Griglie grafiche, il punto di partenza per ogni grafico

La porta d’ingresso alla progettazione grafica è la griglia compositiva, in gergo detta “gabbia” è lo strumento di progetto più usato dai professionisti della comunicazione visiva. Senza correre il rischio di rimanere intrappolati.
Uno dei momenti più critici di un progetto di comunicazione è sicuramente l’inizio, quando il foglio di carta, immacolato, ti guarda con aria di sfida e quasi ipnotico, ti svuota la mente.
Più di un artista è caduto in profonda crisi esistenziale di fronte alla soglia di silenzio della tela vergine, e nemmeno al ben più cinico grafico è risparmiato il leggero senso di smarrimento e d’angoscia che accompagna l’inizio di un nuovo progetto.
Di fronte a tanta responsabilità, è normale che anche il creativo più azzardato cerchi rapidamente un riferimento certo, una guida che possa condurlo con decisione verso un progetto efficace e attraente. Questa guida è la gabbia compositiva. Uno strumento potente, attraverso il quale è possibile dare omogeneità agli elementi – immagini, titoli, testi e didascalie – che intervengono nell’oggetto comunicativo, sia esso composto di pagine a stampa o di schermate video.

La gabbia armonica – In sé, una gabbia non è altro che la suddivisione armonica di una superficie in colonne, spazi e margini, allo scopo di creare equilibrio e di conferire unità strutturale alla composizione attraverso il controllo dello spazio visivo. Una gabbia ben progettata è il risultato di un’attività che valuta le forze di attrazione e repulsione ottica di ogni elemento con i restanti, che relaziona ogni oggetto con i margini e ogni figura con lo sfondo.

Fare design grafico quindi non significa semplicemente produrre immagini di qualità. Un progetto graficamente interessante, spesso visualmente attraente, non si fonda solo sulla bellezza delle immagini ma anche sugli effetti dinamici ottenuti organizzando con cura pieni e vuoti, blocchi di testo e titoli, elementi grafici e immagini.
Una griglia ci aiuterà guidando l’attenzione dell’utente, organizzando la disposizione di pieni e vuoti (il famoso horror vacui), garantendo pulizia e coerenza attraverso gli allineamenti e la definizione dei formati dimensionali ma rimarrà leggera, nascosta e invisibile. Per questo è così preziosa e fondamentale per un progetto di qualità.

Siamo ormai quasi giunti alla fine del processo. Si tratta ora di inserire gli elementi grafici e i campi di testo definitivi. Finalmente adesso, guardando la pagina, dovremmo sentire un fiero senso di soddisfazione. Dovremmo. Altrimenti vi consiglio un ottimo libro di Luciene Roberts dal titolo Griglie grafiche. Soluzioni creative per il design. ed edito da Logos.



Questo volume di immediata consultazione fornisce ai grafici di qualsiasi livello l’ispirazione le nozioni tecniche per creare impaginati di grande efficacia.


Tutti gli esempi di design presi in esame mostrano la sovrastampa delle griglie sottostanti, mentre didascalie dettagliate illustrano come i designer abbiano utilizzato la griglia per strutturare i vari elementi e aggiungere dinamicità, flessibilità o impatto visivo al loro lavoro.


Ricco di consigli su modi diversi e originali di utilizzare lo spazio, i caratteri tipografici e le immagini, questo libro approfondisce anche idee innovative riguardo agli strumenti di navigazione dei testi e alla grafica informativa. Le descrizioni dettagliate corredate da indicazioni sulle caratteristiche e le misure delle griglie permettono ai designer di applicare, adattare e rifinire gli elementi mostrati per creare layout unici e dinamici.

originariamente pubblicato l’11 luglio 2012

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