Un bilancio del 15° Digital Printing Forum

di Damiano Falchetti
18 febbraio 2010, 10:21

La platea, particolarmente numerosa, ha apprezzato la nuova formula che ha messo sotto la lente alcuni dei temi più sentiti da stampatori e vendor. Dopo l’analisi di mercato di InfoTrends, sono stati presentati alcuni aggiornamenti sull’iter normativo e di regolamentazione postale. Sono state fatte riflessioni su comportamenti e strategie da adottare per far convivere stampa e nuovi media ed esaminati casi internazionali in cui questi aspetti convivono. Ultimo, ma non meno importante, il punto della situazione sul Green Printing e sulla comunicazione sostenibile, on line e off line.

A un pubblico di 234 operatori attivi in un mercato che accoglie stampa digitale e offset, Arti Grafiche, DM e mailing, Enrico Barboglio, presidente di 4IT Group, ha raccontato i primi 15 anni di vita del Digital Printing Forum, fatti di incontri e confronti. L’evento, nato per presentare una tecnologia giovane, muoveva i primi passi in un’atmosfera incerta, oscillante fra pregiudizi, curiosità, entusiasmo. Ora che questa tecnologia è affermata e si sta dimostrando ottimale per una larga fetta di mercato, il Digital Printing Forum ha un ruolo ancor più importante perché ne consente il monitoraggio in relazione ai nuovi strumenti che si affacciano di continuo al mondo della comunicazione, accostandosi sempre alle nuove tendenze come alleati da sfruttare piuttosto che nemici da combattere.

Per comprendere le nuove tendenze Kaspar Roos si è rivolto alla platea presentando l’opinione di Infotrends sul mercato delle arti grafiche. Molto atteso l’intervento di Mario Fiorentino, Direttore Generale per la regolamentazione postale al Ministero dello Sviluppo Economico-Comunicazione, e la tavola rotonda Il Printing va oltre la carta con gli interventi di Marco Moretti, Presidente Giovani Imprenditori di Assografici, Marco Rosso, vice-President Xplor e Presidente DM Group, Edoardo Morso, vice-President Xplor e Executive Board Member di STCC e Quinto Protti, titolare del Centro Stampa DigitalPrint.

La giornata ha messo in risalto anche quest’anno i casi di eccellenza internazionali portando sul palco dalla Spagna Agustín Minaya, Managing Director di Telemail. Nel pomeriggio si è riflettuto sulla sostenibilità della stampa grazie ai contributi di Massimo Ramunni, vicedirettore di Assocarta, Davide Biancorosso, consigliere di Taga Italia, Mauro Masiero, segretario nazionale di FSC e Luca Peyrolo, direttore di produzione del Poligrafico Roggero e Tortia.

Nelle presentazioni da 5 minuti che hanno intervallato gli interventi, hanno fatto sentire la loro voce: Riccardo Babbini di GMC, Sara Bonini di InfoPrint Solutions Company, Gabriella Moretti di HP, Marco Serafin di Kodak. Un utile contribuito ad allargare i contenuti della giornata, aprendo una finestra su prodotti e servizi, strategie, presenze sul mercato. I commenti di fine giornata sono stati più che positivi: sponsor e partecipanti hanno apprezzato gli argomenti proposti e la caratura dei relatori.

Scenario di mercato – Proposti da Kaspar Roos, Senior Consultant di InfoTrends, gli elementi di analisi per una lettura oggettiva dello scenario di mercato attuale in relazione al passato e alle attese future che sono state accennate con riserva. Sono finiti i tempi in cui si potevano dare certezze: oggi si possono solo delineare tendenze ipotizzando il panorama futuro in funzione degli andamenti passati. Il colore è in crescita a discapito del bianco e nero, aumenta la presenza di dispositivi di stampa digitali mentre diminuisce quella delle macchine offset.

In calo quotidiani e periodici, anche a causa della riduzione degli investimenti pubblicitari, la cui migrazione si dirige prevalentemente a internet che ingloberà presto anche i budget destinati alla televisione. La figura del consumatore è cambiata così come il suo rapporto con gli strumenti e i contenuti: i processi decisionali sono sempre meno centrali, l’utente detta legge. Cambiano di conseguenza le tecniche di marketing che accolgono le nuove opportunità: blog, social network, marketing virale sono diventati realtà non trascurabili.
La carta è un mezzo fisico che gioca ancora un ruolo importante, ma deve essere utilizzata con parsimonia onde evitare sprechi e aspettative disilluse. I mercati di nicchia saranno quelli che daranno maggiori soddisfazioni in tal senso, ma anche in questi vincerà la comunicazione mista.

Quando lo stampato diventa spedizione postale – Non si può pensare alla carta e alla stampa digitale senza pensare alle applicazioni che sono oggetto di grandi investimenti, Direct Marketing e Transpromo in testa. Imprescindibili le operazioni di postalizzazione e le relative norme che regolano il settore. Mario Fiorentino ha fornito alcuni aggiornamenti in merito all’iter normativo e di regolamentazione postale. È in via di definizione il recepimento delle deleghe che l’Unione Europea lascerà ai singoli paesi per la definizione dei decreti attuativi che regolamenteranno il passaggio finale alla liberalizzazione del mercato postale.

