Barcode generator: il generatore di codice a barre per grafici

Barcode generator - Codice a barre

Codice a barre, gioie e dolori della GDO e del commercio in generale. I grafici hanno sempre più a che fare con questi insiemi di elementi grafici a contrasto elevato disposti in modo da poter essere letti da un sensore a scansione e decodificati per restituire le informazioni contenute. Per aiutare i grafici abbiamo scoperto un sito che gestisce praticamente ogni tipo di codice a barre, dato l’inserimento del dato, questo viene codificato nel codice che più ci interessa.

Cosa interessante è che ci viene restituito oltre ai semplici file d’immagine PNG e JPEG, anche un formato EPS. Utilissimo per realizzare i nostri progetti grafici. Una versione più recente con decine e decine di codici, potete trovarla anche a questo indirizzo.

Barcode generator - Codice a barre

Gestione con il Codice a Barre

Qualsiasi informazione utile alla gestione del magazzino e del movimento delle merci può essere codificata, tenendo conto che la spesa per la stampa dei codici a barre è spesso trascurabile in quanto il relativo disegno viene inserito nel bozzetto dell’etichettatura già prevista. Nel caso in cui la stampa e l’applicazione dei codici a barre avvengano in fasi successive, esistono sistemi di stampa a trasferimento termico o laser che rendono l’operazione veloce e affidabile al pari della stampa offset.

Codici a barre permettono l’identificazione dei convogli in transito in alcune tratte ferroviarie o nelle linee della metropolitana. Anche le pubblicazioni e i periodici, per facilitare l’identificazione e la classificazione, utilizzano i codici a barre, come previsto dai sistemi internazionali di codifica ISBN e ISSN.

Possiamo trovare codici a barre anche sulle Fidelity card per leggere più agevolmente il codice della tessera e quindi richiamare sul software il titolare di carta.

Codici a barre, la storia a partire dal 1948

L’idea dei codici a barre fu sviluppata da Norman Joseph Woodland e Bernard Silver, all’epoca studenti di ingegneria dell’Università di Drexel. Il 7 ottobre 1948 l’idea nacque dopo aver ascoltato le esigenze di automatizzare le operazioni di cassa da parte del presidente di un’azienda del settore alimentare.

Una delle prime idee era stata quella di utilizzare il Codice Morse stampato ed esteso in senso verticale, realizzando così barre strette e barre larghe. In seguito utilizzarono dei codici a barre ovali e brevettarono la loro invenzione.

I primi tentativi di riconoscere i codici a barre con un fotomoltiplicatore originariamente utilizzato per la lettura ottica delle bande audio dei film non ebbero successo: l’eccessivo rumore dei dispositivi termoionici, il calore generato dalla lampada utilizzata per l’illuminazione e il peso risultante dall’insieme erano ostacoli insormontabili.

Il successivo sviluppo della tecnologia laser permise ai lettori di essere costruiti a prezzi più accessibili e lo sviluppo dei circuiti integrati permise la decodifica vera e propria dei codici. Silver morì nel 1963 a soli 38 anni, prima di vedere le numerose applicazioni pratiche del suo brevetto.

Nel 1972, un grande magazzino di Cincinnati fece degli esperimenti con un lettore con l’aiuto della RCA, ma i codici a barre ovali si macchiavano facilmente o si producevano delle sbavature durante la stampa, per cui l’esperimento fu un insuccesso.

Nel frattempo, Woodland sviluppò presso IBM i codici a barre lineari, che furono adottati il 3 aprile 1973 con il nome “UPC” (Universal Product Code). Il 26 giugno 1974 presso un supermarket a Troy, nell’Ohio, il primo prodotto (un pacchetto di gomme americane) veniva venduto utilizzando un lettore di codici a barre. Quel pacchetto di gomme si trova ora nello Smithsonian’s National Museum of American History.

Nel 1992, Woodland ha ricevuto dal presidente americano George H. W. Bush la Medaglia Nazionale per la Tecnologia.

Codice a barre
  • Cuppone, Andrea (Author)

Ultimo aggiornamento 2020-03-21

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