Exor compra il controllo di Gedi per 102 milioni Exor, "la cassaforte" della famiglia italiana Agnelli ha siglato con la Cir della famiglia De Benedetti l'accordo per rilevare il 43,78% del Gruppo Gedi.

Gedi

Con una capitalizzazione di quasi 24 miliardi di dollari, Exor porterà a termine l’operazione di acquisizione al prezzo di 0,46 euro per azione, superiore al valore della chiusura di borsa del titolo Gedi di venerdì 29 novembre (0,28 euro), per un prezzo complessivo di 102,4 milioni di euro.

All’esito del closing, Exor, che per l’operazione farà impiego di mezzi propri, avvierà per il tramite di una società per azioni di nuova costituzione un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria (“OPA”) sulle azioni Gedi non già detenute. L’operazione sarà subordinata al rilascio delle necessarie autorizzazione da parti delle autorità antitrust, incluse la Commissione europea e l’AgCom. La nota diffusa dai due gruppi fa sapere che si attende l’effettiva chiusura dell’operazione “entro il primo quadrimestre del 2020”.

«Dopo quasi 30 anni durante i quali siamo stati azionisti di controllo della Società, desidero esprimere il più vivo ringraziamento a tutte le donne e gli uomini che hanno condiviso questo lungo percorso, che ha visto il gruppo contraddistinguersi sempre per la qualità del proprio giornalismo, per la capacità di innovazione e per la lungimiranza ed efficacia della gestione, che gli hanno consentito di divenire il primo editore di quotidiani in Italia, il leader nell’informazione digitale, uno dei più importanti editori nel settore radiofonico e di affrontare con capacità di anticipazione e incisività la lunga crisi del settore. Passiamo il testimone ad un azionista di primissimo livello, che da più di due anni partecipa alla vita della Società, che conosce l’editoria e le sue sfide, che in essa ha già investito in anni recenti e che anche grazie alla propria proiezione internazionale saprà sostenere il gruppo nel processo di trasformazione digitale in cui esso, come tutto il settore, è immerso». ha affertamto il Presidente di CIR, Rodolfo De Benedetti

Il Presidente e Amministratore Delegato di EXOR, John Elkann, ha dichiarato invece come con “questa operazione ci impegniamo in un progetto imprenditoriale rigoroso, per accompagnare GEDI ad affrontare le sfide del futuro. Oltre a portare l’esperienza maturata nel settore, anche a livello internazionale, EXOR assicurerà la stabilità necessaria per accelerare le trasformazioni sul piano tecnologico e organizzativo. Siamo convinti che il giornalismo di qualità ha un grande futuro, se saprà coniugare autorevolezza, professionalità e indipendenza con le esigenze dei lettori, di oggi e di domani”.

L’Assemblea dei giornalisti di Repubblica riunita ieri ha approvato questa mozione: “I giornalisti di Repubblica si impegnano a difendere i valori, la storia e l’identità del giornale, sia durante sia dopo il perfezionamento del nuovo assetto proprietario. Accolgono e sostengono la volontà espressa dal Direttore, Carlo Verdelli, di farsi garante di questi valori insieme alla Redazione. Inoltre ribadiscono, sin da ora, che riterranno irricevibile qualsiasi ulteriore intervento sul costo del lavoro e sui livelli occupazionali, così come eventuali modifiche al perimetro di Repubblica”.

Con la cessione di GEDI passeranno di mano non solo La Repubblica, ma anche l’Huffington Post Italia, Business Insider e Mashable, così come i quotidiani locali come Il Tirreno, Il Messaggero Veneto, La Gazzetta di Modena, ed i periodici come L’Espresso, le Scienze; le Radio come Deejay, Capital e M2O.

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