Approvata la Legge sulla regolamentazione delle professioni non organizzate

Dopo un lungo e travagliato percorso tra le commissioni e le aule di entrambe i rami parlamentari, finalmente è giunto a conclusione l’iter del ddl sulle professioni non regolamente (quello che noi abbiamo chiamato “Albo dei Grafici” e che non è un Albo ndr.).

La Legge che ora attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, si è occupata delle migliaia di professioni ad oggi non regolamentate o non protette, diffuse in maggior parte nel settore dei servizi, delle arti e delle scienze. Il testo approvato ieri dalla Commissione attività produttive della Camera, è sostanzialmente lo stesso testo che ha giaciuto per diverso tempo nella commissione Industria del Senato e che è stato approvato lo scorso mese dall’aula.

Con l’approvazione di questa nuova Legge, si potranno riconoscere, senza alcun vincolo di esclusiva, le libere professioni nel rispetto delle regole di concorrenza e con lo scopo di promuovere la qualificazione professionale degli operatori, senza però imporne alcuna barriera di accesso. Un iter complesso, lungamente dibattuto in Commissione e in aula, che finalmente permette l’affermazione di quel sistema duale delle professioni che costituiva l’impianto della riforma organica che Prodi e Bersani tentarono di realizzare nel 2006.

I circa tre milioni di professionisti, da oggi potranno – se non lo sono già – costituire associazioni professionali col fine di valorizzare, supportare e diffondere le competenze dei propri associati nel rispetto di precise regole deontologiche, il tutto in favore di un mercato il più possibile al servizio del cliente.

Quando il testo fu approvato dal Senato, intervistammo la Senatrice Annarita Fioroni, relatrice del provveddimento, che ci spiegò come: “questa Legge non voleva e non poteva regolamentare migliaia di settori creando Albi come quelli dei Medici“, la disciplina delle professioni rientra infatti, ai sensi dell’articolo 117, comma 3, della Costituzione, espressamente richiamato dall’articolo 1, comma 1, del T.U., nell’ambito della competenza legislativa concorrente.

Questo è un provvedimento di natura liberistica e che ratifica in parte anche le raccomandazioni dell’Unione Europea in materia di libertà nelle professioni con il fine di valorizzare le competenze dei professionisti. La nuova Legge garantirà a queste nuove professioni una reale concorrenza basata su parametri di competenza e professionalità trasparenti e riconoscibili a tutela dei consumatori e delle imprese.

Per questo serve una regolamentazione. Solo così si creeranno prospettive per tutti quei lavoratori, tantissimi, che sono impiegati in campi professionali nuovi quanto innovativi. Il riconoscimento di queste professionalità non è importante solo per i lavoratori, tutt’altro. La facile individuazione dei percorsi di competenza dei professionisti non organizzati da parte dei consumatori destinatari delle prestazioni, permette a quest’ultimi di usufruire di un’offerta di servizi di superiore qualità, corrispondenti a quelli effettivamente richiesti, in un regime di libero mercato.” ha sottolineato la Senatrice Fioroni.

Sull’aspetto dell’attestazione di professionista, il provvedimento all’inizio ci aveva un po’ illuso che anche la professione del grafico un giorno avrebbe avuto delle, chiamiamole barriere, per accedere a questo lavoro. Così non è stato, per come è stata approvata la Legge, appunto non volendo “disturbare” gli ordini professionali, ha invece solamente affrontato il fatto che saranno le associazioni professionali di tipo privatistico e riconosciute dal CNEL attraverso una serie di parametri, ad attestare che i propri iscritti abbiano determinati requisiti, standard qualitativi, polizze assicurative.

Tali attestazioni non rappresentano tuttavia un requisito necessario per l’esercizio dell’attività professionale, un professionista potrà semplicemente rispettare determinate norme tecniche UNI per la singola professione (verranno affrontate in futuro, ora non ci sono) e farlo sapere ai clienti mettendolo sul proprio biglietto da visita o carta intestata, senza far parte di nessuna associazione. Ad oggi riconosciuta al CNEL c’è solo TP.

