Abandoned Places: UrbEx David de Rueda fotografa i cimeli del passato europeo

Nikon ha collaborato con il fotografo di esplorazione urbana David de Rueda per immortalare i luoghi abbandonati d’Europa fotografati raramente, o mai, prima d’ora. Da un relitto di un velivolo Douglas DC-3 a due veicoli spaziali sovietici da tempo dimenticati, queste immagini fanno parte del progetto di Nikon Project Spotlight: Abandoned Places (Riflettori sul progetto: luoghi abbandonati). Il viaggio di David ha coperto nove paesi in sei settimane alla ricerca di questi cimeli del recente passato europeo, con particolare attenzione alla Guerra fredda e all’esplorazione del cuore dell’ex Unione Sovietica.

A San Pietroburgo, abbiamo esplorato una vecchia fabbrica costruita nel XIX secolo. Il posto era enorme. Questa stanza mi è particolarmente piaciuta per la sua forma, la luce e il potenziale creativo che potevo aggiungere con la mia modella, che è il punto focale della foto.

Armato di una Nikon D810, la reflex professionale in formato FX da 36,3 MP in grado di riprendere spettacolari immagini ad altissima risoluzione, David ha viaggiato in tutto per 44 giorni, con l’ambizione di fotografare questi luoghi come mai era stato fatto prima. In particolare, tra gli altri, le fotografie hanno immortalato:

  • Due prototipi di navette spaziali sovietiche Buran, fotografate insieme per la prima volta in un magazzino abbandonato a centinaia di chilometri all’interno del deserto del Kazakistan

  • L’esplorazione di Chernobyl e della città fantasma di Pryp’jat’: dal suo edificio più alto ai resti dell’ospedale di Pryp’jat’, fino all’interno della torre di raffreddamento di una centrale nucleare

  • Il relitto a lungo dimenticato di un aereo Douglas DC-3, circondato dalle luci dell’aurora polare, sulla costa meridionale dell’Islanda

  • Una stazione radar abbandonata tra le montagne in Italia, individuata dopo tre ore di cammino in una coltre di neve spessa 50 cm

A Budapest, ho esplorato questo cimitero dei treni abbandonato. Era situato nel cuore di un deposito ferroviario attivo e mi sentivo come un bambino in fuga dalla realtà che cammina per alcune ore in un immaginario mondo di mostri d’acciaio.

“Nikon mi ha sfidato a creare e completare il mio sogno di progetto fotografico, avendo come unico limite la mia immaginazione”, afferma David de Rueda. “È stata un’occasione per sfidare me stesso e portare la mia esperienza di fotografia di esplorazione urbana a un altro livello. I luoghi abbandonati del recente passato europeo sono stati per me una scelta naturale. La scoperta del lato nascosto di questi luoghi è una sorta di moderna archeologia che, abbinata al senso artistico di un fotografo, conquisterà l’immaginazione di molti.”

Quest’immagine è il risultato di 180 chilometri di guida fuori strada nel deserto kazako, seguiti da 45 chilometri di cammino in una zona strettamente regolamentata. Siamo arrivati ed eccoli lì: due cimeli della corsa allo spazio sovietica in un enorme magazzino abbandonato. Forse è la scena più epica che io abbia mai scoperto da quando ho preso in mano una fotocamera.

Project Spotlight è un’iniziativa di Nikon progettata per mettere in luce quei fotografi che, in un modo o nell’altro, stanno ridefinendo i limiti della fotografia. Si concentra su persone che sono in grado di apportare un punto di vista individuale al proprio lavoro e mirano a scattare foto del tutto nuove, lavorando insieme a loro perché il sogno di progetto fotografico diventi realtà. David è stato scelto per la sua abilità esclusiva nel catturare la bellezza estetica degli edifici in rovina. Si è avventurato in ambienti impenetrabili, carichi di mistero, con l’obiettivo di fotografarli e renderli visibili. In un recente viaggio nel cuore dell’America abbandonata ha scattato fotografie suggestive che illustravano la vita segreta dei posti insoliti che ha visitato.

Da qualche parte in un’area desertica della costa meridionale dell’Islanda si trova questo relitto di un velivolo Douglas DC-3 dimenticato da tempo. Sono arrivato lì alle 4 del mattino e, mentre aspettavamo, l’aurora polare è gradualmente apparsa all’orizzonte. Ho ammirato questo spettacolo magico fino all’alba e per scattare questa foto ho usato un’esposizione di 90 secondi, con l’uso del light painting all’interno dell’aereo.

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