Il numero 34 del trimestrale di graphic design ARTLAB propone, nella parte monografica di apertura, il tema del ‘proteggere’, nelle sue connotazioni di contenere, valorizzare, distinguere, attirare.
L’argomento trova un’interessante esemplificazione nell’articolo dedicato alla londinese R Design, struttura capitanata da David Richmond che vanta progetti per marche proprie (Speedo, Micheline Arcier, Dr. Nick Lowe, ecc.) ma anche collaborazioni durature con importanti marche commerciali come Tesco (numero uno in Gran Bretagna), Selfridges (supermercati di alta gamma) o l’ucraina Fozzy.
Il packaging è senz’altro questione di qualità cartotecnica, sulla quale si gioca l’appeal del prodotto nei confronti dell’utente. Ne è testimone il successo commerciale di Aquolina, marca di profumi, rivolta al pubblico giovanile femminile, le cui confezioni sono realizzate interamente con carta Fedrigoni Splendorlux L/W: un supporto dotato di particolari qualità visive e tattili, impreziosite da caratteristici interventi serigrafici a rilievo.
Il repertorio iconografico che chiude la rivista presenta, in questo numero, delle autentiche rarità: brochure promozionali per l’industria cinematografica degli anni Trenta, stupefacenti per la varietà di formati, piegature, dimensioni, lavorazioni e soluzioni grafiche. Si tratta di inediti provenienti dall’Archivio della Grafica della Cineteca di Bologna che ci ricordano come forse, negli anni, abbiamo perso, più che guadagnato, in innovazione e originalità. Cosa dire infatti delle piegature triangolari di Viva l’allegria (Everybody Sing, 1938); o del formato circolare, racchiuso da una croce, de L’Angelo Bianco (The White Angel, 1936)?
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