Fano si è fatta il Brand, eccolo

Dopo un lungo lavoro di ricerca e progettazione la Città di Fano si è così proiettata nel suo nuovo futuro. Il riassunto della città, la sua identità più profonda, il suo essere antica e moderna, i suoi valori, la sua vocazione, da oggi si coniugano nel segno della nuova comunicazione e visione della città riassunti nel nuovo City Brand.  Attraverso questa scelta la città si pone all’avanguardia nella ricerca del suo posizionamento nel mercato, guarda con fare determinante all’economia dell’oggi e del domani e spinge i suoi asset strategici quali la cultura, l’ambiente, la politica, l’imprenditoria e tutti i fattori che generano e governano lo sviluppo, verso la sfida più importante: far crescere e consolidare la sua promessa di valori e garanzie.

Oggi più che mai le città hanno il dovere di rispondere alle esigenze dei cittadini, dei visitatori, dei turisti, delle imprese e al tessuto sociale e produttivo di cui sono composte.

Qualità dei servizi, vivibilità degli spazi, offerta culturale, accoglienza qualificata, opportunità di crescita e adeguate infrastrutture sono condizioni imprescindibili per lo sviluppo e la crescita di una città.

Partendo da questi presupposti la Città di Fano ha posto in essere un progetto di rafforzamento e riposizionamento della propria identità: passato, presente e proiezione verso il futuro. Tutto questo è racchiuso nella vision e nella nuova strategia di sviluppo rappresentate dal City Brand – marchio – e dal City Branding – strategia e posizionamento del marchio.

Fano è conosciuta come la Città di Vitruvio, la Città del Carnevale più antico d’Italia, la Città dei bambini e delle bambine ed è, altresì, la Città delle eccellenze enogastronomiche, del mare, del verde e di quell’operosità che rende unici i marchigiani e le Marche. Il suo City Brand racconta queste eccellenze, le riassume, le declina in immagini immediate, e si pone a conferma di ciò che la città racchiude e può offrire nei vari ambiti.

La sfida raccolta da Fano racconta di come oggi le città siano cambiate, non siano più roccaforti chiuse in se stesse, ma piazze aperte al passaggio continuo di idee e movimenti. Idee e movimenti che rappresentano il nuovo, ciò che il mondo contemporaneo chiede e da cui non è possibile sottrarsi. E per accogliere il nuovo, Fano ha realizzato il proprio percorso di “brandizzazione”: che è un trend di crescita nel quale la maggior parte delle città saranno coinvolte nell’immediato futuro.

Le città debbono avere un tema, un filo conduttore, un concetto o un simbolo che le faccia ricordare e che le identifichi, vi sono dei “City Brand” storici ed eccellenti che sono sinonimi stessi delle città come “la Città Eterna” per Roma, la “Ville Lumière” per Parigi, la “Città Santa” per Gerusalemme.

Farsi ricordare tramite un “logo” o un “concept”, farsi riconoscere attraverso una summa di azioni e di elementi di specificità. Così Fano si farà riconoscere come “la Città di Vitruvio” e immediatamente il pensiero riconduce all’architettura romana che la caratterizza; “la Città del Carnevale” per conoscere il lato ludico più antico – e dolce – del luogo; “la Città dei bambini e delle bambine”, un’impronta sociale unica che già dal motto del Consiglio Comunale dei bambini, quel “caspita ci stanno a sentire”, racconta di come vivono i bambini di Fano la propria città: con un senso di compiutezza che va incontro alle esigenze dei piccoli, anche dei piccoli ospiti della città.

Se guardiamo al passato – che è ancora l’oggi nella maggioranza dei casi – vediamo come gli stemmi cittadini siano molto difficili da ricordare, siano sempre composti da elementi molto simili e si riferiscano ad un passato piuttosto remoto, spesso risalente al Medioevo o a decine di secoli addietro e ad una condizione feudale.

