“Abbasso la mafia”. E’ la scritta comparsa su un muro del centro abitato di Cinquefrondi (Rc), comune tra i primi per incidenza mafiosa della Piana di Gioia Tauro.
Ad immortalare la scritta, ferma sul muro di via delle Rimembranze da diversi mesi, ed ergerla come testimonial della campagna “Qui Calabria, Anno Uno – la Calabria che è già cominciata” ci ha pensato il giovane ventunenne Aldo Pecora, ideatore dello slogan “E adesso ammazzateci tutti” che fece diventare famosi i “ragazzi di Locri” in tutta Italia.

La “campagna di comunicazione alternativa ed a costo zero” come la definiscono i ragazzi del movimento antimafia “Ammazzateci tutti”, nasce in risposta “ma né pro né contro nessuno”, precisano, alla nuova campagna di comunicazione istituzionale “sì, siamo calabresi – gli ultimi saranno i primi” realizzata dal noto fotoreporter Oliviero Toscani per la Regione Calabria.
Sul sito internet www.ammazzatecitutti.org è stato aperto un dibattito ed un sondaggio per votare tutte le altre proposte che i ragazzi calabresi hanno realizzato.
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La Sicilia ha una sua storia spesso dimenticata e non scritta, la storia di una lunga lotta di liberazione che ancora continua e di cui non si intravede la fine, la storia della guerra contro la prepotenza,contro lo sfruttamento,contro il clientelismo,contro il parassitismo e l’ostentazione di ricchezze rubate alla povera gente e ai lavoratori, contro le collusioni del potere con i signori della violenza, in una parola contro la mafia.Nella mia pittura ho cercato di tracciare alcuni momenti di questa tragica storia, raffigurando storie,visi,attività,sentimenti,valori,cui fà da coreografia la nostra luce mediterranea,la vivacità dei colori che ci circondano e la costante e prepotente rinascita ed esplosuione della nostra vegetazione,attraverso il lavoro della nostra gente.
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il pittore Gaetano Porcasi, l’autore delle tematiche storico-sociali italiane.invita a visitare il sito.le opere pittoriche raccontano la storia di crimini mafiose.fino alla cattura del supe boss Bernardo Provenzano.