Il museo dove la ceramica diventa opera d’arte scultorea contemporanea

Sedia elettrica con farfalle

Il Museo Bertozzi & Casoni è stato inaugurato a Sassuolo lo scorso mese di dicembre; un’area espositiva che raccoglie una collezione di opere, anche di grande dimensione, di Bertozzi e Casoni, due artisti di fama internazionale che hanno sempre utilizzato la ceramica come mezzo espressivo a fini scultorei. La collezione è ospitata nel piano terra della Cavallerizza Ducale di Sassuolo.

La Cavellerizza Ducale è stata realizzata fra il 1781 e il 1788 su volere del duca Ercole Rinaldo III per rimediare alle carenze di stalle e di alloggi per i Dragoni Ducali che seguivano la Corte Estense nel trasferimento alla reggia di Sassuolo. Questo edificio, che nel passato faceva parte della “Delizia Estense” insieme al Palazzo Ducale di Sassuolo, oggi ospita questo museo dedicato alla ceramica nell’arte contemporanea.

L’area museale pone in mostra le opere più celebri che sono state esposte a livello internazionale, tra cui la Tate Liverpool, lo Sperone Westwater di New York, il Castello Sforzesco di Milano, la Biennale di Venezia, a Palazzo Te di Mantova e all’Expo 2015 di Milano.

Madonna scheletrita

Gli artisti Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni sono originari di Imola e hanno una formazione artistica di rilievo, dalla scuola faentina all’accademia di Belle Arti di Bologna. I loro interessi si sono indirizzati verso un dialogo con la grande tradizione dell’arte coltivando una originaria vocazione per la sperimentazione in campo scultoreo e vedendo nella ceramica una possibilità per una scultura dipinta.Tra surrealismo compositivo e iperrealismo formale, Bertozzi & Casoni indagano da anni i rifiuti della società contemporanea, non escludendo quelli culturali e artistici, in una messa in scena in cui contribuiscono immaginazione fantastica e precise tecniche, figurazione e astrazione, storia e contemporaneità, degrado e bellezza.

Un’esposizione originale e unica nel suo genere, a tratti surreale per la sua capacità di aver messo in scena oggetti e animali che sembrerebbero reali, vivi, tanto è la maestria in ogni singolo dettaglio. Un’occasione da non perdere per capire come un materiale come la ceramica, a noi così vicino nella vita di tutti i giorni, si possa trasformare in un’opera d’arte contemporanea, all’interno di un edificio che ricorda i fasti di tempi lontani e sublime esempio d’architettura italiana del XVIII secolo.

Il Museo Bertozzi & Casoni nasce da un’idea di Franco Stefani, Presidente del Gruppo System di Fiorano Modenese, azienda leader mondiale nelle automazioni industriali per il settore ceramico: “L’esplorazione, l’analisi e lo studio dei processi sono sempre stati alla base del mio ragionamento scientifico volto ad una esplorazione artistica verso forme diverse di pensiero. La scienza e l’arte sono sempre state legate tra di loro da valori universali. Leon Battista Alberti, Leonardo da Vinci e Piero della Francesca non erano solo artisti, ma anche illustri ed autorevoli scienziati.

Nel Rinascimento la realizzazione di un’opera d’arte era l’espressione complessa di scienza e di cultura artistica, dove gli oggetti, le proporzioni e i punti di vista venivano calcolati secondo i canoni dell’artista, che erano quegli stessi canoni riconosciuti dalle avanguardie scientifiche di quei tempi. L’arte come la scienza hanno sempre mutato linguaggi e tecniche nel corso della storia.

Quella capacità d’innovazione e di perfezionamento rinascimentale la possiamo ritrovare nei processi, che il nostro Gruppo ha creato in oltre 45 anni di attività, dando vita ad automazioni industriali uniche al mondo. Allo stesso modo, le opere di Bertozzi & Casoni hanno saputo portare la ceramica nel mondo dell’arte contemporanea, utilizzando tecniche che richiedono maestria e tecnologie innovative”.

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