Gli stipendi “creativi” reali in Italia: la guida di Crebs

Crebs, che da oltre 4 anni aiuta migliaia di aziende – dalle grandi imprese internazionali alle startup più innovative, a trovare i migliori profili specializzati, ha pensato di realizzare una guida agli stipendi nel settore Creativo e Tech, la prima in Italia: per mettere a disposizione un nuovo metro di giudizio e di valutazione, più trasparenza e informazione, cioè la base necessaria per una mediazione il più possibile corretta e costruttiva tra impresa virtuosa e riconoscimento delle competenze e della dignità del lavoratore.

I dati della guida sono estratti da un sondaggio promosso da Crebs, svolto in forma anonima tra i professionisti del settore. I risultati della statistica, che verranno periodicamente monitorati e aggiornati sulla base delle risposte degli utenti, sono ancora parziali e puramente indicativi. Ma partendo da questi dati, e intersecandoli con altri, gli utenti possono ricavare una media significativa, ed eventualmente utilizzarla, se professionisti, per negoziare il proprio stipendio, o, nel caso di un’azienda, per confrontarsi con nuove figure professionali.

Ma il sondaggio non sarà l’unico strumento messo a disposizione degli utenti di Crebs. La guida ai salari sarà accompagnata anche da una piccola “enciclopedia” sottoposta ad una periodica elaborazione, una via di mezzo tra un bignamino e un tentativo di “dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers” destinato a fare chiarezza sui molti profili professionali attivi nell’ambito creative & tech.

Giusto per iniziare, questi sono gli stipendi di un Graphic Designer in Italia:

stipendidesigner

2 commenti

  1. Quindi dovrei guadagnare dai 25mila in su all’anno? Magari ne guadagno 14mila dopo 11 anni di lavoro ricoprendo responsabilità importanti. Giusto per metterci la ciliegina ho un contratto a progetto. I miei amici che lavorano in fabbrica ad avvitare bulloni e battere ferro guadagnano molto più di me ed hanno un posto fisso da anni. Se sono stati assunti da poco sono già con un indeterminato in mano. Aggiungo che alcune persone che conosco nel settore grafico hanno ricevuto trattamenti mensili indegni dopo anni di esperienza. Stipendi non pagati, mobbing sul lavoro e straordinari mai più retribuiti. Sabati e domeniche regalate. In questo settore manca un ente che certifichi la professionalità del graphic designer e che tuteli i nostri diritti. L’aiap ad esempio dovrebbe fare di più ed essere più forte e garantire una sorte di tutela del lavoratore. Come succede in alcuni settori. Invece ci troviamo con grafici raccomandati che progettano cose immonde che però hanno un lavoro perché raccomandati, persone qualificate con esperienza dove l’unica cosa che viene proposta è uno stage dopo anni nel settore. Dico le cose sbagliate? Oppure è successo anche a voi così? È un lavoro che non è come la cassiera del supermercato ma ti nasce da dentro e sviluppi al meglio il tuo talento. È un lavoro che devi avere conoscenze dell’estetica, del gusto, dello studio del prodotto, dell’essere sempre aggiornato e sul pezzo, di avere una capacità di dialettica e di saper proporre una grafica di tendenza ma anticipare qualcosa di nuovo conoscendo il cliente. Tutto questo racchiuso in stipendi da fame e stage pagati una miseria.

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