Ma ora vediamo il testo del provvedimento che fin dal primo articolo stabilisce quali siano le «professioni non organizzate in ordini o collegi», ovvero le attività economiche, anche organizzate, volte alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitatr abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’articolo 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative.

Come dicevamo prima, dato che questa Legge non impone nulla a nessuno ma lascia libertà al professionista di seguire o meno determinati standard qualitativi, rispettando queste “fantomatiche” norme UNI, esso avrà la facoltà di contraddistinguersi dai suoi concorrenti dimostrando le proprie capacità; e chiunque svolga una delle professioni di cui al comma 2 (praticamente tutte fuorché quelle di ordini e collegi e sanitarie) – secondo la Legge dovrà contraddistingue la propria attività, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, con l’espresso riferimento, quanto alla disciplina applicabile, agli estremi della presente legge. Su questo punto approfondiremo perché francamente non abbiamo capito cosa voglia dire, però se non lo si farà, si sarà inadempienti e questo rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori, di cui al titolo III della parte II del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, ed è sanzionato ai sensi del medesimo codice.

Ma proseguiamo, dato che la Legge riconosce la professionalità delle persone, queste non debbono per forza essere titolari d’agenzia, freelance o quant’altro, la professionalità viene riconosciuta ad ogni livello: esercitata in forma individuale, in forma associata, societaria, cooperativa o nella forma del lavoro dipendente.
La Legge prosegue poi per diversi articoli, normando le caratteristiche delle associazioni professionali come le loro finalità, i doveri, l’assenza di scopo di lucro, e molto altro.

L’articolo 6 è interessante ed è quello che parla di autoregolamentazione volontaria, e ne abbiamo già parlato, l’autoregolamentazione e la qualificazione dell’attività dei soggetti che esercitano le professioni *è volontaria* indipententemente dall’adesione ad una delle associazioni di cui all’articolo 2.

La qualificazione della prestazione professionale si basa sulla conformità della medesima a norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI, di cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, e sulla base delle linee guida CEN 14 del 2010. I requisiti, le competenze, le modalità di esercizio dell’attività e le modalità di comunicazione verso l’utente individuate dalla normativa tecnica UNI costituiscono princìpi e criteri generali che disciplinano l’esercizio autoregolamentato della singola attività professionale e ne assicurano la qualificazione. A tal fine il Ministero dello sviluppo economico promuoverà l’informazione nei confronti dei professionisti e degli utenti riguardo all’avvenuta adozione, da parte dei competenti organismi, di una norma tecnica UNI relativa alle attività professionali di cui all’articolo 1.
Vista l’imminente fine di legislatura ed il prospettato cambio di Governo, chissà che fine faranno questi decreti attuativi; ma torniamo a noi, anzi no, la Legge finisce qui.

Si compone di soli 11 articoli dove per il 70% si parla di come dovranno essere regolamentate le Associazioni che vi rilasceranno l’attestato di professionista, per il resto si discerne su norme UNI che non sappiamo se esistano o tantomento quando saranno approvate per il nostro settore.

Noi grafici il massimo che abbiamo guadagnato è un bollino, tipo il DOP sul formaggio, da esibire sulla carta intestata e visto come va il mercato, dubitiamo fortemente che essere di Denominazione d’Origine Protetta ci potrà salvare dal cugino del cliente armato di Photoshop.

Confidiamo che le principali associazioni ad oggi costituite in Italia facciano tutto quanto il loro potere per fare una forte opera di sensibilizzazione, di formazione e di educazione del mercato, perché se devo mettermici io a spiegare al cliente che ho il bel bollino che dice che sono un professionista, stiamo freschi.

Qui abbiamo messo il testo integrale del provvedimento (versione Senato e Camera) in attesa della Legge in Gazzetta Ufficiale.

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