La storia delle Cartiere Paolo Pigna

La “Storia delle Cartiere Paolo Pigna” è un racconto affascinante che incarna l’essenza della tradizione industriale italiana e testimonia l’evoluzione di un’azienda che ha saputo adattarsi e innovare nel tempo. Fondamentali sono stati i recenti sviluppi, inclusa la decisione di interrompere i rapporti commerciali con le aziende legate a una nota imprenditrice digitale, che segnano un capitolo significativo nella lunga storia dell’azienda.

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La genesi delle Cartiere Paolo Pigna si colloca nel 1839 a Milano, ma è ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, che l’azienda trova la sua sede definitiva, raccogliendo l’eredità di una tradizione cartaria che risale al 1675 con l’antica cartiera Stefanini. Questa premessa storica pone le basi per comprendere la resilienza e la capacità di innovazione che hanno caratterizzato le Cartiere Paolo Pigna.

All’interno dello storico stabile delle Cartiere Pigna è presente una lapide murata da cui si può leggere: opus ex lapide – primum – Alzani auctum – anno 1675 che l’architetto Fornoni interpretò così: “questo opificio è l’ampliamento fatto nel 1675 di un altro già esistente”.

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Nel 1745, invece, da documenti dell’epoca, risultano in tutta la bergamasca ben 14 cartiere. Pochi anni dopo, più precisamente nel 1766, se ne conteranno 10, fino ad arrivare a 8 all’inizio dell’Ottocento di cui 4 erano quelle presenti ad Alzano Lombardo, ovvero la cartiera Stefanini, Clivati (poi Ghisalberti), la Milesi e la Sonzogni.

Nel corso dei decenni, le Cartiere Paolo Pigna non hanno solo prodotto carta ma hanno saputo espandere la loro offerta includendo una vasta gamma di prodotti cartotecnici, come cancelleria, astucci e articoli per l’ufficio, diventando un punto di riferimento nel settore. Il salto produttivo del primo Novecento, con la meccanizzazione e l’espansione dell’azienda, ha segnato un periodo di crescita senza precedenti che ha contribuito allo sviluppo economico della Valle Seriana e di Bergamo.

L’azienda ha sempre avuto una visione lungimirante dando vita ad un ciclo produttivo continuo, oltre che completo, introducendo con grande lungimiranza la produzione di materiale cartotecnico e di cancelleria, che si andava ad affiancare alla semplice carta, mantenendo standard qualitativi di eccellenza.

La cartiera di Alzano venne premiata fin dai primi anni di attività con numerosi attestati e riconoscimenti. Al contrario delle concorrenti, Cartiere Paolo Pigna fu la prima realtà aziendale a maturare il convincimento che le illustrazioni delle copertine e il messaggio iconico veicolato dai quaderni necessitavano di una cura particolare. La copertina non poteva essere trascurata e doveva risultare accattivante ed attraente, rimanendo aggiornata e al passo con i tempi, evolvendosi con i mutamenti della società, dei costumi e dei gusti della gente.

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Cartiere Paolo Pigna
L’immagine generata dall’IA leggendo questo articolo (DALL-E)

Durante il ventennio Fascista la ditta di Alzano divenne inoltre un punto di riferimento nazionale per la produzione di quaderni scolastici, grazie alla predisposizione di un’efficace rete distributiva e commerciale, capace di soddisfare le cartolerie di tutto il territorio nazionale: l’inconfondibile marchio dell’aquila ad ali spiegate acquisisce in quel periodo il prestigio e l’affidabilità che gli si riconoscono ancora oggi.

Con la caduta del regime e l’avvento della democrazia, la Cartiera dovette riorganizzare radicalmente le sue strategie editoriali affrontato le sfide del rinnovamento, adattando i loro prodotti alle mutate esigenze della società e del mercato. L’introduzione di nuove linee produttive, come il raccoglitore ad anelli Quablock negli anni Ottanta, ha consolidato ulteriormente la loro posizione di leader.

Fu un processo lungo, complesso e caratterizzato da non poche difficoltà, specie nei primi anni del dopoguerra, in cui era assai arduo recuperare materie prime. L’azienda riuscì comunque a proseguire la sua attività di produzione, conquistando nuove quote di mercato e allargando il proprio raggio d’azione utilizzando soggetti neutri per le copertine, come monumenti e panorami d’Italia. Iniziò a diversificare le produzioni e arricchendole di altri prodotti, legati alla scuola, all’ufficio, alla casa. 

Tramontata l’immagine di un’infanzia e di una gioventù inquadrata e oggetto di un disegno politico, negli anni Cinquanta, in un quadro ormai segnato dal prevalere di logiche di mercato e dinamiche legate ai consumi, la strategia editoriale fu quella di assecondare i gusti del mondo giovanile, che si ispirano al sogno americano e ai miti del cinema: viene restituita così una dimensione privata e individuale alle copertine. L’azienda iniziò così ad allargare il proprio business ad altre categorie nel mondo della scuola oltre i quaderni come diari, astucci e cartelle.

Un salto non da poco ci porta nel 1985, anno in cui fu creato il primo raccoglitore ad anelli a marchio Quablock che presto divenne un successo a livello nazionale. I famosi blocchi spiralati pratici che permettono un’apertura a 360° del blocco, così da facilitare la scrittura e la lettura dei testi. Disponibili in vari formati con copertine in cartone o in PPL di tanti colori differenti. E ovviamente i famosi quaderni Monocromo.

La storia delle Cartiere Paolo Pigna ha attraversato momenti di turbolenza, specialmente negli anni Duemila, con cambi nella governance e sfide finanziarie.

Nel 2005 Giorgio Jannone, già deputato di Forza Italia, divenne presidente delle Cartiere, Amministratore delegato fu designato Franco Tatò con il compito di rimetterla in sesto, ma dopo solo un anno l’azienda era economicamente in affanno, tanto che nel 2007 Jannone rilevò il 20% del capitale con la sua società Gioja per poi arrivare nel 2012 all’82%.

Nel febbraio del 2009 venne iniziata la dismissione della sede storica di via Pesenti ad Alzano Lombardo, completata nel maggio 2012 quando venne inaugurata la nuova sede delle Cartiere Paolo Pigna, sempre nel comune bergamasco. Nel 2015 l’azienda entrò in una procedura di concordato in continuità per poi due anni dopo veder entrare nella propria compagine sociale DeA Capital (Gruppo De Agostini) al 51%.

Nel 2018 Il Gruppo Buffetti entrò nell’azienda al 40% e nominò Presidente del CdA e Amministratore delegato Massimo Fagioli (proveniente dal Gruppo De Agostini), l’anno successivo Cartiere Paolo Pigna uscì dal concordato in continuità con due anni di anticipo rispetto al piano concordatario e il Gruppo Buffetti oggi detiene il 100% delle quote azionarie.

L’azienda ha saputo rinnovarsi, entrando nel mercato stationery per adulti e espandendo la propria presenza attraverso canali digitali e internazionali. Pigna si è aperta a nuovi mercati oltre la scuola e si è rafforzata posizionandosi come love brand italiano con operazioni di respiro internazionale come la collaborazione con il MoMa Design Store di New York in occasione dei 180 anni del marchio.

Oggi, le Cartiere Paolo Pigna rappresentano un esempio di eccellenza nel settore della cartotecnica, con una fatturazione annua di 36 milioni di euro e una presenza solida sia in Italia sia all’estero. La recente apertura a nuovi mercati e il lancio del brand “P di Pigna” testimoniano l’impegno continuo dell’azienda nel mantenere viva la propria eredità, innovando e rispondendo alle esigenze di un pubblico sempre più ampio.

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