Covid-19, Fedrigoni conferma continuità operativa ma anche cassa integrazione in alcuni stabilimenti

Gruppo Fedrigoni

Dopo aver incontrato le rappresentanze sindacali per fare il punto sull’andamento del Gruppo Fedrigoni, l’amministratore delegato Marco Nespolo, ha condiviso gli impatti dell’emergenza globale Covid-19 presentando gli interventi che verranno messi in atto nei prossimi mesi.

“Prima che questa pandemia paralizzasse l’economia mondiale – ha dichiarato Nespolo – il Gruppo ha mostrato di aver intrapreso un percorso virtuoso: il 2019 si è chiuso con risultati molto positivi, grazie agli investimenti e al piano di acquisizioni (abbiamo perfezionato a fine anno l’acquisizione del gruppo Ritrama, che ora stiamo integrando con il resto dell’organizzazione), e anche nel primo trimestre 2020 è proseguita la traiettoria di crescita.

A seguito dell’emergenza dovuta al nuovo Coronavirus, il Gruppo ha, ancora una volta, dimostrato la sua solidità, garantendo piena continuità operativa a tutti i clienti nel mondo e tutelando, al contempo, le sue 4.000 persone, grazie all’implementazione delle misure di sicurezza necessarie, all’introduzione di un’assicurazione che tutela contro i rischi del Covid-19 e all’erogazione di incentivi straordinari e premi anticipati a coloro che hanno dovuto lavorare in condizioni disagevoli”.

“Ora Fedrigoni si sta misurando con gli impatti economici della crisi, che stanno portando effetti asimmetrici tra le due divisioni dell’azienda – ha continuato l’amministratore delegato –. Il mondo etichette autoadesive sta proseguendo la sua crescita, con un significativo aumento degli ordini a cui ha fatto fronte espandendo la capacità produttiva.

La divisione carta è quella, invece, più impattata dallo shock di domanda: nonostante una performance migliore rispetto ai concorrenti diretti, nell’ultimo mese ha registrato un calo importante degli ordini e il Gruppo si trova, quindi, costretto a prevedere delle fermate temporanee in alcuni stabilimenti, per adattare la capacità produttiva alla domanda di mercato”. Il piano riguarderà tutti gli stabilimenti che producono carta in Veneto, Trentino, Friuli e Marche – Verona, Arco, Varone, Scurelle, Cordenons, Fabriano, Pioraco e Rocchetta – al momento per alcuni giorni al mese nel periodo aprile e maggio. In segno di solidarietà, il CEO e il top management del Gruppo si ridurranno il compenso del 30% per questi mesi più complessi.

“Negli stabilimenti coinvolti dalle fermate – ha spiegato Nespolo – inviteremo i dipendenti, in primis, a fruire di tutte le ferie e permessi non goduti, per coprire i periodi di chiusura.  Faremo, poi, ricorso alla Cassa Integrazione, che è lo strumento normativo messo a disposizione per l’emergenza Covid19, per salvaguardare anche coloro che non dovessero avere ferie e permessi arretrati a disposizione. Valuteremo, volta per volta, forme di riconoscimento straordinario, per compensare chi sarà maggiormente impattato dalle chiusure”.

Relativamente alla fase 2 dell’emergenza, in attesa che le autorità annuncino le nuove misure richieste alle aziende per garantire la piena sicurezza sui luoghi di lavoro, il Gruppo ha già iniziato a valutare ulteriori precauzioni da introdurre in tutti gli uffici e negli stabilimenti, anche con l’ausilio di specifiche tecnologie. Nel frattempo il Gruppo Fedrigoni prosegue comunque l’ambizioso percorso di crescita e trasformazione avviato, portando avanti tutti gli impegni, le iniziative strategiche e gli investimenti definiti nel nuovo piano industriale 2020-2023.