Colorare fotografie in bianco e nero

Il funzionamento si basa sul deep learning e permette di caricare le proprie fotografie in bianco e nero e di ottenerne in pochi secondi una versione a colori. Il risultato ovviamente non offre garanzie sul fatto che i colori siano quelli originali: lo scopo del programma è di crearne una riproduzione con colori plausibili.

Si chiama Colourise.sg e si tratta di un sito per ottenere riproduzioni a colori di vecchie fotografie in bianco e nero, sviluppato dall’agenzia pubblica GovTech di Singapore.

Il funzionamento si basa sul deep learning e permette di caricare le proprie fotografie in bianco e nero e di ottenerne in pochi secondi una versione a colori.  Il risultato ovviamente non offre garanzie sul fatto che i colori siano quelli originali: lo scopo del programma è di crearne una riproduzione con colori plausibili.

Prima di entrare nel modo con cui questa tecnologia funziona e di come insegnarlo al computer, consideriamo prima di tutto come la colorazione fino ad oggi sia stata fatta da un colorista, umano. La colorazione è un’operazione che richiede molto tempo e molta abilità: per creare una fotografia adeguatamente colorata, un colorista umano esperto deve svolgere due compiti. Il primo è fare ricerche significative sul contesto storico, geografico e culturale della foto per ottenere colori appropriati e secondo, colorare l’immagine in bianco e nero utilizzando strumenti software come Photoshop.

Allo stesso modo un programma informatico deve svolgere i due compiti, anche se in modo leggermente diverso. Un programma deve identificare gli oggetti in una fotografia in bianco e nero e calcolare un colore plausibile per gli oggetti, date le immagini che ha visto in passato e solo infine colorare l’immagine. Ad ogni operazione eseguita il computer impara quale sia il colore più vicino al reale per gli oggetti e le persone. Auto migliorandosi di volta in volta.

Per colorare le immagini gli sviluppatori hanno sviluppato una tecnologia di apprendimento profondo (deep learning) conosciuta come Generative Adversarial Networks (GANs) che comprende una rete neurale – un ‘generatore’ con molti parametri matematici (più di 20 milioni) che cerca di prevedere i valori dei colori a diversi pixel in un’immagine in bianco e nero, in base alle caratteristiche dell’immagine, e una seconda rete neurale – il “discriminatore” – che cerca di identificare se i colori generati sono foto-realistici rispetto all’immagine a colori originale. La spiegazione molto tecnica e più approfondita potete leggerla qui.  Mentre il sito lo potete provare qui.

Colorare fotografie in bianco e nero


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