Siamo pertanto alle strette conclusive di un procedimento che avrà ripercussioni e implicazioni non solo per gli operatori del servizio di recapito postale, ma anche di tutta la filiera a monte di tale servizio. Un passaggio non semplice anche a causa delle necessarie scelte da fare in termini di Servizio Universale e di modalità di finanziamento dello stesso. Ricordiamo che il Servizio Universale così com‘è a oggi concepito è il sistema che garantisce l’eguaglianza di servizio prestato al cittadino sul territorio dello Stato, indipendentemente dalla sua localizzazione geografica.

È evidente che in un Paese come l’Italia questo aspetto impatterà molto sul costo dei servizi e sulla distribuzione dei finanziamenti a sostegno di quella parte di servizi che altrimenti non potrebbero essere garantiti a un determinato prezzo. Con Fiorentino è stato anche toccato il tema dell’evoluzione dei mezzi di comunicazione che sono sempre più orientati all’uso della Posta Elettronica e, ora, di quella Certificata. Su questo punto Fiorentino ci ha ricordato come l’UPU (Union Postal Universal) stia proprio affrontando il tema, in quanto a oggi, stanti le regole europee così come sono, l’analisi e il monitoraggio di queste nuove forme di ‘consegna di buste’, non sarebbe di competenza delle autorità e delle commissioni sui servizi postali, con evidenti possibili vuoti di competenze.
Ultimo argomento quello delle CTA sulla posta massiva. Ci sono in atto delle richieste dal Ministero verso il Concessionario Postale affinché alcuni punti delle Condizioni Tecniche di Accesso siano modificati, rendendo più agevole l’accesso da parte delle aziende fornitrici di servizi di stampa, consolidamento e recapito. Tra 90 giorni circa dovrebbe di fatto entrare in vigore una modifica che permetterà a stampatori, mailer e consolidatori di non dover più obbligatoriamente essere responsabili e garanti del pagamento dei bolli postali per conto dei loro clienti, riportando questo impegno e responsabilità ai mittenti del messaggio attraverso la costituzione di depositi bancari ad hoc alimentati dagli stessi mittenti.

Il Printing va oltre la carta – Le riflessioni si sono poi spostate sui comportamenti e sulle strategie da adottare per far convivere la carta stampata con i nuovi media. Alla tavola rotonda hanno partecipato diversi protagonisti della filiera della comunicazione. Marco Rosso, Executive Vice President Xplor Italia e Presidente di DM Group, ha esaminato i cambiamenti nelle richieste e le conseguenti propensioni all’acquisto da parte dei print-buyer. L’equilibrio del mix offerto dalla multicanalità è in continuo cambiamento in quanto le scelte sui mezzi da utilizzare variano a seconda dei target.

Un dato di fatto trasversale rimane che l’online viene utilizzato per una divulgazione più generale, mentre in seconda battuta, man mano che il cliente viene conosciuto prevale la formula più relazionale che prevede l’aggiunta di messaggi individuali e personalizzati e della carta come veicolo preferenziale. Viene applicato il pensiero olistico, in cui il prodotto è importante solo in funzione del cliente, vero unico fulcro. La velocità è il parametro vincente e diventa subordinata relativa la qualità. Il microfono è poi passato a Marco Moretti, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Grafici e Cartotecnici di Assografici e Direttore Commerciale Grafiche Moretti, che riconferma nella carta la scelta opportuna quando si voglia colpire con una suggestione non solo visiva ma anche tattile. Il prodotto è però stato sostituito dal servizio in cui la parte gioca un ruolo primario il rapporto con il cliente. Fondamentale per comprendere le sue necessità e formulare una proposta efficace, diventa anche una modalità per fidelizzare la clientela. Si può crescere e creare una rete di supporto tra gli stampatori. Questo sarà anche un obiettivo della Presidenza del Gruppo Giovani, che vorrà così continuare il lavoro del suo predecessore Emanuele Bona per stabilire e supportare una sana concorenza che è anche il pungolo per migliorare e innovare.

L’affermazione di Quinto Protti, titolare del Centro Stampa DigitalPrint ha trovato molti consensi: specificare se si è stampatori digitali o meno, oggi appare poco significativo. Le due tecnologie, offset e digitale, sono entrambe mature e sono scelte in base alle esigenze del cliente, il quale risulta indifferente alla tecnologia con cui si stampa, ma richiede un servizio rapido e soddisfacente. Internet in questo caso è un facilitatore, come nel caso dei preventivi online.

