Il Gruppo Fedrigoni ha pubblicato l’ottavo Rapporto Ambientale e Sicurezza confermando l’attenzione per le tematiche ambientali e della sicurezza sul luogo di lavoro ed evidenziando i risultati ottenuti in questi anni di attenta politica ambientale e di tutela della sicurezza.
Oggi Fedrigoni può affermare che la totalità delle carte delle sue collezioni è in linea con gli standard del Forest Stewardship Council (FSC) e precisamente l’85% dei prodotti è certificato FSCChain of Custody (Mixed Sources) e il restante 15% è definito FSC-Controlled Wood (legno controllato), cioè realizzato con cellulose che, seppure non certificate Chain of Custody FSCne rispettano i principi di base, senza dimenticare che la maggioranza delle carte ecologiche Freelife può fregiarsi anche del restrittivo marchio europeo Ecolabel.
A dimostrazione dell’attenzione sistematica che il Gruppo dedica alle tematiche ambientali e la tracciabilità dei propri processi stanno i sistemi gestionali certificati UNI EN ISO 9001 (Sistema di gestione per la qualità), UNI EN ISO 14001 (Sistema di gestione per l’Ambiente) e BSI – OHSAS 18001 (Sistema di gestione per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro).
Per contenere l’impatto ambientale e i consumi energetici, il Gruppo si è dotato di impianti di cogenerazione alimentati a gas metano, che consentono l’auto-produzione di energia elettrica e termica in forma associata e di un impianto di ozonizzazione ad ausilio della depurazione delle acque presso lo stabilimento di Varone (TN).
Il risultato netto degli investimenti è una prestazione in termini di consumo energetico totale (energia termica + elettrica) che, negli ultimi 7 anni, è scesa di un terzo, a fronte di un incremento del + 48% della produzione di carte e cartoncini.
L’elemento più significativo, associato alla produzione di energia, sono le emissioni in atmosfera, in particolare quella di CO2 che, seppur aumentata in termini assoluti, dato il forte incremento produttivo, nel corso degli ultimi 7 anni è diminuita in termini di emissioni specifiche quasi del 50%.
Parallelamente, gli stabilimenti Fedrigoni hanno ridotto il consumo specifico di acqua fresca quasi del 40%, passando da un valore medio di 52.4 metri cubi di acqua fresca per tonnellata carta lorda nel 2002, a 32 metri cubi nel 2009.
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