Ikea abbandona 50 anni di Futura e Century Schoolbook

Si sa, l’idea grafica oltre al fine prefissato di raggiungere un obiettivo è anche questione di gusti, talvolta i designer ci mettono troppa eccentricità ed in altre occasioni troppo poca.
Tuttavia nell’osservare l’immagine qui sopra, si capisce subito come il libro più stampato al mondo dopo la Bibbia, abbia deciso di cambiare rotta. Il famoso catalogo IKEA che quest’anno stamperà in Italia, Singapore e Malesia su italianissime carte Burgo, vide i natali nel 1951, rappresentando un costante invito a visitare i magazzini e una continua fonte di informazione sui prodotti; l’edizione 2010 è stata prodotta in 56 edizioni e 27 lingue per 38 paesi diversi.

Secondo in magazine svedese CAP&DESIGN questa internazionalizzazione ha portato il reparto grafico del noto “mobiliere” a rivedere l’utilizzo di 50 anni di font che ne hanno caratterizzato ogni materiale stampato e di punto vendita realizzato.
A quanto pare, o meglio, a quanto si vede l’ormai variante del Futura/Century Schoolbook denominata Ikea Sans è stata abbandonata per avvicinare ogni nazione e regione mondiale con uno stesso carattere; per uniformare sia carta che web, il tutto con un banalissimo Verdana.

Sulla scena mondiale subito sono scattati i dissensi tanto da far giungere alla alla stampa classica le lamentele della comunità grafica.

Su questa scelta non ci sono ulteriori spiegazioni, ma così come aprivo l’articolo: certe volte il grafico ci mette troppa farina del suo sacco.