28 maggio 1974, la strage di Piazza Loggia. Su Facebook.

Dimenticato. come altro definire il processo di Brescia? Dopo 36 anni di indagini e processi si è concluso nel 2011 senza colpevoli. Un record giudiziario.
Non c’è nemmeno un volto che i parenti delle vittime potranno incolpare, un nome che rappresenti un calvario lungo 36 anni, passato tra aule di tribunale e cimiteri.
La memoria storica delle stragi italiane è una cosa che, se mai è esistita, ora si sta perdendo. Si guarda a questi avvenimenti come acqua passata. Materiale d’archivio impolverato, che non vale la pena riesumare.

36 anni possono essere lunghi. 36 anni sono infiniti se li si passa ad attendere.
Perchè 36 anni son durati i processi per scovare chi fosse l’ideatore dell’attentato che il 28 maggio del 1974 ha ucciso 8 persone ferendone 100.

Una manifestazione antifacista, indetta proprio per protestare contro tutte quelle bombe che stavano esplodendo a Brescia e in Italia (sono passati solo 5 anni da Piazza fontana, e Brescia sarà il primo di una serie di attentati che andranno a segnare quella che venne chiamata “Strategia della tensione”).
E quella bomba che è esplosa ha giustiziato 8 persone colpevoli di essere i primi ad opporsi al terrorismo italiano degli anni 1970.

Mantenere viva la nostra memoria non è solo un gesto di rispetto verso le vittime, ma anche un dovere civile nei confronti di una nazione giunta allo stremo delle sue forze, che fatica a reggersi sulle proprie gambe, schiacciata dello straripante bagaglio di nefandezze senza nome e senza volto che da anni trasporta.

Tutto questo viene narrato nel primo Documentario basato sul social network Facebook: il Facebookumentario.
Quest’ultimo vuole essere un innovativo modo di raccontare la storia ed i fatti.
Il nuovo layout di Facebook (Timeline) permette di costruire storia seguondo le date, ed integrando tutti i media supportati da internet, ovvero illimitati. Audio, video, testi, fonti, mappe, ecc… per aiutarci alla costruzione di innumerevoli storie, lavorando anche tramite comunità.

Questo progetto è stato realizzato da Isacco Chiaf (Brescia, 1987), Laureatosi in design e arti presso la Libera Università di Bolzano, vive e lavora a Bolzano. I suoi progetti trattano per la maggior parte temi sociali, e cercano di unire informazione con differenti medi di rappresentazione e comunicazione. I suoi ultimi lavori sono “Made in Italy (behind the scene)” e il Facebookumentario “Strage di piazza Loggia”.

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