Io sono un Creativo. Tu no.

di Barbara Dotti
11 dicembre 2009, 10:45

Io sono un Creativo. Tu no. – Quando Facebook diventa arena ideologica.
Con il proliferare dei social network alcune realtà di settore hanno intravisto in essi la possibilità di sfruttare nuovi orizzonti comunicativi al fine di condividere e mescolare assieme una serie di conoscenze e competenze complementari tra loro.

Il fenomeno Facebook in questo senso è risultato particolarmente performante allo scopo di riunire in gruppi personaggi attivi in quegli ambiti che non sono ad oggi ancora tutelati da albi o registri nazionali. Partendo da questo presupposto il laboratorio creativo Dimomedia Lab ha pensato di poter avvicinare e radunare tutti gli operatori del settore della comunicazione e del design in un gruppo denominato “Io sono un Creativo. Tu no”.

Il progetto è nato all’inizio del 2009 con l’intento di generare un punto di contatto tra le varie personalità italiane, anche territorialmente lontane tra loro, attive da un punto di vista creativo, in modo da favorire lo sviluppo, lo scambio e la libera circolazione delle idee (fino a quel momento, su Facebook, si contavano soltanto gruppi stranieri aventi come fulcro di interesse lo stesso soggetto).

L’aumento delle adesioni al gruppo ha consentito di registrare un picco alle porte dell’estate scorsa e di innescare così una serie di discussioni sotto forma di forum. Una volta raggiunto il migliaio di fan, il fenomeno ha cominciato a destare l’interesse anche di un numero considerevole di utenti estranei al mondo del design e della grafica che hanno portato il progetto “Io sono un Creativo. Tu no” ad un ulteriore avanzamento.
Il fondatore del gruppo e direttore creativo di Dimomedia, Massimo Sirelli, ha infatti deciso di lanciare parallelamente una linea di magliette volte a promuovere la nascita e la diffusione dell’iniziativa, sfruttando l’occasione per concedere al contempo una discreta eco al concetto non trascurabile di Made in Italy. Le t-shirt, tutt’ora in vendita, si caratterizzano per la semplicità della loro grafica minimal avente al centro un quadrato monocromo e un testo in Helvetica giustificato a sinistra.
Il motto naturalmente è sempre il medesimo: Io sono un Creativo. Tu no declinato in numerose varianti cromatiche, simbolo della vivacità dell’atto stesso del pensare.

Il messaggio vuole farsi carico inevitabilmente di un’ironia che si rifà alla sfera infantile del linguaggio, quando il mondo veniva da chiunque suddiviso semplicemente in ciò che si era e si aveva. Tutto il resto valeva poco, oppure niente. Questo aspetto provocatorio dell’iniziativa ha risvegliato la curiosità di una serie di blogger, considerati punto di riferimento di numerose riviste glamour.
In particolare gli interventi più cliccati sono risultati quelli dei portali frizzifrizzi.it, weme.info e razorsisters.com i quali hanno scatenato un lungo dibattito in termini di legittimità del motto in causa. Un parziale fraintendimento del progetto infatti ha spinto ad identificare la creatività in questione come un fattore discriminante più che un motivo di unione ed è così che il messaggio creato da Sirelli è diventato un pretesto per interrogarsi sul vero ruolo dei designer e dei creativi all’interno della società contemporanea, contribuendo a dare sfogo al confronto costruttivo tra le persone.
Un buon esempio, insomma, di come l’aforisma di Oscar Wilde “Bene o male, purchè se ne parli” sia stato giustamente interpretato dall’utenza del gruppo.

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RED Publishing

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Commenti

uno che chiama un gruppo IO SONO CREATIVO TU NO, è di certo la prima persona a non esserlo (creativo)

scritto da: Marco Munich 23 dicembre 2009, 12:34 | permalink

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