Il New York Times ha chiuso il Paywall

Il New York Times ha utilizzato il cosiddetto “Paywall permissivo” per più di un anno per limitare l’accesso agli articoli ai non abbonati, da oggi le scappatoie sono state vietate. Gli azionisti chiedono che gli abbonati aumentino.

Il New York Times ha utilizzato il cosiddetto “Paywall permissivo” per più di un anno per limitare l’accesso agli articoli ai non abbonati, ma al contempo dando la possibilità a chi arrivasse da una ricerca su internet o da un feed di poter leggere comunque i pezzi pubblicati sul sito.
Il paywall è stato appunto più un fastidio con le sue continue richieste di abbonamento, che un serio ostacolo alla fruizione degli articoli del noto quotidiano di New York.

A partire da oggi tuttavia “le scappatoie saranno chiuse”:http://nymag.com/daily/intelligencer/2013/02/new-york-times-closes-url-paywall-loophole.html, il metodo per fruire dei contenuti modificando semplicemente l’url della pagina non è più praticabile; la scappatoia prima derisa dai più tecnologici come un sintomo di poca consapevolezza tecnologica, è stata invece sempre più considerata dagli addetti ai lavoro (e confermata dallo stesso Times) come un metodo per non perdere milioni di lettori occasionali sul sito e pagine viste per la pubblicità.

La decisione di stringere le maglie del paywall giunge in un momento cruciale in cui gli azionisti del Nyt chiedono che l’attuale base di abbonamenti digitali (640 mila) venga aumentata.
All’alba del 2013 ormai la parola paywall non è più un tabù per la stampa sul Web, quasi tutti i giornali lo stanno adottando, anche in Italia dove “recentemente è stato introdotto sul nuovo sito de Il Sole 24 Ore”:https://www.draft.it/cms/Contenuti/il-sole-24-ore-un-soft-paywall-per-il-2013.

Fonte: “NYMag”:http://nymag.com/daily/intelligencer/2013/02/new-york-times-closes-url-paywall-loophole.html

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