Il Corriere della Sera cambia font

Uno dei principali quotidiani italiani ovvero Il Corriere della Sera si è presentato ieri in edicola con una piccola ma, allo stesso tempo importante novità: l’introduzione di due nuovi caratteri appositamente creati per il giornale.
“Brera” e “Solferino” danno quindi nuova vita al lettering del quotidiano Milanese, dove il primo si incarica di stilizzare le aperture della pagine, mentre il secondo sarà interamente dedicato ai titoli.

Novità presentate dall’art director Gianluigi Nicolini che ha commentato in un suo articolo in questo modo la novità: “Da oggi, il Corriere della Sera cambia un elemento della sua tradizionale veste grafica: i caratteri dei titoli. Un giornale è fatto di immagini, di segni, ma soprattutto di parole. E quindi, di lettering, di disegno tipografico: la scrittura di queste parole rappresenta la prima identità di qualsiasi quotidiano, una sorta di rassicurante spazio della mente nel quale specchiarsi e ritrovarsi giorno dopo giorno.” – continua poi lo stesso Nicolini – “Questo breve articolo (come quelli di tutto il giornale) è titolato con una nuova font aggraziata (porta il nome di Solferino) disegnata esclusivamente per il Corriere dallo studio Left LoftMolotro e coordinata dallo staff grafico del nostro giornale. Ad essa, si aggiunge il Brera, della famiglia dei bastoni: forse, qualcuno di voi, leggendo oggi il giornale avrà percepito una sensazione di diversità, forse di maggior eleganza, di pulizia, interrogandosi in che cosa consistesse il cambiamento. Se è così, il nostro obiettivo è stato raggiunto.”

Pensionato l’Helvetica, da oggi vedremo quindi il Solferino Display accompagnare nelle pagine il già utilizzato Solferino Text, affiancato come già anticipato dal Brera; e riprendendo una frase (veramente bella) di Nicolini, aspettiamo i vostri commenti: “In questo, la grafica (come strumento per migliorare la qualità di lettura) è da sempre un elemento fondamentale in ogni ambito editoriale e ancor più nel sistema complesso della «fabbrica del presente»: il graphic design non si ferma ad essere elaborazione di forma estetica fine a se stessa, ma è contenuto, pensiero, scrittura, strumento per aiutare a vedere, a intercettare un sentire collettivo, a comprendere e visualizzare meglio la realtà. In una parola: cultura”.