Quest’oggi voglio pubblicare una lettera giunta nella serata di ieri, sostanzialmente si tratta di una critica a quei siti che sempre più stanno trattando la grafica sul web, tra questi Draft.
Carissimi, è in momenti come questi che incomincio ad odiare seriamente il mondo della grafica. Irritante, spocchioso mondo chiuso in se stesso. E no, per quanto stiate tentando di usare internet per aprirvi al popolo comune sappiate che i vostri risultati sono scarsi.
Siete affascinanti. Siete colorati. Siete studiati. Siete convincenti. Siete misurati. Ma siete stati trovati mancanti (più e più volte) della cosa più ovvia, più fondamentale, più stupida: la semplicità del linguaggio.
Parlo del vostro… come potrei definirlo? Dialetto? Ormai sta diventando una lingua a parte. Tutte queste nuove parole che mi scoraggiano ad affrontarvi, a lavorare, a mettere le mani nel vostro impasto.
Mi piace il vostro mondo. Peccato che non riesca a lavorarci dentro.
Per una semplice questione di comunicazione, di linguaggio._
La cosa più divertente è che quando si va ingenuamente a cercare tra i link di Google un sito che ti spieghi in pochi termini cosa è, facciamo un esempio, un “documento aperto” o un “flyer”, lo speranzoso pseudo-grafico alle prime armi urla. Urla di rabbia e di umiliazione.
Perché non ci capisce una mazza. Di conseguenza si sente escluso e incapace nel poter portare a termine serenamente un lavoro.
Perché siete stramaledettamente incomprensibili. Schifosamente concentrati nei vostri paroloni da non saperli spiegare, perché a volte di risultati di Google sono pagine e pagine che non c’entrano nulla o che definiscono il concetto in maniera superficiale e poco chiara, con lunghi giri di parole.
Quando trovo un concorso e scarico il regolamento di partecipazione, a volte, devo obbligarmi a mantenere la calma per non distruggere tutto quello che mi sta intorno. Mi chiedo quanta fatica costi impegnarsi a rendersi comprensibili a tutti, proprio quando le vostre richieste sono aperte a chiunque voglia partecipare.
Avete la più vaga idea di quanto limitiate le vostre possibilità? La vostra fantasia ci arriva anche solo lontanamente? Quanti potenziali eccellenti grafici perderete se continuate così? Molti miei aimici, pieni idee fantastiche hanno deciso di non lavorare nel mondo della grafica perché non hanno avuto la possibilità d’imparare il vostro linguaggio.
Non parlo di scuole, la professionalità non deve venire solo da chi il lavoro lo presenta, ma anche da chi lo chiede. Chi è già un grafico di professione saprà sicuramente come impostare tutti gli elaborati, ma chi è solo all’inizio si trova sperduto nel leggere questi bandi che sembrano scritti a volte tanto per scrivere e non sempre si capisce quale frase si riferisce a cosa e viceversa.
Sono qui seduta a scrivere anche per tentare di sfogarmi. Sono solo all’inizio e devo ancora farmi le ossa, nonché finire di studiare. Ma non credo che sia troppo chiedere un po’ di apertura da parte di un mondo che fa tanto il complicato, ma che in fondo convive con noi semplici anime tutti i giorni. Comunicare è la vostra vita. Penso che per farlo nella maniera più corretta, almeno per quanto riguarda gli addetti ai lavori e gli aspiranti, ci sia una probabilità di capirsi.
Cordiali saluti,
Slammy Sjoth
Per non rivangare nuovamente la storia del ragazzino che usa Photoshop e si crede un grafico, sintetnicamente riassumo la posizione di Draft.it su questa lettera:
Per un medico ci vogliono cinque anni, la specializzazione, l’internato e se ne volano più di dieci anni prima di diventare Dottore. Per un ingeniere ingegnere ci vogliono cinque anni di università, altrettanti di gavetta e si comincia a lavorare, per un avvocato ci vogliono cinque anni di giurisprudenza, altrettanti di specializzazioni, praticantato ed esame di stato.
Per fare il grafico il credo popolare è che basti aprire Publisher per diventarlo ed ora ci si lamenta pure che si utilizzino termini strani come formati aperti e flyer.
Lascio volutamente aperto questo pensiero, non voglio chiuderlo ne concluderlo, voglio solamente evidenziare come questa professione più volte sia stata svilita ed ora pure criticata.
Potrei tranquillamente palesare una mia aura da supponente sottolineando il fatto che questi termini, e questa professione io l’abbia imparata con lo studio, con la gavetta con l’applicazione, non sono stato il cugino di qualcuno che l’ha fatto con Word a metà prezzo, tuttavia non voglio lottare coi mulini a vento.
Il grafico è una professione, non un hobby.
Con affetto,
Damiano.
Carte Comunicazione Pubblicitaria Design documenti Draft Eventi Gallerie Grafica Concorsi Corsi e Formazione Creatività Digital Signage Lavoro Mercato Grafico Tecnologie Grafiche In primo piano Infografica Libri e Riviste di grafica note-legali Notizie Notizie in breve Prodotti Pubblicità Pubblicità Flash Segnalazioni staff Video
Articoli correlati