Grafici Editoriali vicini al nuovo contratto

Contratto Designer

Una trattativa aperta da anni si può dire, dato che il contratto dei Grafici Editoriali Industria è ormai scaduto dal 2015. Anni in cui si sono portate avanti discussioni e strattative che, da voci di corridoio, si dovrebbero concludere nella seconda settimana di febbraio 2019 con la sottoscrizione del nuovo CCNL da parte delle organizzazioni sindacali e datoriali.

Durante la discussione, ad oggi ancora in corso, si è rilevato che nel settore – pur con qualche eccezione – permane uno stato di difficoltà, con indici fortemente negativi sia nella raccolta pubblicitaria che nei fatturati, sostanzialmente con segnali di ripresa ancora troppo deboli.
Tant’è che i sindacati più di una volta hanno esplicitato le richieste della delegazione imprenditoriale sul tavolo dal 2013 e inscindibili dalla trattativa per una positiva definizione del rinnovo del contratto.

In particolare la discussione si è articolata su diversi ma specifici punti, che sono:

  • Adeguamento della tredicesima mensilità a tutti gli altri CCNL del settore industria, con riduzione da 200 ore a 173 ore (per gli impiegati da 30/26mi a 26/26mi), con trasformazione della differenza in altra forma;

  • Ridefinizione della Parte Sesta CCNL;

  • Adeguamento dell’orario di lavoro al CCNL Cartario-Cartotecnico Industria per il solo terzo turno notturno passando dalle attuali 36 ore alle 40 ore (40 40 40), con restituzione di 104 ore di ROL;

  • Ridefinizione delle modalità di fruizione del monte ore ROL per i lavoratori giornalieri (non turnisti);

  • Parte specifica per il settore editoriale, con classificazioni e parametrizzazione dedicata;

  • Adeguamento di tutte le parti normative non in linea con l’attuale quadro legislativo.

Un negoziato complesso con posizioni che ancor oggi non trovano il pieno consenso all’interno delle delegazioni sindacali; le Segreterie Nazionali hanno però concordato sulla necessità di coinvolgere le istituzioni nella costruzione di un Piano Industriale nazionale di settore per accompagnare la fase ininterrotta di profonda trasformazione del sistema della comunicazione, e, per tale motivo, hanno auspicato la concretizzazione dell’altro punto previsto dal precedente Accordo ponte, CCNL del 2014, ovvero la realizzazione degli stati generali dell’editoria, ricercando anche dal sistema politico risposte a tutta una serie di problemi ormai strutturali.