generalità a creare un cattivo gusto.
    Come se i prodotti elettronici per la grafica non fossero abbastanza alla portata di chiunque abbia una qualche capacità di ricerca sul web da seguire tutorial su tutorial per credersi grafico.
    Quello che mi sembra di capire è che in generale non si vede la progettazione grafica come un lavoro di alto livello, si pensa che basti un software, un font scaricato dalla rete (magari pure mal progettato), quattro colori e tanti effetti photoshoppati e chiunque è automaticamente un esperto del settore.
    La cosa che mi stranizza è come mai l’adobe ne sia il solution partner.

    La mediocrità è sempre all’angolo, i grafici fanno un determinato percorso di studio di anni e anni e anche così non tutti ne escono professionisti e/o capaci creativamente, e si vuol far credere che un software sia in grado di far meglio di un professionista?

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