Il futuro dell'editoria si gioca sugli ebook e sui tablet

Cambiano a livello internazionale i comportamenti di lettura dei libri digitali. Cresce, infatti, e in modo significativo, la preferenza per i cosiddetti device multi-funzione, tablet e smartphone, che passano dal 13% dello scorso anno al 24% del maggio 2012. In America un acquirente di libri digitali su quattro insomma sceglie in primis il tablet per leggersi gli e-book.
La tendenza sembra investire, anche se con dinamiche un po’ diverse, pure l’Italia se si considera che, in base ai dati Assinform 2012, il Global Digital Market vede in crescita tablet (+124,8%), smartphone (+33,6%), contenuti digitali (+5,8%) e vede un’impennata di e-reader (+718,8%).

Sono questi solo i primi indicatori di scenario, basati sui comportamenti di lettura e acquisto dei consumatori statunitensi, che Angela Bole del Book Industry Study Group americano (BISG) ha presentato a Editech 2012 (hashtag #editech), la Giornata internazionale di studio e approfondimento organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) per far conoscere agli operatori, ancor prima che al grande pubblico, le tendenze in atto e le prospettive nell’ambito dell’innovazione tecnologica nel settore editoriale.

L’incontro ha inoltre dimostrato come sia Milano la capitale degli ebook italiani: circa una casa editrice di ebook su tre si trova infatti in Lombardia. Nella regione ha sede il 20,1% delle case editrici attive in Italia, ma ben il 32,5% di quelle di ebook (nel Lazio – per un confronto – sono il 17,6%, in Piemonte il 9,1%, in Toscana il 7,3%).

È quanto emrso da uno studio dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE), approfondito oggi a Editech 2012.
Editech ha fornito una fotografia aggiornata, a livello internazionale e nazionale, sull’impatto che le tecnologie possono avere per le case editrici, non solo in base a come cambiano i comportamenti di acquisto e di lettura dei consumatori, ma anche i mutamenti in atto nei processi produttivi e nel mercato dell’editoria libraria.
L’edizione 2012 in particolare si concentra su cosa cambia e cosa resta nel lavoro dell’editore, oggi impegnato tra pagine di carta, schermi digitali e contenuti cloud.

Il programma dell’evento oltre a vedere l’apertura col saluto del presidente di AIE Marco Polillo e dell’assessore all’Istruzione, Formazione e Cultura della Regione Lombardia Valentina Aprea, si ha visto gli interventi focalizzarsi sullo scenario internazionale e sulle possibili ricadute in Italia con Michael Healy del Copyright Clearance Centre e di Angela Bole del BISG – Book Industry Study Group.

Spazio poi alle nuove forme di libro digitale e ai nuovi testi, cosiddetti fluidi, multi-device e multi–piattaforma (ne hanno parlato Ana Maria Allessi di HarperMedia, James Atlas per Amazon Publishing e Craig Mod di Pre/Post Book), a come si progettano i prodotti-libro al tempo dell’agile publishing (con il contributo, tra gli altri, di Kristen McLean di Bookigee, Luc Audrain per Hachette), e a come ripensare il marketing per i prodotti digitali (con Hermes Piqué di Robotmedia).
Ma soprattutto spazio al ruolo dell’editore: in tempo di disintermediazione, di self publishing, di agile publishing, chi è quindi e cosa fa l’editore? Ne hanno discusso Riccardo Cavallero di Mondadori, Massimo Turchetta di Rcs Libri, Stephanie Duncan di Bloomsbury e Michael Mabe – STM Association.

Domani – 22 giugno – l’evento proseguirà con due seminari, organizzati da AIE in collaborazione con il TOC (Tools of Change for Publishing) sulle potenzialità dell’HTML5 e dell’EPUB 3 (dalle 9,30 nella sede AIE di Milano) e sui libri digitali di qualità (Fondazione Mondadori, Milano).