Gli antichi stemmi recavano in sé i motti dei feudatari, ad esempio quello di Fano è “EX CONCORDIA FELICITAS” (dalla concordia derivano benessere e felicità) e risale a 14 secoli addietro. Certamente il passato è patrimonio e non può essere cancellato ma ha bisogno di una nuova veste: così nel nuovo City Brand si trova anche la declinazione dell’antico stemma abbinato al nuovo progetto di immagine.

Come si applicano e dove si applicano il City Brand e il City Branding è la domanda immediata di fronte ad un argomento ancora oggi non molto conosciuto o diffuso. La risposta è logica: le città in questo presente volto al futuro sono divenute “prodotti”, per esse vengono studiati programmi di marketing territoriale, progetti di sviluppo e di promozione. Ogni città, che sia consapevole o meno, risponde al criterio basilare del mercato: la risposta fra la domanda e l’offerta. Così i territori, le città, le regioni, le nazioni stesse, in un macroscopico gioco che lega storia, cultura, turismo e business, si affacciano sui loro mercati come prodotti e come tali hanno bisogno di un marchio che crei garanzia di valori e sappia farsi ricordare.

Detto ciò è facile immaginare il percorso di un City Brand e l’applicazione dello stesso, che risponde a tutte le logiche che un marchio richiede. Soprattutto non può disattendere le sue promesse. Il percorso specifico del City Brand di Fano, e del suo progetto, che ha richiesto ben due anni di lavoro, rivela le risposte che la città ha voluto dare agli interrogativi più importanti: come comunicare le proprie unicità, come distinguersi rispetto ai competitors.

Il City Brand di Fano è stato realizzato dai Designer Andrea Zaccone e Luca Guerra che hanno realizzato un lettering esclusivo. Le lettere che compongono il nome di Fano sono rappresentate diversamente, sia per ciò che concerne il colore sia la forma. La “F” viene sempre rappresentata in colore unico, mentre la “A”, la “N” e la “O” sono tagliate orizzontalmente e sono sempre bicolori. In particolare la “N”, che si apre al centro del marchio, riprende in maniera riconoscibile la forma dell’Arco di Augusto, la principale porta d’accesso all’antica città di Fano, situata nel punto in cui la via Flaminia si andava a sovrapporre al decumano massimo della città. Monumento realizzato nel 9 d.C. L’Arco di Augusto, architettonicamente diviso in un fornice centrale e due minori, si ripete con eleganza e grazia nel segno grafico che abbina l’apertura della “N” centrale di Fano con l’apice della “A” e della “O” finale, così il City Brand è un’immagine grafica del tutto nuova del monumento per eccellenza della storia della città.

L’Arco, elemento simbolico centrale di apertura e accoglienza nella storia della città, rimane centrale nel City Brand e proietta, ancora una volta, i suoi valori di apertura al mondo e di accurata accoglienza. Il Project Manager incaricato, Sandro Giorgetti, unitamente al Servizio Cultura e Turismo di Fano, con la supervisione dell’Assessore Stefano Marchegiani, ha portato a termine il progetto e individuato gli elementi di unicità che raccontano Fano: città di Vitruvio, città del Carnevale, Città dei bambini e delle bambine, elementi di racconto che sono diventati i pay-off (n.d.r. frase breve, sintetica ed efficace che si accompagna ad un marchio) del City Brand.

Nella direzione di nuova alfabetizzazione della società, soprattutto negli ambiti più che sviluppati del web, dove si consuma quasi per intero il mercato di un asset strategico come quello del turismo, non si può prescindere dal farsi riconoscere, e ricordare, e per essere competitivi occorre avere un Brand che sia fortemente riconoscibile. Questo è ciò che ha fatto la Città di Fano: creare il proprio Brand per poterlo posizionare. Anche perché tutti quegli algoritmi che muovono oggi la mole di utenti attivi nei social network, sui quali si è imposta una debita attenzione da parte dei comunicatori, premia quanti si fanno riconoscere.

Non da ultimo, il City Brand ha risolto il problema annoso costituito dall’infinita babele creata dall’uso non disciplinato dell’immagine della Città, col risultato, certamente non costruttivo, di polverizzare e disperdere ogni messaggio.