Parlando di stampa non può mancare uno dei protagonisti più importanti del settore, il libro. Ne ha parlato Edoardo Morso, Executive Vice President Xplor Italia e Executive Board Member STCC. Nel mondo dei libri il concorrente più temibile non è un’altra tipografia, bensì nomi che per potenza e importanza fanno un po’ paura: Google, Apple ecc. Gli e-reader aumentano, gli strumenti sono innovativi e devono essere usati e conosciuti per coglierne il positivo e andare a colmare eventuali lacune con prodotti cartacei ad hoc. Le tirature sempre più ridotte e i nuovi modi di leggere indicano il digitale, stampato o elettronico, come irrinunciabile. Possiamo parlare di tempi di transizione di un modo all’altro, possiamo sperare che sia un’azione lenta, ma avverrà. Diventa importante ripensare al mercato del libro: la stampa on demand si impone come un fattore vincente perché al momento, e per molto tempo ancora, il libro cartaceo resta insostituibile. E proprio con questa convinzione Morso lancia un’iniziativa che verrà alla luce a Inprinting (12-15 maggio fieramilanocity): il Libro Bianco della Stampa Digitale di Xplor Italia.

Green Printing – Lo spirito ecologista che contraddistingue sempre più la nostra epoca non poteva non coinvolgere anche il comparto delle arti grafiche che si sente investito di una nuova mission ambientale, ma sente anche il bisogno di far cultura su tematiche che ancora non sono chiare. È Massimo Ramunni, vicedirettore di Assocarta, a sottolineare come la carta sia un prodotto naturale, rinnovabile e riciclabile, sfatando con dati scientifici i luoghi comuni che nell’immaginario collettivo additano la carta e l’industria che la produce come una delle principali cause di inquinamento e disboscamento. In realtà i progressi registrati in questi anni testimoniano come la produzione di carta in Italia ponga una forte attenzione all’ambiente: nel dicembre del 2008 sono 62 gli impianti certificati ISO 14001 e/o registrati EMAS, che producono da soli 6 milioni di tonnellate di carta, pari al 60% della produzione nazionale, e oltre 450.000 tonnellate di pasta di legno per carta. E i risultati sono positivi: in tredici anni è stato ridotto l’impiego di acqua per unità di prodotto del 40%, il fabbisogno energetico del 20% e le emissioni di anidride carbonica del 25%.

Mauro Masiero, segretario nazionale di FSC, ha confermato che in Italia, come in Europa, le foreste aumentano (8,7 metri cubi al secondo) e, grazie alla loro gestione responsabile, cresce anche il livello di ossigeno immesso nell’atmosfera. Il marchio FSC in Italia ha vissuto una fortissima crescita con 577 certificati legati alla catena di custodia, che permette la tracciabilità del prodotto attraverso la filiera, di cui il 19,1% da parte del settore di carta e cellulosa e addirittura il 29,7% quello di editoria e stampatori. Non solo consumatori, aziende private e settore della Gdo stanno giocando un ruolo fondamentale diffusione del marchio e della coscienza ambientale a cui è collegato, ma anche la pubblica amministrazione, che rappresenta il 14% degli acquisti di carta e legno a livello europeo, sta contribuendo in modo proattivo. Lo scorso ottobre in Italia all’interno del PAN (Piano d’Azione Nazionale per la sostenibilità) sono stati approvati con decreto ministeriale i criteri per l’acquisto delle carte in risme imponendo una percentuale importante di carta proveniente da foreste certificate FSC.

Capire quanto un’azienda grafica inquina non è facile, e per dichiararsi eco-friendly non basta una certificazione di prodotto, ma è necessario intervenire sui processi. Occorre dunque un modello di calcolo del Carbon Footprint in grado di misurare emissioni di attività e prodotti considerati in tutto il loro ciclo di vita. Davide Biancorosso, consigliere di TAGA Italia, ha illustrato lo stato attuale delle regolamentazioni tecniche sottolineando la necessità di arrivare presto a uno standard definitivo e univoco, che permetta di equiparare in modo scientifico i diversi risultati delle aziende. È in fase di sviluppo la ISO 14067, che partendo dallo standard BSI PAS 2050 stabilirà i requisiti minimi e le linee guida per la realizzazione della Carbon Footprint di prodotto. Attesa per inizio 2011 la pubblicazione di questa norma, mentre per l’ISO 14069, che fa riferimento al Carbon Footprint aziendale, i tempi saranno più lunghi.

Poligrafico Roggero e Tortia, attraverso le parole del proprio direttore di produzione Luca Peyrolo, ha testimoniato come un’azienda di stampa possa intraprendere un percorso di sostenibilità, sia attraverso le certificazioni FSC e PEFC, sia adottando buone norme e rivisitando i processi produttivi, con un risparmio anche sui costi di gestione. Parlando di sostenibilità il Digital Printing Forum ha messo in evidenza come le tecnologie di stampa digitale abbiano un minore impatto sull’ambiente e sui consumi in genere rispetto a quelle tradizionali. Non solo perché sono tecnologie giovani, pensate e progettate per risparmiare, macchine virtualmente prive di scarti in avviamento e a basso consumo, ma anche perchè permettono applicativi di per sé volti a essere sostenibili, basti pensare al book on demand che elimina gli scarti di magazzino, e al direct mail che prevede comunicazioni mirate e senza sprechi.

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