Da qui al 2020 come cambierà la comunicazione nei negozi?

La maggioranza dei rivenditori italiani si aspetta un incremento del numero annuo di campagne cartacee in negozio, mentre per il 44% saranno la pubblicità elettronica e il digital signage a crescere.

Il nuovo rapporto realizzato da Epson e pubblicato stamane, illustra i risultati dell’indagine 20|20 Vision in relazione all’attuale utilizzo del materiale stampato o del digital signage per la comunicazione nel settore della vendita al dettaglio e alle previsioni di utilizzo da oggi all’anno 2020.
A questa approfondita ricerca hanno preso parte 500 responsabili marketing e marchi di Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. I risultati presentati offrono importanti spunti di riflessione sulle attività di promozione previste nei punti vendita nei prossimi sette anni, nonché sulle grandi sfide e opportunità che i fornitori di materiale promozionale di comunicazione sul punto vendita dovranno affrontare.

Il mercato europeo e italiano in particolare, del materiale promozionale e di comunicazione destinato ai punti vendita,si appresta a vivere una trasformazione radicale.I volumi richiesti per ogni singola campagna aumenteranno, la durata media diminuirà e l’orientamento commerciale dei maggiori operatori punterà alla ricerca di maggiori profitti. I sistemi elettronici si integreranno con i supporti stampati per aiutare le aziende ad aumentare le vendite ed a conquistare nuove fasce di pubblico.
Il mercato al consumo è già altamente competitivo e la situazione non cambierà fino al 2020 (se non nella direzione di un’ulteriore intensificazione della concorrenza); ne consegue che la scelta del materiale giusto per i punti vendita si rivelerà fondamentale per mantenere inalterato il successo della propria azienda.

Se da un lato *si prevede un notevole aumento delle risorse assegnate alle iniziative presso i punti vendita*, dall’altro *le aziende pretenderanno una maggiore redditività dai propri investimenti*, tendenza che consentirà di dedicare più attenzione alla scelta del supporto giusto per ciascuna fascia di mercato e di valutare al meglio i risultati di ogni campagna. La volontà di ricondurre all’interno delle aziende una porzione consistente dell’attività di stampa, specialmente in Italia, rispecchia il desiderio di una maggiore flessibilità e rapidità di cambiamento. Nel campo della promozione presso il punto vendita, gli anni che ci separano dal 2020 saranno ricchi di interessanti novità e, a risultare vincente, sarà chi saprà mettere a punto un approccio realmente integrato e concentrarsi su fasce di pubblico ben precise.

I dati della ricerca in sintesi

Dalla ricerca Epson è emerso come la scelta di utilizzare materiale stampato (POP) o *digital signage* per la comunicazione sul punto vendita vari in base alla tipologia di prodotto, alle fasce di popolazione che si desidera raggiungere e agli obiettivi della campagna pubblicitaria.
L’impatto sul cliente, la tipologia di prodotto e le motivazioni all’azione (Call to Action) sono considerati i fattori chiave che favoriscono la scelta di materiali di tipo stampato, mentre l’ubicazione riveste un’importanza meno decisiva. Nella scelta del digital signage, invece, i fattori principali di adozione sono il ridotto spazio occupato e la maggiore adattabilità alle sfide dettate dalla concorrenza.

*In Italia si prevede un sostanziale aumento dei budget destinati al materiale promozionale da qui al 2020*. La crescente concorrenza nel settore determina, da un lato, un aumento del volume e della frequenza delle campagne informative che impiegano materiale promozionale e, dall’altro, una più breve durata delle campagne stesse. Saranno quindi necessarie una maggiore attività promozionale e un’accurata selezione del supporto più adeguato.

Sempre secondo 20|20 Vision di Epson, il materiale POP risulta ad oggi lo strumento più diffuso per la promozione di merce di alta gamma; è inoltre prevista una sostanziale crescita dell’utilizzo di questo genere di materiale nel settore entro i prossimi sette anni. Al contrario, *l’impiego del digital signage per i prodotti di fascia alta subirà un notevole calo*. Per quanto riguarda *il settore dei prodotti generici e di largo consumo*, il digital signage resta uno strumento molto diffuso, mentre per *l’utilizzo di materiale POP si prevede un calo superiore al 50%*.

Le aziende italiane stanno cercando di riportare al loro interno le attività di stampa precedentemente esternalizzate, per disporre della massima flessibilità in uno scenario sempre più competitivo ed esigente; nei prossimi anni è previsto anche un cambiamento nell’utilizzo di materiale POP e digital signage in base ai vari gruppi di età cui ci si rivolge.
Oggi, in Italia, i supporti stampati risultano la scelta più comune per tutti i target di età. Entro il 2020, tuttavia, si prevede che i supporti elettronici si imporranno come il sistema più diffuso per rivolgersi alle fasce di età 18-­25 anni e 41-­65 anni.
Nel panorama dei materiali dedicati ai punti vendita in Italia sono previsti importanti cambiamenti nel prossimo futuro, con una sempre maggiore attenzione alla specifica tipologia e alla fascia di età del cliente. *La capacità di rispondere alle esigenze del cliente, unita a un design e un approccio più flessibile dei materiali, saranno le chiavi del successo che permetteranno di gestire e dimensionare i diversi supporti in base alle concrete necessità*.

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