Focus: verso la chiusura di 8 riviste

Sabato scorso 120 dipendenti della Gruner+ Jahr Mondadori hanno protestato davanti al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano per la decisione della società di chiudere 8 riviste, con il relativo licenziamento di 60 professionisti.

Sabato scorso 120 dipendenti della Gruner+ Jahr Mondadori, gruppo editoriale nato dalla joint venture tra Mondadori e il ramo Gruner+Jahr dell’editore tedesco Bertelsmannh, si sono dati appuntamento davanti al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano per un sit-in di protesta.
I giornalisti ed i grafici editoriali hanno portato all’attenzione della cittadinanza la decisione dell’editore di *chiudere 8 testate* (Focus Extra, Focus Domande e Risposte, Focus Brain Trainer, Wars, Biografie, Jack, Geo e l’appena nata Focus Wild), con il *licenziamento di 60 professionisti* (36 giornalisti e 24 tra poligrafici e amministrativi), metà esatta dei dipendenti della Gruner+ Jahr Mondadori.

Di seguito vi riportiamo il comunicato diffuso dal CDR:

_Dopo anni di guadagni netti (ebit) di milioni e milioni di euro (il 2011 si è chiuso in positivo di 4 milioni) e con una previsione per il 2012 di andare per la prima volta in pari (ebit a 0) dal 1990, la GRUNER+JAHR/MONDADORI (joint venture al 50% tra Mondadori e i tedeschi di Gruner+Jahr – Gruppo Bertelsmann) ha presentato un piano di ristrutturazione che prevede la chiusura di 8 riviste: *Focus* Extra, Focus Domande e Risposte, Focus Brain Trainer, Wars, Biografie, Jack, Geo e Focus Wild (quest’ultima, appena lanciata, avrebbe una perdita presunta di soli 12 mila euro)._
_Il piano si traduce nel taglio di 60 posti di lavoro su 120: 36 giornalisti e 24 grafici editoriali. Tutto questo accompagnato da una strategia di rilancio della casa editrice, contenuta in una paginetta del piano di ristrutturazione consegnato al CDR, basata essenzialmente su 3 vaghe linee guida: rafforzare il marchio Focus, introdurre un nuovo sistema editoriale in grado di produrre versioni multimediali delle riviste per i nativi digitali e sviluppare la diversificazione dei nostri marchi. Ad esempio, progetti di e-commerce che prevedono la vendita di cofanetti per le neo mamme._
_In sostanza, per finanziare questo “ambizioso” progetto si tagliano 60 posti di lavoro, dichiarando la chiusura di 8 riviste in modo tale da impedire da subito qualsiasi possibilità di ricollocamento. Secondo le prime valutazioni della Federazione Nazionale della Stampa, si tratterebbe dello “squillo di tromba” per dare inizio a un pesantissimo piano di ristrutturazioni che potrebbe riguardare altre case editrici._

_Noi giornalisti della G+J/Mondadori, in ogni caso, riteniamo questa operazione inaccettabile, ingiusta e non motivata economicamente. Nelle prossime settimane ci batteremo con ogni mezzo a nostra disposizione per evitare questa macelleria sociale e “invitiamo alla mobilitazione gli altri giornalisti”:https://www.facebook.com/groups/189017477890183/, i colleghi grafici editoriali, i lettori e tutte la persone della società civile sensibili al futuro dell’informazione._

Potete seguire la vicenda sul “Gruppo di Facebook gli Esuberanti”:https://www.facebook.com/groups/189017477890183/

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