
Il Gruppo Fedrigoni pubblica il 7° Rapporto Ambientale e Sicurezza confermando l’attenzione per le tematiche ambientali e della sicurezza sul luogo di lavoro.
Il gruppo è da anni impegnato a migliorare l’efficienza e la qualità tenendo sempre presenti le esigenze della sicurezza e dell’impatto ambientale.
Infatti, In coerenza con i proprio codice etico, Fedrigoni attribuisce agli aspetti ambientali un ruolo prioritario in fase di progettazione, realizzazione e conduzione di nuove attività, processi, impianti, servizi e prodotti. Ad attestare l’attenzione che il Gruppo dedica alle tematiche ambientali sta il processo di certificazione dei sistemi gestionali che ha portato al conseguimento delle attribuzioni: UNI EN ISO 9001 (Sistema di gestione per la qualità), UNI EN ISO 14001 (Sistema di gestione ambientale) e BSI – OHSAS 18001 (Sistema di gestione per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro).
Inoltre, il 70% delle carte prodotte è certificato Chain of Custody FSC (Forest Stewardship Council) Mixed Source, mentre il sistema di carte ecologiche Fedrigoni Freelife può fregiarsi anche del restrittivo marchio europeo Ecolabel.
Per quanto riguarda l’approvvigionamento della cellulosa, il Gruppo Fedrigoni da tempo si impegna ad acquistare materie prime fibrose unicamente da fornitori che praticano gestioni forestali sostenibili, attestate da certificazioni terze e che operano con processi a bassissimo impatto ambientale realizzando cellulose di tipo TCF (Total Chlorine Free) o ECF (Elemental Chlorine Free). Inoltre, Fedrigoni sostiene ad ampio raggio il mantenimento delle foreste anche utilizzando fibre cellulosiche provenienti da piante annuali come il bamboo, la canapa, la kenaf, il cotone ed il lino, oppure fibre secondarie pre-consumer e post-consumer disinchiostrate di alta qualità.
Per contenere l’impatto ambientale e i consumi energetici, il gruppo si è dotato di impianti di cogenerazione alimentati a gas metano (che non rilascia in atmosfera idrogeno solforato ed anidride solforosa e riduce in modo drastico l’emissione di ceneri e di polveri sottili rispetto ad altri combustibili fossili) che consentono l’auto-produzione di energia elettrica e termica in forma associata. Ridurre la quantità di combustibile impiegato significa poi anche diminuire in via pressoché proporzionale le emissioni di anidride carbonica, nonché ridurre sensibilmente le perdite di trasmissione e di distribuzione di energia elettrica.
Infine è importante sottolineare che gli interventi attuati non riguardano solo le unità produttive, bensì tutta la filiera, a partire dalle materie prime, per finire con la distribuzione. La sensibilità nei confronti dell’ambiente è davvero a 360°.
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